La cerimonia stamani al Teatro Nuovo Giovanni da Udine

Inaugurato l'anno accademico 2017/18 alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Nel quarantennale della nascita dell'Università di Udine

Alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è svolta stamani al Teatro Nuovo Giovanni da Udine la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2017/18, quarantesimo dell'Università di Udine.

Dopo l’ingresso del corteo accademico, il rettore Alberto De Toni ha tenuto la sua relazione. Hanno poi preso la parola il presidente del Consiglio degli studenti, Simone Achenza, e il rappresentante del personale tecnico amministrativo nel Senato accademico, Maurizio Pisani. Quindi, l'intervento del professore emerito Franco Frilli, già rettore dell’Ateneo friulano dal 1983 al 1992, dedicata ai “40 anni dell’Università degli studi di Udine”.

Ha quindi preso la parola il presidente Sergio Mattarella, che ha esordito rivolgendo un «Mandi al magnifico rettore a e tutti i presenti, alla città, ai sindaci, e un saluto particolare a tutte le componenti dell’ateneo, il corpo docente, gli studenti e il personale amministrativo e tecnico». Il presidente ha evidenziato come l’occasione racchiudesse in sé due aspetti e due particolari profili della vita di un ateneo: l’apertura di un nuovo anno accademico e i quarant’anni dell’ateneo stesso. «L’apertura dell’anno accademico – ha detto Mattarella - sottolinea il ruolo della ricerca e della didattica, che ogni anno vengono rinnovate dall’esperienza degli anni precedenti, e così progrediscono: in questo risiede la vitalità dei nostri atenei. Il secondo aspetto è il rapporto con il territorio. Pochi come questo ateneo hanno un rapporto forte con il proprio territorio. Questo ateneo è nato perché fortemente richiesto dai friulani e perché considerato come elemento propulsore. Questo ha creato un rapporto con il territorio particolarmente intenso». E facendo riferimento, in particolare, alla prolusione del professor Frilli che ha ripercorso lo sviluppo dell’Università di Udine, il presidente ha detto che «la nascita di questo ateneo è stata allora una scommessa che oggi, di fronte alla crescita che ha avuto, si può dire vinta. Oggi – ha aggiunto Mattarella – questa università contribuisce a quel fronte indispensabile che l’attività degli atenei offre al nostro Paese». «Guardare al futuro – ha concluso Mattarella - è la scommessa per il nostro Paese, e in questa scommessa le università sono avanguardia decisiva e fondamentale. E in questo ambito l’ateneo di Udine fa la sua parte con grande respiro, con grande protagonismo, e di questo lo ringrazio molto. Grazie a auguri».

Il Friuli ottenne la propria Università attraverso una norma contenuta nella prima legge organica di finanziamento della ricostruzione post terremoto del 1976: l'articolo 26 della legge 546 dell'8 agosto 1977. La norma trovò attuazione il 6 marzo 1978 con decreto del Presidente della Repubblica n. 102, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 102 del 13 aprile 1978. Tale decreto istituì e diede avvio di fatto all'Università degli Studi di Udine, come istituzione finalizzata a «contribuire al progresso civile, sociale e alla nascita economica del Friuli e a divenire organico strumento di sviluppo e di rinnovamento dei filoni originali della cultura, della lingua, delle tradizioni e della storia del Friuli».
 
Prima della cerimonia di inaugurazione, Mattarella ha salutato Stefania Collavin, vedova di Cristian Rossi, l'imprenditore di Reana del Rojale vittima nel 2016 della strage di Dacca, in Bangladesh, assieme al friulano Marco Tondat e altri sette connazionali.
 
Il rettore De Toni ha avuto modo di donare al presidente un ricordo di questa sua partecipazione, ovvero una canna d'organo appositamente costruita dal maestro organaro Gustavo Zanin, laureato honoris causa dell'Università di Udine. "Questa canna d'organo - ha detto De Toni - è la figurazione di un'impresa, antichissima nei materiali impiegati e modernissima nell'incessante sperimentazione. Un mix di tradizione e innovazione, artigianato e industria, arte ed esperienza, musica e fisica dei suoni, funzionalità e bellezza. un connubio eccezionale tra antico e nuovo. Un simbolo di quello che vuole essere la nostra Università, il nostro Friuli, il nostro Paese". E il maestro Zanin ha fatto al presidente questa dedica: "Il suono di questa canna d'organo corrisponde alla nota musicale FA a confermare la capacità del FARE di un popolo che ha già FATTO molto, che sa FARE bene e che saprà FARE ancora meglio!. Grazie per la Sua presenza in questa terra".

 

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