A Gemona del Friuli dal 21 luglio al 12 agosto

Il Laboratorio internazionale della comunicazione porta in Friuli 70 giovani studiosi di italianistica da 30 Paesi

Nel 40° dal terremoto il premio Gamajun “alla gente friulana”. Tra gli ospiti, Simone Moro, Luca Mercalli, Niccolò Fabi, Pierluigi Cappello, Cinzia Scaffidi

Il premio Gamajun, giunto alla 25esima edizione, assegnato “alla gente friulana” nel 40° dal terremoto del 1976 a esplicitare il legame profondo del Laboratorio internazionale della comunicazione con il Friuli. E ciò in un’edizione in cui “Paesaggio e Gusto” saranno il fulcro dei lavori, degli incontri e delle lezioni accademiche che si susseguiranno dal 21 luglio al 12 agosto, con la conferma di collaborazioni strategiche, come quella con la Fondazione Barilla CFN, e il protagonismo dei giovani studiosi di italianistica, che quest’anno sono 70, arrivano da 30 Paesi e 7 di loro sono discendenti di emigranti friulani in Argentina, Canada, Uruguay e Brasile.

 
È un’istantanea del Lab 2016 che segna la 54ª edizione, portando in Friuli Venezia Giulia tra gli ospiti Simone Moro, Luca Mercalli, Niccolò Fabi, Cinzia Scaffidi, vice presidente di Slow Food, e con la previsione di una lectio magistralis ai corsisti del poeta Pierluigi Cappello. A contrassegnare le novità, la Summer School “L’insegnamento del terremoto del Friuli. Convivere con il rischio”, in collaborazione con l’Università di Udine; il Laboratorio Corsaro di teatro, promosso dal Lab, e condotto da Massimo Somaglino sul tema del 40° dal sisma.
 
L’idea portante che si legge in filigrana in tutto il ricco programma di questo corso estivo per studiosi di italianistica, unico nel suo genere e incardinato in Friuli Venezia Giulia dal 1980 in accordo con l’Università Cattolica di Milano e l’Università di Udine, è che “il tema del paesaggio e del gusto si muovono di pari passo. Questi giovani avranno modo di condividere e celebrare una nuova idea di Paese – spiega Emanuela DeMarchi, direttore del Lab –, a partire dalle emergenze della fragilità del territorio, dell’importanza del rispetto ambientale e dell’importanza dell’agricoltura, della produzione del cibo e della biodiversità”. Con tre settimane intense di lavoro, di lezioni accademiche, di laboratori creativi e di altri appuntamenti, il Lab 2016 “cercherà di contribuire a percorrere e vivere questi termini, paesaggio e gusto”, che rappresentano “vocazioni intrinseche della cultura del Paese, vocazioni da tutelare e valorizzare attraverso la promozione di nuova cultura”.
 
“Il Laboratorio internazionale della comunicazione in programma a Gemona è una realtà molto valida, che la nostra Università sostiene – sottolinea il rettore dell’ateneo di Udine, Alberto Felice De Toni –. Il Lab è uno snodo di incontro tra friulani e non friulani, è un’occasione di crescita personale e collettiva, è tutela della diversità ed è anche espressione di cambiamento e di innovazione. Si inserisce appieno nella logica del lavoro dell’ateneo – prosegue il rettore – fortemente radicato sul territorio, ricordo tra le altre le iniziative l’Epicentro dei saperi e la Via della narrazione sviluppate nell’ambito di Conoscenza in festa, e con anima internazionale, come dice il progetto Cosmopolis, per il quale il futuro di Palazzo Antonini sarà di costituire un ponte fra Udine, l’Università e il mondo, nello spirito universale dell’architettura palladiana”.
 
“In questi anni il Lab ha portato a Gemona complessivamente più di 3mila studenti, un numero che rende evidente il dinamismo e la freschezza che questo appuntamento rappresenta per la nostra città – afferma il sindaco di Gemona, Paolo Urbani –. Per noi è un’occasione preziosa di arricchimento culturale; per coloro che arrivano, in particolare in questo 40° dal terremoto, di conoscere un esempio di ricostruzione e un centro che della solidarietà ha fatto la sua forza, un valore che vogliamo trasmettere insieme all’amore per la cultura e all’amicizia”.
Il Lab 2016 è sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dalla Provincia di Udine e dal Comune di Gemona.
 
I TEMI E LE DATE
 
1)   IL 40° DAL TERREMOTO DEL 1976.
 
Sabato 23 luglio, alle ore 12, nella Sala consiliare del Comune di Gemona, cerimonia di consegna del XXV Gamajun International Award-Premio Bruno DeMarchi alla “Comunità di Gemona, ai friulani”.
Il terremoto ha segnato “un momento straordinario in cui la cultura di una Gente, di un Territorio, ha fatto la differenza, con le sole mani – recita la motivazione del Premio –. Un evento che ha cambiato l’idea di difesa del Territorio e in cui è nata la Protezione civile. Un evento di grande solidarietà nazionale e internazionale; massima espressione di un patto tra gente e politica, tra gente e amministratori. Un momento in cui l’obiettivo era trasparente e condiviso. Il rispetto reciproco era la lingua di comunicazione. Ecco, il premio vuole raccontare queste cose”.
Lo ritireranno persone della società civile che hanno vissuto il terremoto e rappresentanti dell’amministrazione che hanno guidato le scelte e la ricostruzione.
 
Domenica 24 luglio-venerdì 29 luglio, Summer School “L’insegnamento del friuli. Convivere con il rischio”, in collaborazione con l’Università di Udine, promossa dai professori Mauro Pascolini e Nicola Strizzolo, fortemente voluta dal rettore Alberto Felice De Toni in collaborazione con il Comune di Gemona.
Sono state 30 le richieste di partecipazione – con 20 posti a disposizione – tra cui quella di un professionista dottorato che ha girato tutto il mondo sui luoghi dei terremoti, due dottorandi da Bologna e universitari della regione, rappresentanti delle pubbliche amministrazioni e di istituti di ricerca sul rischio. Il corso parte dall’analisi del terremoto del Friuli del 1976 e della ricostruzione economica, culturale e sociale. Offre strumenti di conoscenza del processo di gestione del post terremoto per la comprensione degli elementi di distinzione del Modello di ricostruzione ambientale, sociale e culturale messo in atto. Per leggere la complessità di una società sempre più coinvolta in situazioni diversificate di rischio.
“Il grande afflusso di domande di ammissione – sottolinea Pascolini – è un riscontro che il tema del terremoto e l'esperienza friulana a riguardo rappresentano ancora, molto e in tutta Italia, un punto di riferimento per coloro che studiano, lavorano o vogliono approfondire sui rischi e le emergenze”. “La Summer School mette in pratica la grande lezione di partecipazione e collaborazione responsabile sul territorio che proviene dall'esperienza post terremoto – aggiunge Strizzolo elencando gli attori che l’hanno resa possibile –: testimonianza, non solamente momento didattico, che il modello del post terremoto è ancora valido.
 
Lunedì 25 luglio, ore 9.30, Sala Consigliare Comune di Gemona.La memoria per il futuro”. Come si superano e come si elaborano – cioè come si rimettono a patrimonio – i grandi shock di un territorio? Cosa si è perso e cosa è rimasto? Cosa vorremo indietro e come si fa? Chi eravamo e chi siamo diventati? Ne discuteranno Enos Costantini, Giorgio Dri, Bepi Tonon, Alessia Brera e Giosuè Chiaradia. Presiede Cinzia Scaffidi, vicepresidente di Slow Food che collabora con il Lab dal 2013.
 
Giovedì 4 agosto, ore 10 (per iscrizioni comunicazione@labonline.it) – “Altri terremoto. Piccolo laboratorio corsaro” di Massimo Somaglino con Claudia Grimaz, Nicoletta Oscuro, Vittorio Vella e Igi Meggiorin.
È un laboratorio di teatro nel percorso della Bottega teatrale del Lab, aperto agli studenti del Lab e ai friulani, che si concluderà il 10 agosto con una performance aperta al pubblico. È un esperimento di scrittura collettiva. “Per la prima volta a Gemona il gruppo intende aprire e condividere la sua particolare modalità di lavoro – afferma Somaglino –, in un breve laboratorio con esito finale nel quale intorno alle storie che legano drammaticamente Gemona e il Friuli in generale all’evento sismico del 1976 si concentrerà la ricerca e la composizione scenica e musicale”.
 
 
2)   LA COLLABORAZIONE CON LA FONDAZIONE BARILLA CFN.
 
Martedì 26 luglio, ore 10, alla Casa dello studente, in collaborazione con la Fondazione Barilla CFN “Paesaggi e gusti sostenibili. Alimentazione, cibo e cultura”, incontro con Elena Cadel, ricercatrice che collabora con la Fondazione. L’appuntamento muoverà dall’ultima pubblicazione della Fondazione, “Eating Planet” e approfondirà i temi del sistema alimentare: paradossi dell’alimentazione, impatto delle nostre diete, la doppia piramide. E poi il concetto di acqua virtuale: le dimensioni dello spreco mondiale, il problema dell’obesità. Perché è così difficile cambiare alimentazione e qual è il rapporto oggi tra cibo e cultura?
La Fondazione Barilla CFN, che agisce a livello nazionale e internazionale, promotrice del Protocollo di Milano e del Youth Manifesto dei giovani presentato a Expo 2015, si propone come player di un cambiamento culturale auspicabile e sostenibile.
 
Il direttore del Lab, Emanuela DeMarchi, ricorda la continuità della riflessione che questo evento sta portando avanti da alcuni anni. “Nel 2011 il tema del futuro del Paese è stato affrontato con la Comunità di Sant’Egidio, ponendo l’accento sulle parole chiave della solidarietà, della coesione e della cooperazione internazionale – ricorda DeMarchi –; nel 2012 se ne è parlato attraverso la moda e con Ottavio Missoni; nel 2013, le prospettive dell’Italia sono state lette e analizzate attraverso un altro settore strategico del Made in Italy, quello enogastronomico, con l’apporto di una personalità come quella di Carlo Petrini”. Proseguendo il felice e impegnativo itinerario, il Lab nel 2015 ha chiamato a condividere la riflessione anche Guido Barilla, con il Gamajun International Award-Premio Bruno De Marchi, conferito alla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition di cui è Presidente.
“La bellezza e la grande biodiversità umana e culturale della nostra penisola è figlia di un rapporto unico tra la civiltà umana e l’ambiente che l’ha ospitata per millenni”, afferma Guido Barilla. “Il modo in cui costruiamo lo spazio in cui viviamo dice infatti molto di noi e determina il nostro modo di abitare il mondo. Non solo – prosegue –. Nel rapporto con la terra l’uomo disegna anche il proprio futuro, ciò che reputa importante, quei valori che hanno la priorità nell’orientare l’esistenza collettiva”.
 
La collaborazione tra Lab e Fondazione Barilla proseguirà e, pare, con nuovi sviluppi nel futuro.
 
3)   ALTRI EVENTI
 
Sabato 23 luglio, ore 18.30, alla Casa dello Studente, “Alpinismo e montagna. Vette e passioni”, incontro con imone Moro. Un omaggio alla gente del Friuli attraverso l’incontro con un grandissimo alpinista, che ha compiuto imprese straordinarie e la cui filosofia ben sposa con ottimismo, tenacia e perseveranza, umiltà e generosità, che hanno espresso i friulani nel 1976.
Moro parlerà di sogni, di obiettivi, limiti, paure, di successo, fallimenti, di alcuni temi che emergono dai racconti delle sue esperienze.
 
Lunedì 25 luglio, ore 18.30, alla Casa dello Studente, “Cambiamenti climatici, filiera alimentare e responsabilità individuali”, incontro con Luca Mercalli, meteorologo, divulgatore scientifico e climatologo italiano. Si confronterà con il pubblico del Lab su un tema di grande attualità e che, stagione dopo stagione, stiamo vivendo sulla nostra pelle e osservando i suoi effetti nei nostri orti e giardini, a qualsiasi latitudine. Un tema che ha avuto una grande vetrina mondiale in occasione dell’Expo e sul quale oggi forse c’è un maggior allenamento al confronto e all’assunzione di impegni individuali e collettivi.
 
Lunedì 1° agosto, ore 18.30, alla Casa dello Studente,Un dolore lungo un addio. Quando la terrà tremò”. Lectio magistralis di Pierluigi Cappello e incontro con il poeta e scrittore friulano, unanimemente riconosciuto tra le voci più alte della poesia e letteratura contemporanea.
 
Sabato 6 agosto, alle ore 18.30, alla Casa dello studente, lezione-concerto di Niccolò Fabi attorno al tema: “Costruire una canzone – Tra parole e musica”. Un appuntamento rivolto non solo a musicisti e addetti ai lavori, ma anche a fan e appassionati, per scoprire insieme i processi che portano alla genesi di un brano musicale.
Interagendo con il pubblico, che è parte attiva dell'incontro, Niccolò creerà un percorso estemporaneo, con esempi pratici, cantati e parlati, in cui gli unici punti di riferimento saranno la scrittura del testo e della musica. E canterà alcuni brani dal suo ultimo lavoro.
 
4) E INOLTRE…
 
Sabato 23 luglio, ore 21.30, alla Casa dello studente, “Big Bengi & The Swingredients” in un The Swing cooking show.
 
Venerdì 29 luglio, ore 22, Four on Six and & Michele Cipriano in concerto.
 
 
LA STORIA
 
Il premio Gamajun
Il Lab ha fondato nel 1990 un premio internazionale per la comunicazione, il Gamajun International Award.
 
Nelle edizioni precedenti, il premio è stato assegnato, nell’ordine e ogni anno dal 1990 a Alida Valli, István Szöts, card. Agostino Casaroli, Romano Prodi, Lina Sastri, Souleymane Cissé, Renzo Arbore, Mario Luzi, Fabrizio De André, Tahar Ben Jelloun, Mario Monicelli, Derrick De Kerckhove, Antonino Caponnetto, Francesco Tullio Altan, Khalida Toumi Messaudi, Noa, Arturo Paoli, Sergio Zavoli, Carlo Rubbia, Oscar Pistorius, la Comunità di Sant’Egidio, Ottavio Missoni, Carlo Petrini e, nel 2015, la Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition.
 
Lab e Friuli Venezia Giulia: legame sempre più stretto
Nato a Roma nel 1963 per iniziativa dell’Università cattolica di Milano, il Laboratorio internazionale della comunicazione è arrivato in Friuli Venezia Giulia nel 1980: un approdo per il quale ha avuto un ruolo importante la posizione geopolitica della regione, un crocevia di lingue, culture e storie che avrebbe potuto dare un assaggio assai importante del mosaico italiano agli ospiti provenienti da tutto il mondo. Come spesso accade, però, nella scelta del Lab ebbe un ruolo significativo anche l’amicizia e la stima tra il fondatore del Laboratorio, il professor Bruno DeMarchi e l’allora rettore dell’Università di Udine, il professor Franco Frilli. Le sedi sono state negli anni Trieste, Gorizia, Tolmezzo, Cividale, Udine e da oltre vent’anni Gemona.
Un legame ideale e di relazioni, quello tra il Lab e il Friuli Venezia Giulia, che da allora ha trovato conferma con il sostegno delle istituzioni, a partire da Regione, Provincia di Udine e Comune di Gemona, e ogni anno si alimenta di nuova linfa.
Ormai di casa a Gemona dove arriva puntuale ogni estate dal 1989, il Lab ha conosciuto le case di quella cittadina dove parte dei giovani hanno trovato ospitalità; ha trovato sempre motivo e occasione per intrecciare la sua attività e il calendario degli appuntamenti con personaggi, fatti, realtà ed enti del territorio.
Limitandosi alla storia recentissima, il Lab ha immaginato Le vocazioni d’Italia coinvolgendo appieno il Friuli Venezia Giulia. Lo ha fatto conferendo ad Ottavio Missoni il premio Gamajun per raccontare della grandezza italiana espressa attraverso la moda; ha intessuto legami dal 2013 con Slow Food Fvg e i produttori delle eccellenze enogastronomiche friulgiuliane esplorando le opportunità legate a questo settore per riscrivere pagine italiane di successo (e ha premiato Carlo Petrini); ha istaurato alleanze strategiche con il Friuli Venezia Giulia in questo 2016 per delineare un futuro dell’Italia a tutto tondo a partire dalla eccellenza del Territorio e del Gusto.

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