Aperture 43/18

Da Biblos a Bit: l’urgenza di una rifondazione umanistica nella società transumana del III millennio

Conferenza di Angelo Floramo

Nella società “liquida” del III millennio, dove le informazioni viaggiano veloci sul web e le memorie sono smaterializzate nel “cloud”, si impone una rifondazione umanistica capace di riappropriarsi di una profondità dell’indagine conoscitiva che recuperi la corporeità e la sensorialità dell’esperienza e della relazione empatica tra gli individui. Il tempo reale della rete, replicante e clonabile, va compensato da quella predisposizione all’ “hic et nunc” con cui gli antichi suggellavano lo stupore e la meraviglia che l’unicità dell’atto conoscitivo sa regalare. Se è vero che la tavoletta d’argilla di Biblos è un proto-palmare, e che la Biblioteca di Alessandria d’Egitto è l’ipostatizzazione del web, va con forza chiesto alle nuove tecnologie del sapere di salvaguardare l’“humanitas” come prerequisito insostituibile per costruire una società plurale e democratica, al contempo globale eppure radicata nel contesto di appartenenza, in cui il “transumanar” di dantesca memoria sappia riconoscere nel valore del segno (signum) la costellazione ideale che non fa smarrire la rotta agli erranti del sapere. 

IL RELATORE

Angelo Floramo è nato a Udine nel 1966. Insegna Storia e Letteratura nelle scuole secondarie. Medievista per formazione, ha pubblicato molti saggi e articoli specialistici.

Dal 2012 collabora con la Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli in veste di consulente scientifico. Tra i suoi libri ricordiamo: “Balkan Circus” (Ediciclo-Bottega Errante 2013), “Guarneriana Segreta” (Bottega Errante 2015) e “L’osteria dei passi perduti” (Bottega Errante 2017).

L’incontro rientrava negli appuntamenti ‘Aperture 2018’, iniziativa coordinata dai proff. Francesco Nazzi e Angelo Vianello: giovedì 24 maggio 2018, Sala Convegni della Fondazione Friuli, via Manin 15, Udine. Evento organizzato dall’Università di Udine, in collaborazione con il Comune di Udine e il sostegno della Fondazione Friuli.

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