Presentazione sabato 12 maggio presso l’Isis Malignani di Udine

Tecniche dell'edilizia e del territorio: al via il nuovo corso di laurea professionalizzante

Unico in regione, fortemente orientato al mondo del lavoro, formerà figure professionali richieste nei settori costruzioni, ambiente e territorio

Una laurea triennale professionalizzante, fortemente orientata al mondo del lavoro, basata su un percorso di due anni di formazione e un anno di tirocinio curricolare da svolgere in collaborazione con gli ordini professionali. È il nuovo corso di laurea in Tecniche dell’edilizia e del territorio, attivato per il prossimo anno accademico 2018/19 dal Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura (Dpia) dell’Università di Udine con l’obiettivo di costituire un’offerta formativa connessa al tessuto economico-produttivo locale, capace di garantire l’ingresso nel mondo del lavoro per almeno l’80% dei laureati ad un anno dal conseguimento del titolo. La nuova laure professionalizzante sarà presentata sabato 12 maggio, a partire dalle 10, nell’aula Magna dell’Isis ‘Arturo Malignani’ di Udine (via Leonardo da Vinci, 10).

Interverranno, fra gli altri, Andrea Carletti, dirigente dell’Isis Malignani, Marco Petti, direttore del Dpia, e Sergio Comisso, presidente del Collegio dei Periti industriali della provincia di Udine. La presentazione del nuovo corso di laurea nonché dell’offerta didattica del Dpia saranno affidate rispettivamente a Domenico Visintini e Margherita Pauletta, Giovanni Tubaro, Andrea Schaerf.

Novità assoluta nel panorama formativo universitario, il nuovo corso di laurea professionalizzante in Tecniche dell’edilizia e del territorio affianca agli insegnamenti tradizionali quelli impartiti da professionisti, cui si aggiunge una cospicua attività di tirocinio. Questa tipologia di corsi è stata istituita di recente (decreto Miur 987/2016): a oggi, con Udine, sono 15 le università a livello italiano ad averne attivati; Udine è la sola in Friuli Venezia Giulia, cui, nel nord-est, si aggiungono solo Padova e Bolzano.

«Il corso di laurea in Tecniche dell’edilizia e del territorio – spiega Marco Petti, direttore del Dpia – forma figure tecniche in possesso delle competenze articolate e multidisciplinari richieste ai tecnici laureati di livello intermedio, fondamentali nell’ambito del settore costruzioni, ambiente e territorio, assicurando allo studente una formazione culturale e tecnica nei settori delle costruzioni, dell’estimo, della topografia, nonché del diritto e dell’economia, che favorisca l’immediato inserimento nel mondo del lavoro e della professione». Il corso sarà ad accesso programmato per non più di 50 studenti, che saranno selezionati in base ai risultati della prova di ingresso.

Le opportunità lavorative e gli sbocchi occupazionali sono molteplici, sia orientati al mondo delle professioni che dell’impiego. In particolare, le figure formate saranno in grado di partecipare alle attività di progettazione, direzione dei lavori e collaudo di opere civili ed edili, potranno assumere il ruolo di responsabile di cantiere o addetto alla sicurezza. Inoltre, queste figure potranno lavorare nell’ambito dell’attestazione di certificazione energetica degli edifici e nel recupero tecnologico e funzionale degli stessi. Infine, un altro rilevante ambito professionale è dato dalle attività di tipo estimativo e, nel settore urbanistico, nelle attività di redazione di piani di esproprio, lottizzazione e riconfinazione.

Parte di queste attività fino ad ora potevano essere svolte da tecnici diplomati (periti edili e geometri) iscritti ad un collegio, ma la legge prevede, a partire dal 2021, la necessità, anche per queste attività, di una figura laureata.

«La laurea professionalizzante in Tecniche dell’Edilizia e del Territorio – sottolinea Domenico Visintini, del gruppo di lavoro per l’attivazione del corso di laurea composto anche da Marco Petti, Nicola Baldo e Alberto Beinat – si distingue dai percorsi tradizionali per la possibilità di acquisire, nel corso dei tre anni di studio, delle capacità professionali immediatamente spendibili in ambito lavorativo. Infatti, la partecipazione di docenti provenienti dal mondo delle professioni assieme ai docenti universitari e la presenza di molte attività didattiche svolte attraverso esperienze laboratoriali consentiranno agli studenti di imparare una professione durante il corso. La cospicua attività di tirocinio, poi, nel corso del terzo anno permetterà di verificare e applicare sul campo le competenze acquisite nei primi due anni di corso, concretizzando quanto appreso».

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