Vincitori di un concorso pubblico, impegnati in progetti innovativi per il prossimo triennio

Grazie a Fondazione Crup e Provincia di Udine assunti quattro ricercatori a tempo determinato

Sono Massimo Capulli, Cristiano Crescentini, Alex Lanzutti e Luciano Moro

Grazie al finanziamento di 550 mila euro della Fondazione Crup e di 50 mila euro della Provincia di Udine l’Ateneo friulano ha assunto quattro ricercatori a tempo determinato per il prossimo triennio. L’Università di Udine potrà così avvalersi, per merito della Fondazione e della Provincia, di quattro ricercatori impegnati in progetti innovativi nei settori educativo, industriale, della tecnologia dei materiali e della valorizzazione del patrimonio culturale del territorio. I ricercatori – Massimo Capulli, Cristiano Crescentini, Alex Lanzutti e Luciano Moro – sono da poco entrati in servizio dopo aver vinto una procedura di selezione pubblica. L’investimento annuo per ogni ricercatore è infatti di circa 50 mila euro.
 
 
I progetti dei ricercatori, Crescentini in collegamento dall’Olanda, sono stati illustrati oggi, alla Fondazione Crup a Udine alla presenza, fra gli altri, del rettore dell’Università di Udine, Alberto De Toni; del presidente della Fondazione Crup, Lionello D’Agostini, e del presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini.
 
All’incontro sono intervenuti anche i docenti responsabili dei progetti: Patrizia Verduchi per quello di Capulli, Franco Fabbro per la ricerca di Crescentini, Lorenzo Fedrizzi per lo studio di Lanzutti e Francesco De Bona per il progetto di Moro.
 
«Siamo grati alla Fondazione Crup e alla Provincia di Udine – ha detto il rettore, Alberto De Toni – per la sensibilità e la vicinanza che sempre dimostrano all’Università di Udine. Un esempio virtuoso di sostegno ai giovani ricercatori che ci auguriamo possa rappresentare un modello di partnership anche per altri attori pubblici e privati per assicurare un futuro positivo all’Ateneo del Friuli e contribuire allo sviluppo del territorio».
 
«La ricerca e i giovani – ha spiegato il presidente della Fondazione, Lionello D’Agostini, illustrando i motivi alla base del programma di finanziamento – costituiscono punti prioritari per la nostra Fondazione: senza ricerca non c’è innovazione né sviluppo del territorio e senza giovani non c’è futuro né progresso della società. E la ricerca, che è un segmento penalizzato su tutto il territorio nazionale, necessita di un significativo supporto economico. Per questo gran parte del budget destinato all’Università con apposita convenzione è stato indirizzato al sostegno dei giovani ricercatori e dei loro percorsi di studio, sia in ambito scientifico- umanistico sia in ambito tecnologico».
 
«La Provincia di Udine – hanno affermato il presidente Pietro Fontanini e l’assessore all’istruzione della Beppino Govetto della Provincia di Udine – ha appoggiato con convinzione le campagne di scavi nel fiume Stella poiché si prefiggono di approfondire la nostra storia, di far riaffiorare le radici della nostra civiltà. Si tratta di progettualità molto prestigiose in quanto, oltre alla portata scientifica e al ruolo di primo piano a livello internazionale rivestito dall’Ateneo di Udine, aprono al nostro territorio e a quello della Bassa Friulana importanti prospettive sotto l’aspetto culturale, storico e di valorizzazione turistica. Questo progetto cui l’Ente ha contribuito con 50 mila euro – hanno aggiunto - rappresenta una delle collaborazioni siglate dal nostro ente con l’Università del Friuli, accordi che nel corso degli ultimi anni hanno permesso di sostenere diversi dottorati di ricerca in svariati settori, dalle scienze motorie alla ricerca in ambito agrario alla valorizzazione della lingua friulana».
 
I progetti
Massimo Capulli, originario di Seriate (Bergamo), si concentrerà sullo studio del territorio del fiume Stella in epoca classica e post-classica (raccolta e analisi dei dati archeologici, ricostruzione del paesaggio fluviale, analisi delle dinamiche insediative, redazione di una carta archeologica del fiume) per la realizzazione di un parco archeologico.
 
Cristiano Crescentini, originario di Campiglia Marittima (Livorno), lavorerà sui fondamenti neuropsicologici dell’attenzione volontaria nella pratica di consapevolezza (mindfullness) analizzando le ricadute in ambito educativo (studenti, insegnanti, personale universitario e ospedaliero) con ricerche sperimentali.
 
Alex Lanzutti, originario di Corno di Rosazzo (Udine), svilupperà di rivestimenti superficiali innovativi, prodotti con varie tecnologie di deposizione, dotati delle proprietà di resistenza a fenomeni corrosivi, di usura, di barriera termica e di proprietà meccaniche anche ad alte temperature. Le ricadute industriali di tale ricerca sono molteplici e spaziano dagli impianti di meccanica pesante fino a componenti utilizzati nella meccanica di precisione. 
 
Luciano Moro, originario di Tolmezzo (Udine), svilupperà metodi innovativi di progettazione meccanica assistita dal calcolatore per applicazioni industriali di interesse del territorio. Il settore di riferimento sarà quello degli impianti per la produzione dei metalli che costituisce, nel Friuli-Venezia Giulia, una realtà industriale di assoluta eccellenza. 

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