Iniziativa progettuale con dieci partner coordinata dall’Ateneo friulano
Nuove tecnologie sostenibili per il riciclo delle terre rare, meeting del progetto europeo Freecover guidato dall’ateneo
Il 14 e 15 luglio al polo scientifico a Udine
Sviluppare un processo innovativo e a basso impatto ambientale per recuperare le terre rare contenute nei rifiuti elettronici, in particolare nei magneti permanenti. È l’obiettivo del progetto europeo Freecover, coordinato dall’Università di Udine, che il 14 e 15 luglio, al polo scientifico (via delle Scienze 206, Udine) farà il punto sullo stato e le prospettive della ricerca. Le terre rare sono considerate dall’Unione europea materie prime strategiche, indispensabili per numerosi settori industriali, ma al contempo a rischio di approvvigionamento. Freecover coinvolge dieci partner tra università, centri di ricerca e imprese di Italia, Spagna, Slovenia, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Irlanda e Cuba.
Il 14 luglio si riuniranno i rappresentanti dei dieci partner accademici e di aziende, assieme alla responsabile di progetto per la Commissione europea. Il giorno seguente, il 15 luglio, alle 9.30, nella Sala bianca del polo scientifico, si terrà la masterclass “Life cycle assessment, circularity and socio-economic impacts of rare Earth recovery technologies”. Interverrà Leonardo Piccinetti, managing director del partner Sites.
Il progetto “Eco-rriendly hydrometallurgy for rare Earths recycling” (Freecover), partito poco più di un anno fa, è finanziato nell’ambito Marie Skłodowska-Curie Actions – Staff Exchanges del programma Horizon Europe.
«Il meeting – spiega il coordinatore scientifico del progetto, Andrea Melchior, docente del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura – rappresenta un’importante occasione per verificare lo stato di avanzamento dei diversi work package, condividere i risultati raggiunti, coordinare le future attività e rafforzare lo scambio di competenze tra università, centri di ricerca e imprese coinvolti nel progetto. È un momento fondamentale per confrontare i risultati ottenuti finora e pianificare le attività dei prossimi mesi. La collaborazione internazionale e lo scambio continuo di conoscenze è, infatti, uno degli elementi distintivi di questo programma europeo». (sg)