Riuniti nella sede dell’Azienda agraria universitaria “A. Servadei” dieci esperti con venti studenti

Agricoltura sociale e welfare di comunità, a Pagnacco la scuola estiva dell'Ateneo

In collaborazione tra DI4A e Asufc, mira alla formazione per il benessere unico uomo-animale-ambiente, con processi di contaminazione tra saperi differenti

È in corso a Pagnacco la prima edizione della scuola estiva indirizzata a formare cittadini e operatori capaci di progettare e sperimentare nuovi modelli di sviluppo nell’interdipendenza uomo-animale-ambiente, ponendo attenzione all’agroecologia, all’inclusione sociale, al territorio e alla comunità. Un’opportunità formativa, strutturata in due parti, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine e l’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale (Asufc), che da anni collaborano al progetto one welfare, un laboratorio per la promozione del benessere unico. Da giovedì 15, e fino a domenica 18 settembre, la scuola ha come centro la sede di Pagnacco dell’Azienda agraria universitaria “Antonio Servadei”, mentre dal 1 al 4 settembre si è tenuta nella Val Tramontina.

«Un’iniziativa che sta riscontrando un’ottima partecipazione sia da parte degli allievi che dei docenti» afferma Edi Piasentier, direttore del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali (DI4A). «Il suo obiettivo è la formazione di operatori nell’ambito dell’agricoltura sociale e del welfare di comunità, cercando di attivare processi di contaminazione tra saperi differenti attraverso la lettura e l’analisi delle diverse componenti che interagiscono nella costruzione del benessere unico, one welfare: imprese, processi di sviluppo a livello comunitario, come sviluppare un territorio, percorsi e alternative, ecc. Tutti i posti programmati sono stati utilizzati da 20 partecipanti, tra cui due stranieri, con le loro differenti appartenenze: operatori dell’Azienda sanitaria, studenti di diversi corsi di laurea dell’Università (agraria, educazione, economia) e anche agricoltori interessati a operare con un’ottica diversa».

«L’attività formativa – spiega Lucia Piani, che coordina la scuola per il DI4A, in collaborazione con Adriana Bressan, responsabile del Servizio professionale sociale di Asufc – è stata sviluppata con un approccio interdisciplinare che impegna complessivamente 18 docenti, dell’Università di Udine e di Asufc, ed esperti esterni. Nella sua prima parte, l’attività è stata ospitata dal Comune di Tramonti di Sopra, che ha messo a disposizione con grande generosità gli spazi del municipio, della biblioteca e della sala polifunzionale. Dal 1 al 4 settembre il territorio della Val Tramontina è diventato un laboratorio a cielo aperto in cui gli studenti hanno potuto applicare la teoria a una pratica fatta di camminate per conoscere sul campo che cosa vuol dire agroecologia, quali sono le pratiche psicologiche utili per star bene nella natura, come si legge un sistema montano, che cosa vuol dire benessere animale. La seconda parte della scuola, in corso nella magnifica sede di Pagnacco dell’Azienda agraria “Servadei”, guarda verso la conoscenza delle istituzioni che lavorano nel settore della salute, delle imprese agricole e del modello socioeconomico. Terminerà domenica 18 settembre con una camminata con gli animali, per fare sintesi di cosa vuol dire stare bene nella interdipendenza tra uomo animale e ambiente».

La scuola estiva è solo parte di una più ampia collaborazione tra l’Ateneo e l’Azienda sanitaria universitaria, nata nel 2018 e sostenuta dalla Fondazione Friuli. Collaborazione che ha l’obiettivo di supportare le imprese locali per lo sviluppo e valorizzazione della multifunzionalità nel settore dell'agricoltura sociale, e per attività e ricerche nell’ambito agroecologico e delle filiere zootecniche di piccola scala. Tra i vari risultati concretizzati, l’inaugurazione, lo scorso giugno, presso la sede di Pagnacco dell’Azienda agraria “Servadei”, del primo impianto in Italia di trasformazione della lana di pecora in fertilizzante organico (nell’ambito del progetto “Agrilana in pellet”). Ma anche la programmazione di attività formative rivolte a produttori, studenti e persone svantaggiate.