A dieci anni dalla scomparsa l’Università di Udine ricorda Giulio Regeni

Nel decimo anniversario della scomparsa l’Università di Udine ricorda la tragedia di Giulio Regeni e si stringe al dolore della mamma, del papà, della sorella e di tutti i parenti e gli amici nel ricordo di una giovane vita che è diventata esempio di libertà, passione e dedizione allo studio e alla ricerca.

Il dottorando friulano dell’Università di Cambridge è stato barbaramente torturato e ucciso in Egitto in circostanze che ormai non sono più “misteriose”, anche grazie all’impegno costante della famiglia, di tutta la comunità nazionale e dell’autorità giudiziaria inquirente italiana.

Giulio Regeni si trovava in Egitto per una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani. Quindi, la sua “colpa”, agli occhi degli aguzzini, è stata quella di svolgere un’attività legata allo studio, al libero pensiero, alla ricerca, che rappresentano i pilastri su cui si fondano da millenni le Università.

La ricerca di Giulio si focalizzava sulle situazioni di sofferenza, di sfruttamento, sulla difesa del lavoro e della sua dignità, con l’intento di informare l’opinione pubblica. A Giulio non sfuggiva che si stava muovendo in un terreno “minato” eppure non si è sottratto all’impegno che aveva assunto con il suo ateneo e con la sua sensibilità e non ha fatto un passo indietro rispetto ai rischi che correva.

Questa vicenda ci ricorda in maniera dolorosa come ancora oggi, in alcuni Paesi, con la complicità o addirittura la regia delle autorità, sussistano forme di violenza inaudita per reprimere attività di libero pensiero e di studio, scevre da ogni intento di insurrezione, complottismo o di attività illecite.

L’Università degli Studi di Udine ha aderito fin dagli esordi alla campagna “Verità per Giulio Regeni” lanciata da Amnesty International Italia e da “La Repubblica”, esponendone lo striscione a Palazzo Florio, allora sede del Rettorato, e al polo dei Rizzi.

Regeni è stato più volte ricordato negli organi collegiali, in occasione di iniziative istituzionali e sui nostri mezzi di comunicazione, per mantenere vivo il ricordo del ricercatore friulano e alta l’attenzione sulla vicenda umana e giudiziaria.

Un esempio, certo, per gli studenti universitari, per i giovani ricercatori, ma anche per le Università, per i docenti e per chi gestisce la ricerca e dovrebbe creare le condizioni necessarie di sicurezza per tutelare le attività dei propri studenti.

Per questo, e per Giulio, ancora molto rimane da fare.

Sullo stesso tema

Giovedì 25 Giugno

A Gorizia la Panchina gialla “In ricordo di Giulio Regeni”, per non dimenticare e onorare la battaglia per la verità

Alla presenza dei genitori è stata inaugurata nel chiostro del polo di Santa Chiara, sede dell’Ateneo friulano. Al Kinemax, gremito in ordine di posti, la proiezione del docufilm “Giulio Regeni. Tutto il male del mondo”

Sabato 20 Giugno

A Gorizia proiezione del film "Giulio Regeni. Tutto il male del mondo"

Giovedì 25 giugno, alle 10.30, al Kinemax, aperta a tutti e gratuita; alle 9.45 posa della “Panchina gialla” con la scritta “In ricordo di Giulio”

Martedì 26 Maggio

Ai genitori di Giulio Regeni il simbolo dell’Ateneo

Consegnato dal rettore Angelo Montanari «a testimoniare una appartenenza ideale alla nostra grande comunità accademica che sarà sempre al loro fianco in questa tenace battaglia civile»