Ricerca, tutela, valorizzazione, governance e potenzialità

Bassi fondali, gli stati generali italiani all’Università di Udine

Venerdì 20 marzo, ore 9.30, aula Pasolini di Palazzo di Toppo Wassermann. Organizzati dall’Ateneo, dalla Marina Militare e dall’Associazione Futuri probabili

Lo studio dei bassi fondali, le loro peculiarità ambientali e archeologiche, la loro tutela e valorizzazione, la governance e le potenzialità future. Sono alcuni dei temi del workshop nazionale “Conoscenza e futuro dei bassi fondali” che si terrà all’Università di Udine venerdì 20 marzo, alle 9.30, nell’aula Pasolini di Palazzo di Toppo Wassermann (via Gemona 92, Udine). Gli stati generali dei bassi fondali sono organizzati dall’Ateneo con la Marina Militare e l’Associazione Futuri probabili. Il coordinamento scientifico è di Massimo Capulli e Gian Luca Foresti, docenti dell’Università di Udine.

Porteranno i saluti iniziali: il rettore, Angelo Montanari; l’assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia, Alessia Rosolen; il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni; la soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, Paola Ventura.

Introdurranno i lavori: i presidenti dell’Associazione Futuri probabili, Luciano Violante, e della Fondazione Polo nazionale della subacquea, Roberta Pinotti.

La mattinata sarà dedicata alla prima parte della presentazione di progetti di ricerca sui bassi fondali. Si parlerà di: “Nuove tecnologie per il monitoraggio degli ecosistemi delle acque costiere e di transizione” con Francesco Boscutti e Francesco Trevisan dell’Università di Udine; “Integrazione di piattaforme autonome aeree e subacquee per attività archeologiche nei bassi fondali” con Massimo Capulli, Ivan Scagnetto e Gian Luca Foresti dell’Ateneo friulano; “Robot per la valutazione e il monitoraggio in basso fondale” con Benedetto Allotta dell’Università di Firenze; “I bassi fondali lagunari e costieri: archivi geologici degli impatti ambientali ed antropici” con Giuseppe Mastronuzzi e Angela Rizzo dell’Università di Bari; “Mappatura e monitoraggio in acque basse: nuove tecnologie e applicazioni” con Fantina Madricardo dell’Istituto di scienze marine(Ismar) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Venezia; “Alla scoperta dei bassi fondali: come telerilevamento e intelligenza artificiale rivelano strutture sommerse” con Arianna Traviglia del Center for cultural heritage technology dell’Istituto italiano di tecnologia.

Nel pomeriggio, dalle 14, la seconda tranche delle presentazioni delle ricerche su: “Rilievi a nuoto: un approccio field/instrumental per la definizione precisa della zona di marea” di Stefano Furlani dell’Università di Trieste; “Mappare un ambiente in continua evoluzione: Il caso della Laguna di Grado e dei suoi litorali” di Emiliano Gordini dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale; “Strumenti per l’acquisizione in continuo di parametri oceanografici e chimico-fisici a supporto della classificazione e della gestione di ambienti a basso fondale ed elevato dinamismo, quali la laguna di Grado e Marano” di Alessandro Acquavita, Federico Pittaluga e Nicola Venica dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa) del Friuli Venezia Giulia.

Alle sessione finale dei lavori sul tema “Bassi fondali: governance, applicazioni e scenari futuri” parteciperanno: il direttore della Struttura operativa del Polo nazionale della dimensione Subacquea, Giulio Cappelletti; la direttrice centrale Infrastrutture e territorio della Regione Friuli Venezia Giulia, Magda Uliana; Alessandro Asta della Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo; l’Head of defense Sonsub di Saipem, Stefano Meggio; il fondatore e amministratore di Oceandrone, Stefano Malagodi; il senior vice president Business development di Fincantieri, Paolo D'Auria. (sg)