Celebrazione del Giorno del Ricordo

Il messaggio dell’Università di Udine

Giorno del Ricordo

Ogni spostamento del confine orientale d’Italia ha significato dolore e sofferenza per le popolazioni coinvolte. Dopo la prima guerra mondiale a soffrire furono gli sloveni e i croati che vivevano nel territorio annesso al Regno d’Italia, che furono vittime di una dura campagna di snazionalizzazione sotto il regime fascista e di una brutale repressione durante l’occupazione della provincia di Lubiana. Dopo la seconda guerra mondiale a soffrire furono gli italiani che vivevano nelle zone assegnate alla Jugoslavia, soggetti a violenze e vessazioni sistematiche da parte del regime socialista e costretti a lasciare le terre dove le loro famiglie vivevano da generazioni.

Il dolore degli esuli fu tanto più profondo perché per decenni negato o ignorato dall’Italia Repubblicana. Il Giorno del Ricordo è quindi un’occasione preziosa per rimettere al centro della memoria collettiva questa pagina tragica della storia del nostro paese, e lo è tanto più in un momento storico in cui i confini tornano ad essere al centro di dispute internazionali e conflitti armati.

L’assegnazione congiunta nel 2025 del riconoscimento di capitale della cultura europea a Gorizia e Nova Gorica, che ci siamo appena lasciati alle spalle, è un utile promemoria che il conflitto tra popoli non è un’inevitabilità inscritta nella storia, ma che può essere superato attraverso il dialogo e il rispetto dell’altro e della sua storia.

Nel celebrare un doveroso ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata che commemoriamo oggi, l’Università di Udine conferma il suo impegno educativo al formarsi di una sana consapevolezza storica e alla crescita di una cultura del dialogo e dell’incontro.

Il rettore, Angelo Montanari

Il delegato per l’educazione alla pace e alla nonviolenza, Tommaso Piffer