L’intervento del rettore dell’università di Udine al convegno sulla medicina digitale
Come l'IA può migliorare il benessere del paziente e della sanità
Montanari: “La “manutenzione predittiva” applicato alla salute umana potrebbe trasformare la medicina digitale intervenendo prima che le situazioni diventino critiche”
“Monitorare regolarmente parametri e segnali nel tempo per anticipare una crisi clinica prima che si manifesti: oggi l'intelligenza artificiale ci permette di applicare alla salute umana la manutenzione predittiva, un concetto nato per i macchinari industriali ma che ora può rivoluzionare la medicina digitale, intervenendo prima che le situazioni diventino critiche”. Lo ha spiegato il rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari, nel suo intervento al convegno “La medicina digitale e l’innovazione dei percorsi clinici e organizzativi”, inserito all’interno del Laboratorio Sanità 20/30 che si è tenuto a Villa Manin di Passariano.
Nel corso del suo intervento, il rettore ha esplorato le due direzioni principali in cui si sta muovendo l'IA applicata alla salute - i sistemi conversazionali e la robotica collaborativa - spiegando come i nuovi sistemi predittivi riescano spesso a rilevare segnali iniziali e impercettibili che gli esseri umani, da soli, faticherebbero a cogliere. Qualche esempio? Dal riconoscimento delle apnee notturne in pazienti post-ictus all'individuazione precoce delle condizioni in gravidanza che rendono opportuno o necessario un parto cesareo. “In entrambi i casi – ha sottolineato il rettore -, l'obiettivo della ricerca scientifica è utilizzare la quantità minima di dati, selezionando parametri comuni e facili da acquisire, per garantire la massima efficacia ed efficienza clinica.
Nessun sistema predittivo può tuttavia prescindere dalla qualità dei dati. Come ha evidenziato il rettore, i dati devono essere sempre sufficienti e strettamente rappresentativi; qualora si riscontrino carenze nei campionamenti, è possibile ricorrere a dati sintetici, purché altamente affidabili. Senza questa solida base qualitativa, la manutenzione predittiva semplicemente non può funzionare.
Il legame tra tecnologia, diagnosi e responsabilità non è d'altronde un tema inedito. Montanari ha infatti richiamato una pietra miliare della storia dell'informatica medica: “Già i primi sistemi esperti di IA in medicina degli anni ’70, ponevano il problema della responsabilità della diagnosi e dei suggerimenti terapeutici”. Un dilemma che oggi, con l’uso diffuso di algoritmi predittivi complessi, diventa ancor più centrale nel dibattito bioetico contemporaneo.
L'azione dell'Università di Udine si inserisce in un ecosistema territoriale coeso e d'eccellenza. Ne è una dimostrazione concreta l'Iniziativa Agorai, un network strategico che unisce gli atenei di Udine e Trieste, la SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) e grandi imprese di rilievo internazionale come Generali, Illy e Fincantieri. All'interno di questa sinergia pubblico-privato, l'ambito medico e la salute digitale si confermano come uno dei settori di ricerca applicata di maggiore interesse e impatto per il futuro del territorio.
L’ateneo friulano, insieme ad altre università partner, ha sviluppato inoltre un percorso che alla fine del 2024 ha portato alla redazione della "Carta di Udine" per l'umanizzazione delle cure. Il progetto persegue due obiettivi cardine: la qualità delle relazioni e l’integrazione del digitale, in modo da utilizzare gli strumenti tecnologici e l’uso dell’IA per rendere i processi clinici efficienti ed efficaci, senza mai compromettere la relazione profonda tra medico e paziente e il benessere organizzativo che usa come alleata per alleggerire i carichi di lavoro e migliorare la qualità della vita professionale degli operatori sanitari.