Fondazione Friuli compie 30 anni e presenta due interventi di rigenerazione urbana

Per celebrare l’anniversario della sua costituzione, illustrate le azioni concrete, utili e durature in corso di realizzazione a Udine e a Pordenone

Fondazione Friuli compie trent’anni e per celebrare questo anniversario ha voluto presentare due importanti interventi di rigenerazione urbana che sta sostenendo nei centri storici di Udine e di Pordenone. In applicazione della legge 218 del 1990, la cosiddetta Legge Amato di privatizzazione del settore bancario, il 6 dicembre 1991 fu costituita la Fondazione Cassa di Risparmio Udine e Pordenone (Crup) che poi nel 2016 ha assunto l’attuale denominazione di Fondazione Friuli. 

In questi trent’anni, l’ente ha sostenuto 13.503 interventi sociali, culturali e formativi per un totale di erogazioni pari a ben 177.818.000 di euro. Il patrimonio investito è passato dagli iniziali 136 milioni di euro agli attuali 359 milioni. Per celebrare l’anniversario, la Fondazione ha voluto concentrare l’attenzione su due importanti cantieri che sta sostenendo nel cuore dei capoluoghi in cui opera, Udine e Pordenone, e lo ha fatto durante un incontro ospitato in palazzo Antonini-Maseri, sede del rettorato dell’ateneo friulano, alla presenza dei due primi cittadini e dei rappresentanti dell’amministrazione regionale. 

“Vogliamo affidare la celebrazione dell’anniversario ad azioni concrete, utili e durature come quelle che stiamo sostenendo nei centri storici di Udine e di Pordenone - ha spiegato il presidente della Fondazione Friuli Giuseppe Morandini -. Voglio ringraziare tutti gli amministratori che in questi trent’anni si sono succeduti e hanno perseguito al meglio il compito che la Fondazione ha nel sostegno e sviluppo delle comunità di questo nostro territorio”. 

I dettagli degli interventi sono stati illustrati dalla project manager Paola Veronese, che coordina un team di professionisti che sta seguendo il recupero del palazzo udinese e il progetto della sede pordenonese.

“Quello di Pordenone – ha illustrato Veronese – si inserisce negli interventi già realizzati nel centro storico a cui la Fondazione ha contribuito negli ultimi 20 anni e rappresenta l’ideale prosecuzione del progetto Facciate del Corso. I lavori saranno terminati entro il 2022".

A Udine l’intervento riguarda, invece, la porzione dell’ex sede di Banca d’Italia denominata il ‘Palazzetto’ in via Gemona.

“Dopo 400 anni l’edificio sarà aperto alla cittadinanza e restituito alla fruizione pubblica – ha spiegato Veronese -. Questo percorso risulta strategico sia per la città sia per rigenerare il borgo storico di via Gemona, sia per la comunità universitaria e studentesca che gravita attorno alla zona".

Il recupero, che prevede un investimento di 6 milioni di euro e sarà portato a termine nel 2023, interesserà i 3.500 metri quadrati dell’edificio distribuiti su quattro livelli, dove saranno ricavati spazi espositivi e per convegni, l’archivio (500 opere d’arte e un patrimonio prestigioso di libri antichi), locali a disposizione dell’ateneo friulano e gli uffici della Fondazione Friuli. Inoltre, sarà aperto un passaggio di collegamento pedonale tra piazza Primo Maggio e Borgo Gemona attraverso i giardini di palazzo Antonini-Maseri, recentemente oggetto di un accordo sempre tra Università, Comune e Fondazione Friuli per il loro recupero nell’impianto originale.

I saluti introduttivi alla presentazione sono stati fatti dal magnifico rettore dell’Università di Udine Roberto Pinton.

“In questa occasione di festa per il significativo anniversario – ha sottolineato Pinton - mi fa molto piacere ribadire l’importante vicinanza della Fondazione Friuli al territorio friulano, in particolare al mondo della formazione e dell’istruzione, e all’università di cui ha a cuore i progetti di ricerca, di didattica, di internazionalizzazione. Una collaborazione che non consiste soltanto nel mero finanziamento di iniziative diverse: la Fondazione Friuli in questi decenni ha sviluppato una vera e propria sinergia con l’ateneo che ha consentito di rispondere a esigenze che riguardano il mondo dei giovani durante e dopo gli studi universitari e di aumentare la coesione con il territorio. Un lavoro di squadra, svolto con costante sensibilità e una precisa volontà di essere motore di relazioni e parte attiva di un network istituzionale in cui dare concretezza alle proprie politiche di intervento a favore dello sviluppo del territorio locale. Anche la ristrutturazione del Palazzetto, acquistato dall’ateneo nel 2019, a seguito della donazione del Palazzo palladiano da parte del professore Attilio Maseri – conclude Pinton – si inserisce nel sistema di valorizzazione degli edifici nel rispetto delle loro caratteristiche artistiche e di restituzione di palazzi storici alla città che la Fondazione sta portando avanti anche insieme all’ateneo”.

Moderati dal direttore di Messaggero Veneto e Il Piccolo Omar Monestier sono quindi intervenuti i rappresentanti delle istituzioni.

“La Fondazione Friuli – ha fatto sapere il sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani - è stata per la nostra città e per i progetti della nostra amministrazione un supporto fondamentale, condividendo da sempre con le istituzioni gli obiettivi del percorso di rafforzamento e dello sviluppo culturale e sociale di un territorio in crescita ed espansione. È grazie alla sua velocità operativa, alla creatività e dedizione nei confronti dell’interesse collettivo che questa voglia di progettare ha permesso una collaborazione incessante, traducendosi in azioni concrete col pensiero finalizzato alla ripartenza. L’apporto della Fondazione Friuli per la crescita sociale di Pordenone si è rivolto a tutte le fasce della popolazione, contribuendo in maniera determinante alla realizzazione di obiettivi ambiziosi come l’ampliamento dell’offerta formativa del Consorzio Universitario di Pordenone, investendo su tutto il percorso di formazione dei nostri ragazzi e consentendo loro, attraverso la ricerca orientata all’innovazione tecnologica e ai servizi dedicati alla collettività, di costruire un collegamento sempre più stretto fra esigenze del mondo reale, lavoro e didattica, per una programmazione formativa che ne soddisfi le reali necessità. Nell’ottica di integrazione con il tessuto economico, sociale e culturale del territorio, la Fondazione Friuli è un prezioso supporto a cui continueremo a guardare per pianificare nuove progettualità strutturali e di formazione, con un orizzonte sempre maggiore di integrazione tra istituzioni, formazione, offerta culturale ed esigenze produttive del territorio”.

"La Fondazione Friuli – ha dichiarato il primo cittadino di Udine, Pietro Fontanini - costituisce un pilastro irrinunciabile per il tessuto economico del territorio. Come amministrazione comunale, stiamo investendo risorse ingenti per la riqualificazione urbana, per rendere Udine una città vivibile e sicura per i cittadini e appetibile sotto il profilo turistico. È evidente che la collaborazione stretta e proficua con la Fondazione Friuli consente di realizzare lavori attesi dalla comunità e di trasferire dalla potenza all'atto la nostra visione della città per il prossimo futuro. Nel caso specifico, esprimo vera soddisfazione per un intervento che agevola l'ingresso in centro storico da piazza Primo Maggio e per lavori che creano le condizioni affinché il nostro patrimonio edilizio e artistico trovi una piena valorizzazione".

“Il pluriennale rapporto che lega la Regione alla Fondazione Friuli e all’Università di Udine – ha affermato a conclusione il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga - continua ad alimentare un ecosistema virtuoso a favore dei nostri giovani, che in queste istituzioni trovano un attento punto di riferimento. I progetti della Fondazione, condivisi con l’amministrazione regionale e rivolti sia alle scuole pubbliche sia a quelle paritarie, si concretizzano infatti in azioni particolarmente importanti e del tutto complementari agli altri interventi proposti dalla Regione. Con la stessa lungimiranza, l’ente sta allargando il proprio raggio di intervento per donare a tutti i cittadini nuovi spazi brillantemente riqualificati. Una sfida affascinante che merita un grande plauso e che la Regione sosterrà con convinzione anche in futuro”.

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