Evento con i maggiori studiosi della teoria linguistica nata da Noam Chomsky
Grammatica generativa, all’Università di Udine il più importante incontro scientifico italiano
Dal 12 al 14 febbraio a Palazzo di Toppo Wassermann
Dal 12 al 14 febbraio, per la prima volta, l’Università di Udine organizza l’“Incontro di grammatica generativa”, giunto alla sua 51a edizione. Si tratta del più importante appuntamento italiano per gli studiosi di linguistica teorica. In particolare, la grammatica generativa studia ciò che le lingue naturali hanno in comune, cioè l’insieme delle conoscenze grammaticali implicite che ogni parlante acquisisce istintivamente quando impara la propria lingua, o le proprie lingue.
L’incontro si terrà a Palazzo di Toppo Wassermann a Udine (via Gemona 92). I lavori si apriranno giovedì 12 febbraio, alle 9.45. Porteranno i saluti Giorgio Alberti, prorettore dell’Ateneo friulano, e Linda Borean e Fabiana Fusco, direttrici, rispettivamente, dei dipartimenti di Studi umanistici e del patrimonio culturale e di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società, che organizzano l’evento.
Da oltre mezzo secolo l’incontro è un punto di riferimento per chi lavora nel quadro teorico della grammatica generativa, in Italia e non solo, teoria nata dalle intuizioni del grande linguista Noam Chomsky. Riunisce, infatti, ricercatori impegnati nello studio di sintassi, semantica, morfologia e fonologia.
L’edizione di quest’anno vedrà la partecipazione di cinque relatori di prestigio internazionale. Tra loro figurano: Rita Manzini dell’Università di Firenze, Franc Marušič dell’Università di Nova Gorica, Luigi Rizzi dell’Università di Siena, Maribel Romero dell’Università di Costanza e Susi Wurmbrand della Paris Lodron Universität Salzburg.
Le loro presentazioni offriranno importanti spunti per il dibattito scientifico arricchendo un ampio programma. «I contributi saranno ben 48 – sottolineano Francesco Costantini, coordinatore scientifico dell’evento insieme a Paolo Lorusso – e coinvolgeranno oltre cento autori e coautori da oltre quaranta università e istituti di ricerca di più di dieci Paesi europei e non solo».
«Gli interventi – spiega Paolo Lorusso – abbracceranno una grande varietà di temi e metodologie: dagli approcci più fortemente teorici alle ricerche sperimentali e computazionali, comunque rivolti a far progredire la conoscenza dei meccanismi fondamentali delle lingue naturali».
Nell’ambito del convegno sarà inoltre assegnato il premio Marica De Vincenzi, promosso dall’omonima fondazione. Il riconoscimento è destinato al miglior contributo presentato da un ricercatore italiano privo di una posizione accademica a tempo indeterminato. (sg)