25° appuntamento della rassegna culturale “Aperture”

Il gelso visto e fotografato da Roberto Kusterle

Presentazione del catalogo dell’artista goriziano venerdì 20 maggio, alle 17, a palazzo Garzolini di Toppo Wassermann

L’albero del gelso, simbolo della cultura contadina friulana, è il protagonista del catalogo fotografico “Morus Nigra” (Punto Marte Editore), dell’artista goriziano Roberto Kusterle, che sarà presentato all’Università di Udine venerdì 20 maggio, alle 17, nell’auditorium di palazzo Garzolini di Toppo Wassermann (via Gemona 92, Udine).

 
L’incontro sarà introdotto da Francesco Nazzi, delegato dell’Ateneo alla cultura. Interverranno quindi Gian Paolo Gri, antropologo culturale, e Sabrina Zannier, critico e curatore d’arte contemporanea. Seguirà il dialogo con l’artista.
 
L’incontro, organizzato dall’Ateneo in collaborazione con l’associazione culturale Venti d’arte, rientra nel ciclo “Aperture. Idee, scienze e cultura” realizzato col sostegno della Fondazione Crup e il supporto del Comune di Udine.
 
«Il catalogo dedicato al gelso – spiega Nazzi – sarà anche l'originale modo di Aperture, giunto al venticinquesimo appuntamento, per ricordare l'anniversario del terremoto, con un riferimento a un simbolo della cultura contadina friulana che, per molti, fu una delle vittime del sisma del 1976».
 

Attivo dagli anni Settanta nel campo delle arti visive, Roberto Kusterle si dedica alla pittura e alle installazioni fino all’incontro con la fotografia, che elegge a strumento ideale della propria ricerca espressiva. Le sperimentazioni degli anni successivi portano alla luce i temi essenziali della sua poetica: la continuità tra il mondo umano, animale e vegetale, il ruolo di mediazione del corpo, la negazione dello sguardo, l’esercizio costante dell’ironia, dell’ambiguità e dello spiazzamento. “Riti del corpo”, esposto per la prima volta nel 2003, raccoglie oltre dieci anni della sua ricerca fotografica e indica la scelta di operare per cicli che si susseguiranno nel tempo. Nel 2004 avvia il ciclo “Αναχρονος” (2004-06), cui seguono “Mutazione silente” (2007-08), “Mutabiles Nymphae” (2009-10), “Segni di pietra” (2011-12), “Segni della metembiosi” (2012-13), “Abissi e basse maree” (2013), “L’abbraccio del bosco” (2014) e “Morus nigra” (2015).

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