Il terremoto del Friuli 1976–2026, la riflessione del rettore Angelo Montanari

Mercoledì 6 maggio, alle 12, la comunità accademica osserverà un minuto di silenzio

Centro documentazione video del Comando Provinciale VVF Udine

“Non chiederci la parola...” scrive Eugenio Montale in una sua nota poesia. Non è facile trovare le parole per raccontare e condividere quel che è stato il terremoto del Friuli di 50 anni fa. Molte parole ascoltate in queste settimane, per un più che comprensibile sentimento di riserbo, si sono tenute lontane dalla tragedia di quei giorni. Il cardinale Matteo Maria Zuppi nella sua omelia della messa celebrata il 3 maggio a Gemona, attraverso un’asciutta, ma molto toccante, rievocazione di alcune storie di persone che si sono salvate e di persone che sono morte, è riuscito a riportarci con la mente e col cuore a quei momenti. Solo la memoria viva di quel tempo ci consente di apprezzare quel che è avvenuto nei 50 anni che ci separano da allora. In particolare, ci rendiamo conto che il terremoto poteva essere la fine di tutto e, invece, è stato un inizio.

Si inserisce qui la storia del nostro ateneo. Il sisma poteva seppellire gli sforzi di chi da qualche anno rivendicava con forza un’università in Friuli, ma ciò non accadde. Al contrario, la popolazione e le istituzioni si mobilitarono da subito per raggiungere le 50mila firme necessarie per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare per la nascita dell’Ateneo. Le firme furono circa 125 mila, molte delle quali raccolte nelle tendopoli post terremoto. Grazie a questo sforzo collettivo, il Friuli ottenne l’Università con una norma contenuta nella prima legge organica di finanziamento della ricostruzione. La norma istituì e diede avvio all’“Università degli Studi di Udine”, l’unica in Italia nata per volontà popolare, che iniziò l’attività accademica il 1° novembre 1978. Lo ricordiamo oggi con legittimo orgoglio, sicuri di rappresentare il sentimento di un popolo, ma anche con la consapevolezza di una grande responsabilità che sentiamo come comunità accademica tutta.

Condividendo con voi questi pensieri e riflessioni, invito la comunità accademica a osservare un minuto di silenzio, in segno di ricordo e rispetto, mercoledì 6 maggio, alle 12.

Il rettore dell’Università di Udine

Angelo Montanari

Sullo stesso tema

Sabato 2 Maggio

Lezioni del terremoto, l’Ateneo racconta ciò che ha insegnato il sisma del 1976 in Friuli

Dal 4 al 7 maggio 14 incontri del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura

Martedì 28 Aprile

Per ricordare il terremoto, il Requiem di Mozart eseguito dall’Orchestra dell’Università

Sabato 2 maggio, alle 17, nel Duomo di Udine

Mercoledì 11 Febbraio

Oltre 100 studiosi di terremoti in visita ai luoghi del rischio sismico in Friuli

Venerdì 13 febbraio partenza dal polo scientifico e tappe a Budoia, Braulins e Venzone per spiegare nei luoghi dei terremoti le ricerche dell’Università di Udine. Montanari: «La ricostruzione ha saputo affiancare alla rinascita materiale una politica di sviluppo, culminata nella realizzazione di nuove infrastrutture e nella nascita dell’Ateneo»