Presentati i risultati al Parco scientifico e tecnologico di Udine

Le nuove frontiere della ricerca per neutralizzare gli odori

Il progetto realizzato da Friuli Innovazione, Università di Udine e Labio Test srl ha coinvolto anche il Politecnico di Milano

Le tecniche di adsorbimento chimico applicate alla depurazione degli odori sono la nuova frontiera della ricerca in campo ambientale, in grado di abbattere inquinanti ad alto impatto olfattivo nei contesti industriali più difficili. A dirlo sono i ricercatori che hanno lavorato al progetto “Studio dell’abbattimento di contaminanti dell’aria con filtro a base di carbone e allumina attivati e impregnati” finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia ai sensi della LR 26/2005 e realizzato da Friuli Innovazione, Università di Udine e Labiotest Srl, la società del Gruppo Luci specializzata nel controllo della qualità dell’aria. I risultati sono stati presentati oggi al Parco Scientifico e Tecnologico Luigi Danieli durante il convegno “Materiali per il trattamento e la rimozione di composti odorigeni” organizzato da Friuli Innovazione.

Il progetto, come ha ricordato in apertura il responsabile scientifico Alessandro Trovarelli dell’Università di Udine, è nato nel 2007 “dalla sensibilità di Friuli Innovazione per il settore ambientale”, un settore nel quale il consorzio ha dato vita al primo laboratorio misto università-impresa nel 2003 (il Laboratorio di Olfattometria Dinamica) e nel quale ha realizzato anche altre attività di trasferimento tecnologico con imprese del territorio.

Le attività di ricerca sono state realizzate nei laboratori dell’Università di Udine e del Politecnico di Milano che hanno lavorato assieme per testare le dinamiche di adsorbimento chimico su sostanze come carboni e allumine, dapprima in piccole dosi e in seguito in impianti pilota più grandi. I risultati ottenuti hanno permesso di acquisire anche il know-how necessario alla progettazione di impianti di depurazione basati su queste tecnologie. “Le tecnologie di adsorbimento in materiali attivati chimicamente sono tra le più affidabili per la rimozione di specifici inquinanti ad elevato impatto odorigeno – ha spiegato Trovarelli - come quelli a base di composti organici contenenti zolfo e azoto che sono tipici di impianti industriali per il trattamento delle acque reflue o di impianti di depurazione di industrie manifatturiere, alimentari e zootecniche”. “La ricerca realizzata - ha sottolineato Riccardo Snidar, amministratore delegato di Labiotest Srl - ci permetterà di ottimizzare le variabili del processo di abbattimento e di studiare masse filtranti sempre più performanti, in grado di svolgere la propria attività riducente nei diversi settori di applicazione industriale”.

Al convegno sono intervenuti anche Marzia Casanova di Friuli Innovazione che ha illustrato le attività di ricerca realizzate nel laboratorio dell’Università di Udine, Alan Tonon di Labiotest che ha parlato delle applicazioni in campo industriale e Silvia Rivilli del LOD il Laboratorio di Olfattometria Dinamica insediato al Parco, coinvolto per le competenze specifiche nella misurazione degli odori con metodologie sensoriali.

FONTE: FRIULI INNOVAZIONE

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