Evento del corso di studi in “Industrial engineering for sustainable manufacturing”

L’impatto climatico dei conflitti, il caso dell’invasione russa dell’Ucraina

Venerdì 13 marzo, alle 8.45, nell’aula B16 del polo scientifico, con Lennard De Klerk, esperto olandese di transizione energetica e contabilizzazione delle emissioni climalteranti

I danni ambientali causati dalle emissioni aggiuntive di gas a effetto serra derivanti dall’invasione russa dell’Ucraina. È il tema dell’incontro che si terrà all’Università di Udine domani, venerdì 13 marzo, alle 8.45, nell’aula B16 del polo scientifico (via delle Scienze 206, Udine). Interverrà Lennard De Klerk, esperto olandese di transizione energetica e contabilizzazione delle emissioni climalteranti. De Klerk ha oltre vent’anni di esperienza in progetti di decarbonizzazione nell’Europa centro-orientale. All’inizio dell’invasione l’ingegnere olandese ha fondato, e poi guidato, l’“Initiative on GHG Accounting of War”, un’organizzazione internazionale che quantifica le emissioni di gas serra attribuibili direttamente e indirettamente al conflitto.

La conferenza, intitolata The carbon impact of Russia’s war in Ukraine, è organizzata dal corso di laurea magistrale in “Industrial engineering for sustainable manufacturing” del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura. Introdurrà l’incontro la coordinatrice del corso di studi, Damiana Chinese.

I report coordinati da De Klerk stimano che le emissioni cumulative legate alla guerra raggiungano centinaia di milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente. Una quantità che include combattimenti, incendi di ecosistemi, danni alle infrastrutture energetiche, spostamenti di popolazione e ricostruzione post-bellica. Il suo lavoro ha contribuito a portare il tema dell’impatto climatico dei conflitti armati all’attenzione della comunità internazionale.

Nel novembre scorso De Klerk ha partecipato alla COP30, la Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici, tenutasi a Belém, in Brasile. È intervenuto, in particolare, sui temi della quantificazione dei danni climatici derivanti dalla guerra in Ucraina e al tema della responsabilità climatica nei conflitti.

«Le guerre – spiega la professoressa Chinese –, hanno impatti umani, sociali ed economici profondi, ma si presta spesso scarsa attenzione al loro impatto ambientale e climatico. In un contesto globale in cui gli effetti del cambiamento climatico sono sempre più drammatici, le emissioni di gas serra generate dai conflitti armati, tra operazioni militari, distruzione di infrastrutture, incendi, crisi energetiche e processi di ricostruzione, rappresentano un fattore rilevante e ancora poco considerato nel dibattito pubblico e scientifico».

L’incontro rientra in un ciclo di seminari organizzati per mettere gli studenti a diretto contatto con professionisti e operatori non accademici attivi nel campo della sostenibilità e della decarbonizzazione, offrendo uno sguardo concreto sulle sfide globali della transizione ecologica. La laurea magistrale in “Industrial engineering for sustainable manufacturing” forma ingegneri capaci di misurare e gestire l’impatto ambientale dell’industria e di processi complessi, fornendo competenze avanzate nella valutazione della sostenibilità. (sg)

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