Incontro del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche
L’intelligenza artificiale al servizio della medicina, esperienze a confronto
Giovedì 22 gennaio, dalle 9, nell’aula M2 della Biblioteca scientifica, “vetrina” delle ricerche dell’Università di Udine e dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale
“Intelligenza artificiale in medicina, esperienze a confronto”. È il tema dell’incontro che sarà affrontato all’Università di Udine giovedì 22 gennaio, dalle 9, nell’aula M2 della Biblioteca scientifica (via Fausto Schiavi 44, Udine). In particolare, saranno presentate le principali esperienze di ricerca nate dal progetto nazionale “Stendhal” partecipato dal Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche dell’Ateneo friulano. A illustrarle saranno il coordinatore locale del progetto Marino Miculan coadiuvato da Vincenzo Della Mea.
Tra i risultati più significativi spicca un approccio innovativo per l’analisi delle immagini cerebrali e l’individuazione di lesioni. Cioè alla creazione di un’intelligenza artificiale ibrida capace di fornire segmentazioni anatomiche accurate e 'spiegabili', garantendo così quella trasparenza fondamentale nel supporto alla diagnosi medica. Al progetto “Stendhal” partecipano anche l’Università di Pisa, capofila, e l’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione “Alessandro Faedo” (Isti) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).
Ma l’appuntamento sarà anche una “vetrina” delle principali esperienze di ricerca nell’ambito dell’“health tech” condotte in Friuli. Protagonisti i ricercatori dei dipartimenti di Medicina e di Scienze matematiche, informatiche e fisiche e dell’Ateneo udinese e dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale (Asufc).
Il programma della giornata si aprirà con i saluti del delegato dell’Ateneo all’umanizzazione delle cure, Massimo Robiony. Seguirà la sessione dedicata a progetti europei per inquadrare lo stato dell’arte e l’illustrazione dei risultati e delle metodologie sviluppate durante il progetto Stendhal. Tra i progetti c’è Bosomshield, che coinvolge, fra gli altri, l’Ateneo udinese, l’Asufc e una decina di partner europei. Si tratta di uno studio sui metodi di utilizzo dell’intelligenza artificiale per predire la recidiva di cancro della mammella a partire da immagini radiologiche, anatomo-patologiche e dati clinici. Udine, con università e ospedale, si occupa specificamente della parte di anatomia patologica.
I lavori pomeridiani, dalle 14, saranno dedicati alle esperienze condotte dall’Ateneo e dall’Asufc. Quest’ultima presenterà una panoramica delle principali iniziative di intelligenza artificiale tra ospedale e territorio. Esse comprendono prime sperimentazioni e progetti in avvio nell’ambito della chirurgia maxillo-facciale e radiologia – tra cui il supporto alla diagnosi in emergenza, il triage prescrittivo e l’ottimizzazione di percorsi e liste d’attesa – e gli obiettivi attesi su qualità, sicurezza e tempi di accesso.
«L’intervento – spiega il direttore sanitario di Asufc, David Turello – metterà in evidenza le sfide in una realtà sanitaria complessa e multi-attore e il percorso avviato per costruire un modello di governance e integrazione che accompagni il passaggio dalla sperimentazione all’operatività».
Complessivamente, «l’incontro offrirà una panoramica completa e aggiornata sulle applicazioni dell’intelligenza artificiale alla medicina – spiegano i coordinatori, i professori Marino Miculan, docente di Informatica, e Vincenzo Della Mea, docente di informatica medica –, inserendo le attività di ricerca udinesi in un prestigioso contesto nazionale ed europeo». (sg)