Scienza, memoria e futuro per la geofisica italiana, a Udine se ne discute al 44° convegno nazionale Gngts
Fino al 13 febbraio l’evento riunisce oltre 400 ricercatrici e ricercatori da tutta Italia per discutere le grandi sfide della geofisica contemporanea, a cinquant’anni dal terremoto del Friuli del 1976
Si conclude domani all’Università di Udine il 44° Convegno nazionale del Gruppo nazionale per la geofisica della Terra solida (Gngts) organizzato dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs), dall’Università di Udine e dal Consorzio Gngts che comprende, oltre all’Ogs, l’Ingv, il Cnr, il Dipartimento della Protezione civile, il Consorzio Reluis e la Sezione italiana Eage Seg, e coinvolge esponenti della comunità geofisica accademica italiana.
Quattro giornate intense di sessioni scientifiche, presentazioni e confronto interdisciplinare che hanno confermato il ruolo del Gngts come principale appuntamento nazionale per la comunità che studia la struttura, la dinamica e i rischi del pianeta, con un’attenzione particolare alla sismicità, ai vulcani, alla mitigazione dei rischi naturali ed alle nuove tecnologie.
«Questo convegno ha mostrato ancora una volta una comunità scientifica viva, coesa e capace di guardare al futuro, consapevole della propria responsabilità verso la società» ha commentato Giuliana Rossi, presidente del consorzio del Gngts e sismologa dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs). «A cinquant’anni dal terremoto del Friuli, la geofisica italiana conferma il proprio impegno nel trasformare la conoscenza in prevenzione a supporto di Enti e Istituzioni». Il ricordo dei cinquant’anni del terremoto che ha colpito il Friuli ha accompagnato l’intero convegno, con un’escursione organizzata dall’università di Udine sui luoghi del terremoto lunedì 9 febbraio, replicata il 13, culminato nella tavola rotonda del 12 febbraio “Cinquant’anni di lezioni imparate ed aspettative per il futuro”, che ha visto il dialogo tra comunità scientifica, istituzioni e Protezione Civile sul ruolo della ricerca nel ridurre l’impatto dei disastri naturali.
Sono intervenuti Angelo Montanari - rettore dell’Università di Udine, Andrea Zini - assessore alle Politiche abitative per l'edilizia sociale, pianificazione territoriale, edilizia privata, protezione civile, sviluppo del personale e benessere organizzativo del Comune di Udine, Riccardo Riccardi - assessore regionale alla salute, politiche sociali e disabilità, delegato alla Protezione civile della regione Friuli Venezia Giulia, Nicola Casagli - presidente dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs), Giuliana Rossi - presidente del consorzio del Gngts e sismologa dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs), Dario Slejko - già dirigente di ricerca dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs), Paola Pagliara - Dipartimento di Protezione civile, Massimiliano Moscatelli - direttore di Cnr-Igag, Salvatore Stramondo - direttore del Dipartimento terremoti - Ingv, Mauro Dolce - Presidente di Reluis, Davide Della Moretta - Eni, Presidente della sezione italiana Eage-Seg, Amedeo Aristei - direttore della Protezione civile regionale Fvg.
Durante il convegno si è svolta, anche, l’assemblea del Gruppo nazionale, momento di confronto sulle prospettive della ricerca geofisica in Italia e in Europa, sulle sfide poste dal cambiamento climatico e dagli eventi estremi, e sul rafforzamento del dialogo tra scienza, istituzioni e territori.
Nel corso dell’assemblea, la comunità del Gngts ha voluto dedicare un momento anche alla memoria di Iginio Marson, già presidente di Ogs e del Gngts, e di Antonio Rovelli, Karim Aoudia e Daniel Nieto, scomparsi nel 2025, ricordandone il contributo scientifico ed umano. Anche quest’anno il Gngts ha assegnato i premi ai migliori contributi scientifici presentati da giovani ricercatrici e ricercatori, valorizzando l’eccellenza, l’innovazione metodologica e la qualità della ricerca.
Con la consegna del Premio Aglc - Associazione per la geofisica “Licio Cernobori” e del Premio Marco Mucciarelli, istituiti per ricordare i due scienziati prematuramente scomparsi, sono stati premiati Steven Brooks, Roberta Di Chicco, Guido Penta de Peppo per il primo, e Davide Di Gennaro, Giuseppe Salvia, e Chiara Saturnino per il secondo.
Il Comitato tecnico scientifico del Gngts comprende l’Ogs, l’Ingv, il Cnr, il Dipartimento della Protezione civile, il Consorzio Reluis e la Sezione italiana Eage Seg, e coinvolge esponenti della comunità geofisica accademica italiana. Il Gngts esprime una comunità tecnico-scientifica coesa, formata da enti di ricerca, università, associazioni scientifiche, pubbliche amministrazioni, liberi professionisti e singoli studiosi, indirizzata e attenta alle tematiche di ricerca applicata di interesse per il Paese e per la sua Protezione civile. Il convegno annuale del Gngts è l’unico evento del genere in Italia, raccogliendo di norma circa 500 delegati che operano nei diversi campi della geofisica della Terra solida, con particolare attenzione alle applicazioni nel campo dell’ingegneria sismica e della gestione delle risorse idriche, energetiche e minerarie.