Summer students da tutto il mondo al Dipartimento di Area medica

Brancolini: «Esperienze che creano un ambiente internazionale e multiculturale, fondamentale per realizzare una ricerca di qualità»

Studenti provenienti da prestigiose Università americane ed europee sono stati accolti dal Dipartimento di Area Medica per trascorrere un periodo di formazione presso i laboratori della sede di Piazzale Kolbe.

 
Claire O’Callaghan, studia chimica e biologia alla Massachusetts Institute of Technology – MIT, una delle più importanti università di ricerca al mondo, con sede a Cambridge (Massachusetts). Claire è ospitata dal laboratorio del professor Claudio Brancolini fino ad agosto, dove studierà i meccanismi di crescita e resistenza del cancro, al fine di migliorare le sue conoscenze nell’ambito delle moderne tecnologie di biologia molecolare. Ha scelto proprio questo laboratorio perché «dopo aver consultato diversi papers, particolarmente interessanti per quanto riguarda il mio settore di ricerca, ho notato - precisa Claire - che molti di questi provenivano da studi condotti dal prof. Brancolini e dal suo team». «Questa esperienza – dice la giovane ricercatrice - mi sta insegnando cosa significhi realmente fare ricerca e sono sicura che tutto ciò che apprenderò durante questo periodo mi sarà utile nel futuro». Claire infatti, ultimato questo suo primo percorso di studio, vorrà frequentare la facoltà di medicina e sfruttare le competenze acquisite, applicandole magari in un contesto terapeutico.
 
Provengono invece dall’E.B.I. France (École de Biologie Industrielle) i quattro giovani tirocinanti impegnati nell’approfondimento di specifici argomenti di sperimentazione laboratoriale.
 
Nicolas Malval, seguito dal professor Stefano Lazzer nello studio “Exercise physiology in obese patients”, sta effettuando un’attenta osservazione per apprendere quali siano le applicazioni pratiche che i docenti adottano nell’ambito della fisiologia sportiva. «Lo scorso anno alcuni compagni di corso hanno svolto il tirocinio proprio nei laboratori di Piazzale Kolbe ed i loro feedback sono stati tutti molto positivi. Hanno inoltre raccontato che questa esperienza era stata veramente interessante e che avevano potuto collaborare con persone competenti e disponibili», fa sapere Nicolas. Per queste ragioni i quattro ragazzi si sono messi subito in contatto con i referenti del Dipartimento di Area Medica, per raccogliere tutte le informazioni necessarie e svolgere il loro tirocinio all’estero.
 
Louis Rey vorrebbe invece lavorare nel campo dell’industria farmaceutica e, accompagnato dalla dottoressa Marina Comelli nella ricerca “Bioenergetics and Metabolism”, sta seguendo un percorso formativo che gli permetta di migliorare le sue competenze, ma anche di apprenderne di nuove e raggiungere così i suoi obiettivi futuri. Di questa esperienza «mi fa particolarmente piacere - racconta Louis - il fatto di avere la possibilità di collaborare sia con professionisti del settore sia con studenti, dove ognuno può condividere liberamente le proprie conoscenze».
 
Roman Paturel ha concluso il suo percorso di studio in Francia e sta svolgendo il tirocinio “Biology of cancer genes” guidato da Claudio Brancolini. Roman precisa di voler mettere in pratica le teorie apprese finora. «Non so cosa mi attende nell’avvenire – aggiunge -. Forse vorrò continuare con l’attività in laboratorio, credo però che ora io debba sfruttare al meglio questa occasione, e apprendere cosa significhi realmente lavorare all’interno di un laboratorio di ricerca».
 
Louis Moreaux, seguito dal pofessor Carlo Pucillo nello studio “The immune system in physiology and diseases”, sta svolgendo diversi esperimenti e ricerca sul campo. Luis sottolinea quanto si stia rivelando interessante e arricchente lavorare all’interno del gruppo di ricerca del professore. «Ogni membro del laboratorio è competente e gentile; durante gli esperimenti – precisa - ho la possibilità di operare anche autonomamente e il personale è sempre disponibile nel darmi utili consigli».
 
«Ritengo - afferma Claudio Brancolini, coordinatore del Dottorato di ricerca in Scienze biomediche e biotecnologiche - che esperienze estive come queste, di giovani ragazze e ragazzi stranieri, siano un valore aggiunto, non solo per loro ma anche per la nostra comunità accademica, in particolare per gli studenti di dottorato e assegnisti. Sono proprio questi “nostri giovani”, che vivono la quotidianità in contatto diretto con gli ospiti stranieri, seguendoli personalmente nella loro formazione. Un impegno che ci permette di creare un ambiente internazionale e multiculturale, fondamentale per realizzare una ricerca di qualità all’interno del dipartimento universitario».

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