Udine al centro della ginecologia oncologica

Esperti da tutta Europa per il congresso sul carcinoma dell’ovaio

Udine si conferma polo di riferimento per la ginecologia oncologica con il congresso “Carcinoma dell’ovaio: le nuove sfide di una patologia complessa” svoltosi il 30 gennaio a Palazzo di Toppo Wassermann. L’evento ha riscosso un ampio successo di partecipazione e contenuti, riunendo esperti nazionali e internazionali provenienti dai principali centri di eccellenza italiani ed europei.

Il carcinoma dell’ovaio è una delle neoplasie ginecologiche a maggiore complessità clinica. È caratterizzata da una diagnosi spesso tardiva e da percorsi terapeutici articolati che richiedono un’elevata integrazione tra competenze diverse. In questo contesto, il congresso ha offerto una visione aggiornata e multidisciplinare delle acquisizioni scientifiche più recenti, affrontando in modo sistematico le nuove prospettive diagnostiche, chirurgiche e terapeutiche.

Il programma ha spaziato dalla diagnosi precoce e dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito diagnostico alla genetica oncologica e alla consulenza oncogenetica. Al centro dei contributi scientifici anche le strategie chirurgiche avanzate, la chemioterapia intraperitoneale, le terapie mirate e l’oncologia di precisione. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo della personalizzazione dei trattamenti e alla necessità di percorsi di cura su misura per ciascuna paziente.

«La complessità del carcinoma ovarico impone oggi una presa in carico realmente multidisciplinare, basata su competenze specialistiche, sull’aggiornamento continuo e sul lavoro di rete» spiega la presidente del congresso Lorenza Driul, professoressa di Ginecologia e ostetricia del Dipartimento di Medicina dell’Università di Udine. «Questo congresso – sottolinea Driul – ha rappresentato un momento di confronto di altissimo livello, capace di tradurre le più recenti evidenze scientifiche in indicazioni cliniche concrete, con ricadute dirette sulla qualità dell’assistenza».

Un elemento distintivo dell’incontro è stato il forte legame tra attività clinica e ricerca, volto a favorire il rapido trasferimento dell’innovazione scientifica nella pratica assistenziale quotidiana. In questo senso, è stato valorizzato il ruolo della rete oncologica e della collaborazione tra Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, Università di Udine e centri di riferimento nazionali e internazionali.

«Il successo di questa iniziativa – evidenzia Giuseppe Vizzielli, professore di ginecologia e ostetricia del Dipartimento di Medicina dell’Ateneo friulano e co-presidente del congresso – conferma la capacità del nostro territorio di ospitare eventi scientifici di respiro internazionale e di porsi come hub clinico e culturale nella ginecologia oncologica. Investire in formazione avanzata, confronto multidisciplinare e cooperazione tra centri significa migliorare concretamente gli esiti clinici e offrire alle pazienti percorsi di cura sempre più efficaci e personalizzati».

Accanto alla dimensione scientifica, il congresso ha dato spazio anche al coinvolgimento delle associazioni di pazienti, sottolineando l’importanza di un approccio centrato sulla persona e sulla qualità della vita, oltre che sull’efficacia dei trattamenti.