Un professore che mi ha insegnato la vita
Il ricordo di Roberto Pinton
Il prof. Pierluigi Bonfanti, Gigi, era una persona dotata di grande umanità, portata per sua indole all’ascolto, al dialogo e alla mediazione; a questo aggiungeva un profondo rigore intellettuale e un grande rispetto per i valori dell’istituzione a cui è stato legato per molti anni, la sua Università, l’Università di Udine.
In altre parole, racchiudeva in sé tutte le caratteristiche che danno sostanza alla figura dell’accademico e all’Università stessa, non solo in termini di apporto allo sviluppo della conoscenza e alla sua trasmissione che ogni studioso è chiamato a fornire con la propria attività scientifica e ogni docente con il proprio impegno didattico, ma anche e soprattutto grazie a una innata capacità di far funzionare questa incredibile macchina della conoscenza. Doti che gli sono state riconosciute da tutti, negli anni, e che ha potuto esprimere in tutti i ruoli, ufficiali e non, che ha ricoperto nella sua lunga carriera presso il nostro Ateneo. Non è un caso che sia stato tra gli interpreti dei principali cambiamenti che si sono susseguiti negli ultimi decenni, a seguito di riforme e ristrutturazioni del sistema universitario, trasferendoli alla realtà udinese: un compito particolarmente importante per un giovane Ateneo in crescita.
A fronte di un’aria bonaria e accomodante si poteva apprezzare in lui la determinazione con cui sosteneva l’imprescindibilità dell’operato del personale universitario dai principi fondanti della nostra università. Un comportamento che gli è valso la stima di molti colleghi, docenti e personale tecnico-amministrativo.
A Gigi devo molto: ha seguito e incoraggiato ogni passo della mia carriera e, soprattutto, ha instillato in me il desiderio di contribuire alla crescita dell’Ateneo, anzi il dovere di farlo, mettendosi a servizio dell’Istituzione senza se e senza ma. Dai primi incarichi in Dipartimento e in Facoltà, grazie a lui ho compreso l’importanza dell’organizzazione e della gestione di strutture complesse in cui è fondamentale salvaguardare l’autonomia (di pensiero e azione) delle persone senza compromettere il funzionamento del sistema, e quanto importante sia il coordinamento e la collaborazione tra le diverse componenti dello stesso organismo perché questo esprima la sua massima vitalità.
Con lui se ne va un fratello maggiore, di cui ho cercato di seguire i passi. Il pensiero va a tutto ciò che abbiamo condiviso all’interno dell’Ateneo, ma giocoforza si intreccia con i ricordi dei bei momenti passati fuori dalle mura accademiche, in cui era facile comprendere come il carattere di Gigi si adattasse perfettamente alla vita sociale, anche grazie alla sua splendida e sfavillante famiglia, a cui oggi va tutto il mio cordoglio, con un abbraccio speciale alla cara moglie Alessandra. Indimenticabili le inaugurazioni delle nuove case della tribù Bonfanti e le cene con i soliti amici, quelli ormai di una vita.
Pierluigi Bonfanti, Gigi, per me è stato un professore che mi ha insegnato la vita.
Roberto Pinton