Nel decennale della scomparsa dell’artista triestino

A Pordenone le “Carte inedite” di Carmelo Zotti

Fino al 26 febbraio oltre 145 opere e carteggi in anteprima assoluta

C’è tempo fino al 26 febbraio per visitare l’esposizione antologica “Carte Inedite 1952/2007” che celebra il ricordo dell’artista Carmelo Zotti (Trieste 1933-Treviso 2007) nel primo decennale della scomparsa. L’esposizione è un preludio alla mostra che propone anche opere finora inedite al grande pubblico. La mostra è visitabile alla Galleria Sagittaria, in via Concordia Sagittaria 7 a Pordenone.
 
Carmelo Zotti è stato un artista di riferimento nel panorama pittorico contemporaneo. Triestino di nascita, si è formato artisticamente a Venezia sotto la guida di Bruno Saetti all’Accademia delle Belle Arti e si è imposto sia a livello nazionale che internazionale. La mostra, realizzata in collaborazione con l’Archivio Carmelo Zotti, riunisce 145 opere dell’artista eseguite in oltre cinquant’anni di attività, oltre alle “carte inedite”, proposte nel capoluogo della Destra Tagliamento in anteprima assoluta. Si tratta soprattutto di opere sconosciute al pubblico, che provengono direttamente dal suo studio o da collezioni private.
 
Come spiega il curatore della mostra, Giancarlo Pauletto, «si tratta di carte anche di grandi dimensioni, in cui l’artista dà vita ad una prima ipotesi di lavoro, a volte con iterazioni e commistioni che sono come le varianti di un poeta attorno alla cadenza dei suoi versi, efficaci spie del suo agire». Sottolineando che la maggior parte delle opere esposte sono inedite, Pauletto aggiunge che questa mostra «rimanda al 1975, anno in cui il pittore fu presente a Pordenone con un’esposizione rappresentativa del suo momento più maturo e significativo nel contesto della nuova generazione pittorica».
 
L’arte di Zotti ha assunto da subito una direzione simbolico-surreale che lo ha portato ad accentuare, successivamente, un simbolismo segnico e cromatico con una pittura basata su impulsi psichici, filtrati attraverso la cultura orientale, facendosi nel tempo più metafisico e onirico, ricco di richiami ancestrali. Negli anni della maturità il suo segno si è fatto più nervoso e libero, con colori accesi che hanno dato un tocco espressionista alle sue interpretazioni. Viene ricordato come un artista controcorrente e non omologabile, dove figurazione e astrazione convivono nello stesso mondo.
 
La mostra è visitabile dal martedì alla domenica dalle ore 16 alle 19. L’ingresso è libero e gratuito. Ulteriori informazioni sul sito del Centro Culturale di Pordenone.

 

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