Collaborazione firmata oggi dal rettore Angelo Montanari e dal presidente Paolo Candotti

Ateneo e Istituto regionale di studi europei, convenzione per la crescita del territorio

I temi: Europa, cultura d’impresa, nuove tecnologie e intelligenza artificiale, educazione economico–finanziaria, transizione sostenibile, progetti sul benessere sociale

Europa, cultura d’impresa, nuove tecnologie e intelligenza artificiale, educazione economico–finanziaria, transizione sostenibile, progetti sul benessere sociale. Sono gli assi principali su cui si basa la collaborazione tra l’Università di Udine e l’Istituto regionale di studi europei (Irse) di Pordenone avviata oggi dalla firma di una convenzione quadro. Ambiti di comune interesse e strategici per la crescita del territorio contenuti nell’accordo sottoscritto a Casa Zanussi, a Pordenone, dal rettore, Angelo Montanari, e dal presidente dell’Istituto, Paolo Candotti. Il referente scientifico della convenzione è il delegato dell’ateneo per il polo pordenonese, Francesco Raggiotto.

Le dichiarazioni

«Irse – ha detto il presidente, Paolo Candotti – da oltre 50 anni punto di riferimento regionale nell’approfondimento storico-culturale-economico sull’Europa e nell’animazione del dibattito culturale sulle grandi trasformazioni in atto nella nostra società, grazie alla convenzione con l’Università di Udine, definisce una partnership strategica per l’Istituto che potrà fornire rigore scientifico, profondità di analisi e innovazione alle attività programmate per il prossimo triennio 2027–2029».

Per il rettore, Angelo Montanari, «con questa convenzione l'Ateneo consolida un rapporto strutturale con un'istituzione che da decenni rappresenta un laboratorio di pensiero europeista e civile per il Friuli occidentale. Le aree individuate, dall'integrazione europea all'intelligenza artificiale, dalla cultura d'impresa alla transizione sostenibile, sono le stesse su cui l'Università di Udine sta investendo con convinzione – ha sottolineato il rettore –, anche attraverso il polo pordenonese, che con questa firma trova un ulteriore riconoscimento del proprio ruolo strategico» ha evidenziato Montanari.

«La convenzione – ha spiegato il delegato dell’ateneo per il polo pordenonese. Francesco Raggiotto – non è un atto formale, ma il presupposto operativo per un lavoro comune che nei prossimi mesi prenderà forma in iniziative concrete: attività di ricerca congiunte, seminari, momenti di formazione e divulgazione rivolti a imprese, professionisti e cittadini. Su temi come l'intelligenza artificiale, con le sue implicazioni etiche e giuridiche, o la trasformazione dei modelli d'impresa e del lavoro, il confronto tra ricerca accademica e società civile non è più rinviabile. Casa Zanussi, per la sua storia e per la rete di associazioni che vi hanno sede, è il luogo naturale in cui questo confronto può trovare continuità e radicamento nel territorio».

I temi

La collaborazione riguarderà, in particolare, temi legati: all’Europa e all’integrazione europea, alle trasformazioni socio-economiche e tecnologiche e alle loro ricadute sul territorio; alla cultura d’impresa e al management; alle nuove tecnologie e ai loro effetti su comportamenti, professioni e relazioni industriali, nonché all’intelligenza artificiale e alle implicazioni etiche e giuridiche. Le iniziative congiunte riguarderanno anche l’educazione economico-finanziaria, la transizione sostenibile, la promozione di politiche orientate alla sostenibilità e progetti sul benessere sociale e lo sviluppo sostenibile.

Presenti alla firma

Alla firma erano presenti, fra gli altri, i componenti del Consiglio di amministrazione dell’Irse: Francesco Musolla, vicepresidente, Carla Bianchi, Piero Dal Poz, Marco Olivotto, Chiara Polesel, Roberto Siagri e Margaret Varilek Giacomini. Inoltre, il presidente e il direttore di Casa Zanussi, Gianfranco Favaro e Orioldo Marson.

Hanno partecipato anche i presidenti delle associazioni culturali che hanno sede a Casa Zanussi. Fulvio Dell’Agnese, del Centro iniziative culturali Pordenone; Adriana Predonzan, Università della Terza età Pordenone; Orioldo Marson, di Presenza e cultura; Sergio Bolzonello, di Civitas Pordenone; Francesca Ferraro, della Fondazione Concordia Sette. (sg)

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