Per i 115 anni della Società elettrica cooperativa alto But

Costruire il futuro della montagna, Ateneo e cooperatori a confronto

Il 25 giugno a Udine, il 26 e 27 a Paluzza, proposte riflessioni sulle sfide attuali e future

Spopolamento, inverno demografico, desertificazione dei servizi essenziali, deindustrializzazione, cambiamenti climatici, dissesto idrogeologico. Sono alcune fra le principali sfide che la montagna deve affrontare e che rischiano di trasformarsi in una crisi permanente. Per riflettere e avanzare soluzioni sulla situazione delle terre alte, alla luce anche dell’attualità del modello cooperativo, l’Ateneo friulano coordina tre giornate di studio, il 25 giugno a Udine e il 26 e 27 a Paluzza. “Costruire futuro. Montagna, cooperazione, comunità” è il titolo del convegno organizzato in occasione dei 115 anni della Società elettrica cooperativa alto But (Secab). Si tratta della prima impresa friulana strutturata in forma cooperativa nata per produrre e distribuire energia elettrica e tuttora la più importante della regione.

Nell’occasione docenti dell’Ateneo e specialisti della materia offriranno dati, statistiche ed expertise sui mutamenti demografici ed economici della montagna regionale. Durante le tre giornate di studio verrà ripreso e analizzato anche il pionieristico “Piano Bernardo” del 1963. Sarà valutata l’opportunità di elaborare un nuovo progetto di sviluppo integrato per la Carnia che esamini in modo sistemico le possibili traiettorie di sviluppo.

Responsabile scientifico dell’evento è Andrea Cafarelli, professore di storia economica dell’Università di Udine e studioso del tessuto produttivo friulano. «In questo cammino di rigenerazione il ruolo dell'Università degli Studi di Udine può rivelarsi fondamentale – spiega Cafarelli –. L’Ateneo punta alla nascita di un “laboratorio permanente di idee”, in cui istituzioni, imprese e, soprattutto, giovani possano confrontarsi a mente aperta per disegnare nuove traiettorie di sviluppo del territorio alpino» sottolinea Cafarelli.

«Nonostante un bilancio solido e utili significativi la Secab – commenta il presidente Ennio Pittino – ha scelto di non adagiarsi su posizioni di rendita energetica. Al contrario, si è fatta promotrice attiva di questa riflessione per spingere il territorio a guardare avanti, affrontando con determinazione i grandi cambiamenti in atto. Saremmo venuti meno alla nostra natura cooperativa se ci fossimo limitati a guardare alla nostra attività caratteristica. In una fase di rottura storica come questa, la Carnia deve riprendere in mano il proprio destino e questo evento nasce proprio per accendere la scintilla di una consapevolezza nuova» conclude Pittino.

IL PROGRAMMA

I lavori della prima giornata, giovedì 25 giugno, dalle 17, si terranno a Udine nell’aula 1 del Dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Università (via Tomadini 30/a). Saranno introdotti dai saluti: del direttore del dipartimento, Paolo Vidoni; del rettore, Angelo Montanari; dell’assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia, Alessia Rosolen, e dal presidente della Secab, Ennio Pittino.

Seguiranno due lezioni magistrali. Andrea Leonardi, dell’Università di Trento, parlerà di cooperazione e sviluppo economico in area alpina, mentre Attilio Dadda, dell’International cooperative alliance, analizzerà il futuro della cooperazione.

Venerdì 26 giugno, dalle 9.15, il convegno proseguirà a Paluzza, al Teatro Daniel. Oltre alle diverse relazioni di inquadramento storico ed economico, sono previsti due tavoli di discussione. Saranno presieduti, al mattino, da Alessendro Ortis, già presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Quello pomeridiano da Cristiana Compagno, presidente della Fondazione Attilio Maseri e già rettrice dell’Università di Udine. All’incontro parteciperanno rappresentanti delle istituzioni, del mondo della cooperazione e delle categorie economiche.

La giornata conclusiva, sabato 27 giugno, dalle 10, sempre al Teatro Daniel, dopo i saluti iniziali sarà proiettato un filmato sulla storia della Secab. Quindi interverranno: Stefano Grimaz, titolare della Cattedra Unesco dell’Università di Udine, e per l’istituto “Magrini Marchetti” di Gemona del Friuli, il dirigente Marco Tommasi e un gruppo di studenti che presenteranno il progetto “Eco smart”. (sg)

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