Iniziativa organizzata da Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale e il Dipartimento di Area Medica dell'Ateneo

Covid-19, promosso il curriculum digitale della sanità friulana, ma per la telemedicina è tempo di una regia coordinata

È emerso nel corso della web conference con i rappresentanti delle Istituzioni regionali e nazionali

Traghettata dall’emergenza che incalza e lancia sfide continue, la Sanità friulana cambia pelle e procede a ritmo serrato verso nuovi paradigmi. Quelli di un sistema sempre più resiliente, tecnologico e interconnesso. Perché se c’è una lezione che la pandemia ha impartito senza perifrasi, è che la digitalizzazione è ormai un alleato irrinunciabile nella lotta al Covid-19. Un’emergenza che, pur nell’estrema difficoltà, si è tradotta in un potente catalizzatore al cambiamento stimolando l’adozione sempre più intensiva di trend certamente non nuovi ma utilizzati ancora troppo poco negli anni. Un trampolino di lancio per una rivoluzione inarrestabile in cui telemedicina, mobile health, big data e intelligenza artificiale (IA) si sono tradotti in risorse da potenziare ma soprattutto da mettere a sistema, con urgenza, e non solo a livello regionale.

«La digitalizzazione in Sanità è un percorso virtuoso che necessita di soluzioni organizzative coraggiose e lungimiranti, anche alla luce della sfida del Covid-19. Occorre dunque non sprecare l'esperienza accumulata negli anni passati e in quest'ultimo periodo, imboccando la strada per la realizzazione di un sistema italiano di telemedicina coerente su tutto il territorio ma adeguato alle realtà locali e coordinato a livello regionale e nazionale. E l’ISS sta lavorando proprio in questo senso, per la più completa digitalizzazione del Sistema Sanitario Nazionale». A sottolinearlo, il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Prof. Silvio Brusaferro, nel corso della web conference organizzata dall’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale e dal Dipartimento di Area Medica dell’Università di Udine che lunedì 23 novembre ha raccolto attorno ad un tavolo virtuale un parterre di esperti di altissimo profilo e i rappresentanti delle Istituzioni Nazionali e Regionali.

«L'emergenza Pandemica da Covid-19 ha evidenziato come i sistemi di digitalizzazione siano essenziali proprio per dare risposte tempestive e sicure. Come Regione – ha sottolineato il Vicepresidente e Assessore Regionale alla Salute Friuli Venezia Giulia, Dott. Riccardo Riccardi che, pur non potendo presenziare, ha voluto comunque assicurare alla platea un indirizzo di saluto - abbiamo implementato un percorso per l'utilizzo dei test rapidi antigenici: dalle strutture sanitarie private che posseggono certe caratteristiche, in modo da garantire l'utilizzo dei test, il flusso di informazioni sull'effettuazione del test (numero totale e % di positivi) alle azienda sanitarie, specie in previsione della revisione dei 21 parametri richiesta al CTS da parte delle Regioni. Abbiamo inoltre implementato la risposta del test al cittadino tramite sms. Rispetto alla telemedicina - ha evidenziato - vi è certamente la necessità di potenziarla per continuare ad assistere le altre tipologie di problemi sanitari e dare risposte, in particolare, a pazienti con patologie cronico-degenerative».

Alla base del webinar, aperto dal Dott. Massimo Braganti, Direttore Generale ASUFC e dal Prorettore dell’ateneo friulano, Prof. Angelo Montanari, l’esigenza, dunque, di «fare il punto sulla transizione al digitale che il Covid-19 ha certamente accelerato dando la possibilità di creare nuovi network e collaborazioni – ha precisato il Prof. Maurizio Scarpa, Coordinatore scientifico dell’Azienda Sanitaria Universitaria FC, responsabile e moderatore dell’evento che, nel 2021, sarà declinato in altri due appuntamenti sul tema dal taglio più tecnico – La pandemia ha colto di sorpresa il Sistema Sanitario ma è stata anche un’opportunità preziosa per stimolare nuove iniziative e sviluppare progetti già esistenti imparando soprattutto a sfruttarne meglio le potenzialità».

A partire, per esempio, dal fascicolo sanitario elettronico con la possibile «implementazione di algoritmi diagnostici sulla base dei dati in esso contenuti per poterli interpretare in modo automatico tramite programmi esterni. Penso però anche alla possibilità di riuscire a digitalizzare interamente quel processo che porta dall’individuazione di sintomi “Covid like” nel bambino a scuola all’effettuazione del tampone, utilizzando l’infrastruttura per le prenotazioni online che già di fatto esiste, ed evitando così tutti i passaggi intermedi attualmente necessari – ha suggerito il Prof. Vincenzo Della Mea, del Dipartimento di Scienze Matematiche, Informatiche e Fisiche UniUD sottolineando, tuttavia, che digitalizzare i dati, oggi come oggi, non è certo sufficiente – È fondamentale infatti ripensare radicalmente anche i processi e le organizzazioni avendo ben chiaro il funzionamento di un’Istituzione Sanitaria».

Un ripensamento ed un rinnovamento tecnologico importante in Regione che, come evidenziato dalla Dott.ssa Beatrice Del Frate, Direttore del Servizio Sistema informativo Salute e Politiche Sociali FVG «è in atto da tempo assecondando un’accelerazione forte che si percepirà realmente tra un paio di anni permettendo di interconnettere Ospedale e Territorio con strumenti digitali innovativi e fornendo al cittadino mezzi intelligenti per poter gestire al meglio la propria situazione clinica». E a testimoniare la rivoluzione in atto, un progetto regionale in fase di sviluppo per una piattaforma di “telesalute” che garantirà, tra le altre cose, di fare telemedicina in sicurezza coordinando tutte quelle esperienze che al momento si confermano ancora come iniziative locali.

«Sono state 450 quelle attivate in Italia dal 2014 al 2017 ad un ritmo di cento all’anno – ha sintetizzato il Dott. Francesco Gabbrielli, Direttore del Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell’ISS – L’emergenza ha sicuramente accelerato il processo generando 109 nuove esperienze in soli tre mesi. È tuttavia importante, adesso, riuscire a coordinarle a livello nazionale e regionale attraverso il supporto di un sistema fatto di modelli, regole e linee guida coerenti e condivise».

E in attesa che questo passo si compia, il Friuli, intanto, mette sul tavolo alcune delle esperienze già consolidate e in fase di rilancio. Come Beside you, l’innovativa App sviluppata dalla Cardiochirurgia di Udine per pazienti portatori di dispositivo di assistenza meccanica al circolo VAD, che aiuta il cuore a pompare il sangue agli altri organi del corpo, e riproposta proprio in questi giorni in una veste completamente rinnovata. Multipiattaforma e scaricabile su qualsiasi dispositivo, ha contato 1500 connessioni in 4 anni, dal 2012 al 2016, garantendo la risoluzione del problema nell’80% dei casi ed evitando al paziente di recarsi in Pronto soccorso. «Questa applicazione consente la condivisione di dati, immagini, chiamate vocali e video chat permettendo così agli operatori sanitari di avere una valutazione, in tempo reale, dei problemi clinici o tecnico-funzionali – ha specificato il Prof. Ugolino Livi, Direttore della Cardiochirurgia ASUFC e Ordinario presso il Dipartimento di Area Medica UniUD – e, ai pazienti, di avere un più facile e diretto contatto con il Centro di riferimento in qualsiasi momento, sia per complicanze che richiedono un intervento emergente sia per il regolare follow up».

Soddisfacente anche l’esperienza nell’ambito della Chirurgia Maxillo-Facciale, disciplina che crede fortemente nella telemedicina, utilizzata già in tempi non sospetti ma ulteriormente potenziata in epoca Covid. «Per noi l’emergenza è stata l’opportunità per ridefinire alcuni percorsi clinico- assistenziali – ha evidenziato il Prof. Massimo Robiony, Direttore della Clinica di Chirurgia Maxillo-Facciale ASUFC e Ordinario presso il Dipartimento di Area Medica UniUD – e per elaborare un vero e proprio modello per affrontare l’emergenza».

Molto resta invece ancora da fare in ambito neurologico dove «la tecnologia digitale - ha rimarcato il Prof. Gianluigi Gigli, Direttore della Clinica Neurologica e di Neuro-riabilitazione ASUFC e Ordinario presso il Dipartimento di Area Medica UniUD - è oggi utilizzata per la sola visualizzazione delle neuro-immagini, salvo alcune eccezioni sul territorio italiano. Eppure – spiega - ha potenzialità ben maggiori, dalle visite alla somministrazione di terapie a distanza e di strumenti riabilitativi sino alla trasmissione di dati diagnostici».

Cenno infine, durante il webinar, all’importanza dell’Intelligenza Artificiale (IA) in Sanità, tra l’altro oggetto del prossimo seminario in programma, targato 2021. «A breve avvieremo un nuovo Dottorato di ricerca dedicato espressamente all’IA e alla Scienza dei dati – ha annunciato il Dott. Alessandro Laio della SISSA – e attiveremo specifiche linee di ricerca grazie ad un team di esperti creato appositamente». E mentre la Scuola Internazionale di Studi Avanzati di Trieste si sta muovendo con forza nella Scienza dei dati applicati alla Medicina, DAME e ASUFC hanno già messo a segno da tempo un’importante collaborazione. «Siamo impegnati nel progetto Development of an Artificial Intelligence and Translation Medicine platform for managing molecular and clinical data on SARS-COV-2 pandemic – ha ricordato il Prof. Gianluca Tell, Vice direttore e Delegato alla Ricerca del Dipartimento di Area Medica UniUD e co-responsabile scientifico del webinar – L’obiettivo è riuscire ad integrare aree di ricerca diverse e i dati raccolti negli ultimi mesi, attraverso i Centri coinvolti, per poter affrontare in modo più efficiente le sfide future che ancora ci attendono nella lotta al Coronavirus».

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