Dolomiti Mountain School, inaugurata la X edizione
Intitolata “Un decennio di impegno per vivere le terre alte”
Si è aperta all’Università di Udine la decima edizione della Dolomiti Mountain School, inaugurata dalla lectio magistralis di Tomaso Montanari, rettore dell’Università per Stranieri di Siena e professore di Storia dell’arte moderna.
Al centro del suo intervento il rapporto tra Costituzione, tutela dell’ambiente e responsabilità collettiva: «La Costituzione promuove il pieno sviluppo della persona umana e, nello stesso tempo, afferma che la Repubblica ha il dovere di tutelare il paesaggio, cioè l’ambiente. Le due dimensioni sono strettamente connesse: ambiente e paesaggio incidono direttamente sul benessere e sulla salute di tutti».
«Per questo spetta a ciascuno difendere l’ambiente e trasmetterlo alle generazioni future. Siamo custodi per chi verrà dopo di noi: possiamo goderne, ma come di un bene comune».
Ad aprire i lavori, condotti da Pierpaolo Zanchetta del Servizio biodiversità della Regione, il saluto del rettore dell’Ateneo friulano, Angelo Montanari, e, a seguire, la direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco, Mara Nemela, che ha richiamato il significato della responsabilità condivisa: «Essere patrimonio mondiale significa custodire un bene di grande valore e garantirne la trasmissione nel tempo. Questa responsabilità passa anche attraverso la cultura, l’approfondimento e il confronto tra realtà diverse, contribuendo a rafforzare il ruolo dei territori montani come luoghi di valore culturale oltre che ambientale».
Il coordinatore della Scuola, Gianpaolo Carbonetto, ha evidenziato il percorso costruito negli anni: «Dieci anni di attività hanno permesso di affrontare numerosi temi e di portare momenti di confronto nelle terre alte della regione.
«L’obiettivo è continuare a sensibilizzare un pubblico sempre più ampio: la montagna riguarda non solo chi la abita stabilmente, ma anche chi la frequenta. Mantenere vivo questo patrimonio significa prendersi cura di cultura, tradizioni e prospettive future».
La nuova edizione, intitolata “Un decennio di impegno per vivere le terre alte”, proseguirà nei prossimi mesi con un calendario di incontri diffusi sul territorio regionale.
Il primo appuntamento è in programma sabato 23 maggio a Sappada, al Museo etnografico Giuseppe Fontana, con l’incontro “I lunghi sentieri in quota che uniscono persone e mete”, mentre venerdì 19 giugno sarà la volta di Venzone, nella Sala consiliare del Municipio, con “Gli insegnamenti del terremoto per difendere meglio le terre alte”. Dopo la pausa estiva, la Scuola riprenderà venerdì 11 e sabato 12 settembre a Forni di Sopra, alla Ciasa dai Fornés, con “Il bilancio di dieci anni e le nuove sfide per la montagna”. Il ciclo si concluderà venerdì 9 ottobre a Claut, con “Anche nel cibo la montagna insegna qualcosa”.