Indagine del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali

La pineta di Lignano al centro di un confronto scientifico

Venerdì 31 luglio, dalle 9, al PalaPineta saranno presentati i primi risultati del monitoraggio degli 11 ettari di pineta demaniale

Entrerà nel vivo venerdì 31 luglio il progetto di ricerca dedicato alla gestione sostenibile della pineta demaniale di Lignano Pineta. A partire dalle 9, il PalaPineta del Parco del mare ospiterà il convegno “La pineta di Lignano. Un’infrastruttura verde per il turismo esperienziale, la salute pubblica e la sostenibilità degli ecosistemi”, durante il quale saranno presentati i primi risultati delle attività di studio e monitoraggio condotte dal Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine sugli 11 ettari di pineta demaniale in concessione alla Società Lignano Pineta.

Dopo i rilievi effettuati nei mesi scorsi con droni e tecnologie di telerilevamento, il censimento degli alberi e l’installazione dei primi sensori ambientali, il gruppo di ricerca illustrerà i dati emersi dalla prima fase del progetto, nato con l’obiettivo di costruire una base scientifica a supporto della tutela della pineta e della pianificazione di interventi di gestione sempre più sostenibili.

«La pineta di Lignano non è soltanto un simbolo del territorio, ma una preziosa infrastruttura verde. Grazie ai rilievi con drone equipaggiato con sensore Lidar, realizzati con il supporto della piattaforma dipartimentale dell’Università di Udine “La Terra”, e alle misure effettuate a terra, stiamo realizzando un censimento digitale di tutti gli alberi della pineta. I primi risultati – anticipa il professor Antonio Tomao dell’Università di Udine – evidenziano una densità media di circa 680 alberi per ettaro, con un diametro medio di 25 cm. La componente arborea è costituita principalmente da pino nero (Pinus nigra) e pino marittimo (Pinus pinaster), con esemplari di quest’ultima specie che raggiungono i 20,6 metri di altezza. L’albero più alto censito è invece un pioppo (Populus sp.) di 28,4 metri. Le analisi indicano inoltre uno stock medio di circa 75 tonnellate di carbonio per ettaro nella componente arborea epigea.

Con oltre 80 professionisti, enti e aziende già iscritti, il convegno si conferma un appuntamento di grande interesse e rappresenterà un importante momento di confronto tra università, istituzioni, professionisti ed esperti sui temi della gestione delle pinete costiere, della certificazione forestale, dei servizi ecosistemici, del Forest Bathing e del ruolo che il patrimonio verde può svolgere per la salute delle persone e per lo sviluppo di un turismo esperienziale.

Nel corso della mattinata interverranno: Alessandro Ricetto, dottore agronomo; Eleonora Mariano di Pefc Italia; Camilla Costa, antropologa ambientale; Bruna Scaggiante dell’Università di Trieste; Francesco Meneguzzo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr–Ibe); Ivana Truccolo, presidente dell’associazione Angolo Odv di Aviano;, Desirée Gregori, specialista in attività motoria adattata; Tatiana Dereani, operatrice di Forest Bathing. I primi risultati del progetto saranno presentati da Giorgio Ardito per la Società Lignano Pineta, insieme ai professori Ivana Bassi, Luca Iseppi e Antonio Tomao dell’Università di Udine, con Francesca Visintin ed Elisa Tomasinsig di eFrame. Le conclusioni saranno affidate a Gianpaolo Bragagnini, direttore del Servizio foreste della Regione Friuli Venezia Giulia, Caterina Gasparini di PromoTurismoFVG e Paolo Pischiutti di Isde – Medici per l’ambiente.

«Questo convegno rappresenta un momento particolarmente significativo perché restituisce alla comunità, alle istituzioni e agli operatori del territorio i primi risultati di un progetto che abbiamo fortemente voluto. La ricerca scientifica ci sta fornendo strumenti concreti per conoscere meglio la nostra pineta e per programmare interventi sempre più sostenibili. Il nostro obiettivo è fare della tutela di questi undici ettari di patrimonio naturale un modello di gestione fondato su dati oggettivi, capace di coniugare conservazione ambientale, benessere delle persone e valorizzazione turistica», dichiara Giorgio Ardito, presidente della Società Lignano Pineta.

Il convegno rappresenterà la prima occasione pubblica per condividere gli esiti della fase iniziale del progetto e aprire un confronto tra mondo della ricerca, istituzioni e professionisti sulle prospettive future della pineta di Lignano. Un patrimonio naturale che, grazie al lavoro avviato dalla Società Lignano Pineta e dall’Università di Udine, si candida a diventare un laboratorio permanente di ricerca, sostenibilità e valorizzazione ambientale.