A “Maggio scienza” con l'Università di Udine e la Storica società operaia di mutuo soccorso e istruzione

Linguaggio, comunicazione, disinformazione e manipolazione: opportunità e rischi nel tempo dell’intelligenza artificiale

A Cividale del Friuli, a partire dall’8 maggio, quattro incontri divulgativi

Ritorna a Cividale del Friuli “Maggio scienza”, il tradizionale ciclo di incontri, giunto alla terza edizione, organizzato dall’Università di Udine e dalla Storica società operaia di mutuo soccorso e istruzione. Quest’anno il tema centrale su cui ruoteranno quattro approfondimenti specifici è “Linguaggio, comunicazione, disinformazione e manipolazione. Opportunità e rischi nel tempo dell’intelligenza artificiale”. Gli incontri si terranno ogni venerdì, dalle 19, nella sala Brosadola del Centro San Francesco (piazza San Francesco 1. L’iniziativa è coordinata da Gianluca Tell e Maria Cristina Novelli.

Si parte l’8 maggio con “La lingua per parlare, le parole per curare”. Introdotti da Barbara Frossi e Giulia Antoniali, interverranno: Davide Anchisi, “Nati per parlare”, e Silvio Brusaferro, “Le parole che curano”.

Il 15 maggio il tema sarà “Il potere delle parole”. Dopo l’introduzione di Sofia Tell e Paola Guglielmo ci saranno i contributi di Fabiana Fusco, “Lingua e potere, lingua e discriminazione”, e Fulvio Cucchisi, “La lingua della legge tra stereotipi e discriminazioni”.

“Quando la tecnologia e la fotografia animano il passato” è l’argomento al centro dell’appuntamento del 22 maggio. Angela Borzacconi e Mauro Pascolini introdurranno gli interventi di Maria Elena Colombo, “I media in rete e la partecipazione culturale”, e Gianni Pignat, “Tina Modotti e l’intelligenza artificiale d’antan”.

L’ultimo evento, il 29 maggio, sarà dedicato a “Come cambia il giornalismo ai tempi dell’intelligenza artificiale”. A parlarne sarà Luca Carra, introdotto da Maria Cristina Novelli e Lucia Aviani.

«L’informazione e il linguaggio – spiega Gianluca Tell – sono tra le questioni centrali del nostro tempo, strumenti potenti che non si limitano a descrivere la realtà, ma contribuiscono a costruirla. Le parole possono sedurre, persuadere, ingannare, ma anche curare e generare consapevolezza. Nell’epoca dell’intelligenza artificiale, la comunicazione interpersonale – fatta di relazione, ascolto e scambio - sembra progressivamente arretrare, lasciando spazio a flussi informativi sempre più rapidi e pervasivi. Viviamo immersi in una realtà in cui notizie, immagini e contenuti circolano senza sosta attraverso piattaforme digitali, social network e sistemi automatizzati capaci persino di analizzare emozioni e comportamenti. In questo contesto, linguaggio e informazione non sono mai neutrali: orientano il pensiero, influenzano il giudizio, l’agire umano e modellano la nostra capacità critica» sottolinea infine Tell.

Per Maria Cristina Novelli, «l’eccesso di informazioni, spesso semplificate o distorte, insieme a linguaggi aggressivi o manipolatori, rischia di indebolire la profondità dell’analisi e l’autonomia di pensiero. Anche l’intelligenza artificiale, alimentata dai dati della rete, può riflettere e amplificare stereotipi e pregiudizi già presenti nella società. Per questo diventa fondamentale interrogarsi, valorizzare le competenze critiche e le professioni dell’informazione, e promuovere un uso consapevole e responsabile delle tecnologie, riconoscendone al tempo stesso potenzialità e limiti». (sg)