L’associazione di categoria diventa un “hub innovation”

Mission per le imprese artigiane del 2035, ibridare il saper fare e il digitale con processi sostenibili

Una ricerca dell’Università di Udine per Confartigianato Servizi Udine ha individuato: trend di sviluppo a 5 e 10 anni, fattori critici e opportunità, la nuova mission delle organizzazioni di categoria

Da destra Cinzia Battistella, Elsa Bigai, Daniele Cuciz, Graziano Tilatti, Silvano Pascolo

Il futuro dell’artigianato friulano risiede «nell’ibridazione»: da qui al 2035 sarà competitivo chi saprà coniugare una personalizzazione estrema del prodotto e l’efficienza digitale con un processo sostenibile. La creatività e il «saper fare» artigiano restano un valore imprescindibile, ma devono essere implementato da strumenti digitali. Inoltre, la tradizione artigiana «è un valore immenso» ma deve essere «protetta e potenziata da una visione manageriale e tecnologica moderna». In quest’orizzonte gli artigiani del Friuli chiedono al sistema che fa perno sull’associazione di categoria di essere un «Innovation Hub»: insieme all’erogazione di servizi amministrativi, cioè, centri in grado di filtrare i mega trend globali e tradurli in soluzioni pratiche per i piccoli artigiani. Hub capaci di essere facilitatori di rete, creando connessioni tra imprese che da sole non avrebbero la forza di innovare.

Sono queste, in sintesi, le conclusioni dello «Digitalizzazione avanzata dei processi aziendali. Studio prospettico del mercato del futuro, progettazione e sviluppo di strategia» condotto dal Laboratorio di Ingegneria gestionale dell’Università di Udine su mandato di Confartigianato Servizi Udine, con l’obiettivo di individuare i trend di sviluppo a 5 e 10 anni e raccogliere le necessità espresse e latenti cui Confartigianato Udine, all’indomani del suo 80° di fondazione, e Confartigianato Servizi Udine Srl – il suo braccio operativo -, sono chiamate a dare risposta, anche anticipando la domanda. Lo Studio rientra nel processo d’innovazione che ha intrapreso Confartigianato Servizi partecipando con successo al bando della Regione Fvg Pr Fesr 2021-2027 Linea A2.1.1, «Advanced digitalization of cus processes». La ricerca è quindi prodromica allo sviluppo da parte di Confartigianato Servizi Udine, ancora in partnership con Uniud, di un Crm, un Customer relationship management, e relativi cruscotti.

Il dossier, risultato di un anno di lavoro, è stato presentato oggi a Udine nella sede di Confartigianato Udine, alla presenza del presidente e del direttore di Confartigianato Servizi Udine Srl, rispettivamente Daniele Cuciz e Elsa Bigai, del presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti e della docente dell’Università di Udine, Cinzia Battistella. Alla presentazione era presente anche il presidente di Confartigianato Pordenone, Silvano Pascolo.

Coordinata dalla professoressa Cinzia Battistella, docente di Ingegneria-Economico Gestionale presso il Dipartimento politecnico di ingegneria e architettura dell’Università di Udine, coinvolgendo nelle analisi e nella stesura una sessantina di studenti Uniud, la ricerca ha adottato un approccio multi-livello: analisi desk, con l’esame di report internazionali per isolare i megatrend al 2035; Business model Canvas per mappare la realtà artigiana attuale identificando come crea e distribuisce valore; Value proposition Canvas per analizzare il profilo dell’artigiano, le sue difficoltà e i suoi obiettivi desiderati, confrontandoli con l’offerta delle associazioni; coinvolgimento diretto di 64 aziende del Friuli Venezia Giulia, nei settori dell’edilizia, della manifattura, informatico e della cura e benessere della persona, per far emergere i bisogni latenti.

«Per identificare i trend futuri dell’artigianato e definire le nuove strategie associative e supportare efficacemente gli artigiani nella transizione verso il 2035,superando il perimetro della realizzazione degli adempimenti obbligatori, abbiamo voluto partire da una solida analisi scientifica dell’esistente e delle prospettive – spiega il direttore di Confartigianato Servizi Udine Srl, Elsa Bigai -. Solo in questo modo riteniamo sia possibile rispondere in modo efficace e proattivo alle imprese, anticipando, ove possibile, le esigenze esplicite sapendo interpretare al meglio i processi di innovazione che i diversi settori e il mercato richiedono». Perciò, continua Bigai, «l’interlocuzione con l’Università di Udine ci è parsa la via migliore e più appropriata per creare una sinergia qualificata capace di dare opportunità di crescita al territorio». A cinquant’anni dal sisma del 1976, un evento che ebbe un ruolo determinante nella nascita dell’ateneo, si conferma, dunque, il valore della relazione tra Università e territorio che è stato all’origine della mobilitazione popolare che ne decretò l’avvio.

«Lo studio nasce dall’esigenza di superare una lettura dell’artigianato ancorata esclusivamente al presente, per interrogarsi in modo strutturato su ciò che il settore sarà chiamato a diventare nei prossimi dieci anni – spiega la professoressa Battistella -. Forte di una consolidata esperienza in ambito foresight e analisi prospettica, il mio gruppo all’Università di Udine ha accompagnato Confartigianato Servizi Udine in un percorso di esplorazione ed elaborazione dei futuri possibili dell’artigianato, integrando l’analisi dei trend globali con l’ascolto diretto delle imprese e la progettazione di soluzioni operative, traducendo segnali deboli, trasformazioni tecnologiche, sociali e di mercato in indicazioni strategiche concrete. Un lavoro che ha unito rigore scientifico e sperimentazione sul campo, coinvolgendo attivamente gli studenti dell’ateneo in un vero e proprio laboratorio di innovazione orientato al futuro».

«Le conclusioni di questo importante studio sono motivo di grande soddisfazione e di rinnovato impegno per Confartigianato Udine – afferma il presidente Graziano Tilatti -. Si conferma, infatti, il ruolo strategico dell’organismo di rappresentanza, che gli stessi artigiani vogliono ancora più articolato e innovativo, perché risponda alle loro necessità e abbia capacità di visione per supportare lo sviluppo strategico del comparto. Una sfida che ci vede già operativi in questa direzione, come dimostra lo studio commissionato e la collaborazione con un ente di ricerca e formazione come l’Università del Friuli. Orgogliosi di una lunga storia – conclude il presidente – raccogliamo con determinazione le nuove sfide».

LA RICERCA

1) Megatrend. Il report identifica i driver globali che ridefiniranno il mercato nei prossimi dieci anni:

  • Digitalizzazione e AI: non si tratta solo di avere un sito web, ma di integrare l'Intelligenza artificiale nei processi produttivi e gestionali. L'automazione non sostituirà l'artigiano, ma ne potenzierà le capacità, a patto che avvenga un "upskilling" delle competenze.
  • Transizione Ecologica (Green Economy): la sostenibilità diventa un requisito normativo e di mercato. L'economia circolare, il riuso dei materiali e l'efficientamento energetico sono identificati come fattori critici per restare competitivi.
  • Evoluzione Demografica: l'invecchiamento della popolazione porta con sé due problemi: la perdita di competenze storiche e la difficoltà nel reperire nuova manodopera
  • Iper-personalizzazione: il consumatore del futuro cerca l'unicità. Questo "BeSpoke" rappresenta la grande opportunità per l'artigianato di alta qualità.

2) Analisi del settore: dall’analisi delle imprese emerge un profilo dell'artigiano caratterizzato da un'elevata competenza tecnica ("saper fare"), ma spesso carente sul piano manageriale.

  • Relazione con il mercato: molti artigiani subiscono il mercato anziché guidarlo. Il marketing è spesso inesistente o limitato al passaparola. Il report sottolinea la necessità di passare a una "comunicazione narrativa" che spieghi il valore intrinseco del prodotto artigianale.
  • Fattori critici: la burocrazia asfissiante e l'incertezza economica sono i principali freni. Inoltre, emerge un isolamento operativo: l'artigiano tende a lavorare da solo, perdendo le opportunità derivanti dalla creazione di reti o distretti digitali.

3) I bisogni e la proposta di valore: lo studio evidenzia che i servizi tradizionali (contabilità, paghe) sono considerati "commodity" a basso valore aggiunto. Gli artigiani oltre a questi servizi ritengono imprescindibile:

  • Supporto alla Transizione 4.0: consulenza su come digitalizzare la produzione senza snaturare l'essenza manuale.
  • Mentoring per il passaggio generazionale: strumenti per facilitare il trasferimento di conoscenze ai giovani.
  • Accesso ai bandi e finanza agevolata: un supporto tecnico per intercettare fondi europei e regionali legati alla sostenibilità.
  • Networking e community: servizi che favoriscano la collaborazione tra artigiani di settori diversi per offrire soluzioni integrate al cliente finale.