Il Centro servizi volontariato Fvg ha presentato la ricerca sul protagonismo degli under 35
Volontariato e giovani: l'Università di Udine disegna il futuro del Terzo settore in FVG
Tra le proposte, l’istituzione di un Osservatorio regionale dedicato. Elena D’Orlando: “Disciplinare il Terzo settore oggi significa trasmettere l’idea di comunità nella quale ci si vuole riconoscere "
“Disciplinare il Terzo settore oggi significa trasmettere l’idea di comunità nella quale ci si vuole riconoscere, creando un rapporto solido tra l’apparato regionale e la comunità stessa e connotando la nostra specialità attraverso il rapporto tra apparato pubblico e tessuto sociale. La sfida è trasformare l’energia del volontariato giovanile in un elemento identitario della nostra Regione a statuto speciale”. Lo ha dichiarato la professoressa Elena D'Orlando, delegata del rettore dell’Università di Udine ai Rapporti con il territorio e valorizzazione delle conoscenze, durante la presentazione della ricerca “Generazione under 35: l’attivismo giovanile in Fvg. Percorsi biografici, nuove pratiche di volontariato, impegno e partecipazione”, realizzata da Centro Servizi Volontariato Fvg in collaborazione con l’istituto di ricerca Iref e presentata nel palazzo della Regione mercoledì 11 marzo.
L’Università di Udine è stata incaricata dalla Regione di elaborare uno studio funzionale alla revisione della normativa regionale sul Terzo Settore. Un intervento necessario in un momento in cui, a livello nazionale, è in atto un generale "check-up" di una disciplina che nel 2027 compirà dieci anni e che ha mostrato diverse criticità attuative. Tra le proposte più rilevanti emerse dall'attività dell'Ateneo, che ha già iniziato i focus group con gli attori territoriali, c’è l'istituzione di un Osservatorio regionale dedicato. Composto da Regione, Università e rappresentanti del Terzo settore, l'organismo potrebbe fungere non solo da interlocutore nei processi decisionali, ma potrebbe diventare la sede per il monitoraggio effettivo dell'impatto delle politiche pubbliche.
I punti cardine della revisione normativa
Il lavoro di ricerca punta a diversi obiettivi strategici, da realizzare anche in sinergia con i Comuni, nel segno della semplificazione. “Il coinvolgimento di Anci Fvg – ha evidenziato D’Orlando - è essenziale poiché i Comuni sono i primi interlocutori degli enti. Un obiettivo importante potrebbe essere, per esempio, adottare regolamenti omogenei per mappare e valorizzare quella "galassia" di realtà che non riescono a iscriversi al Runts (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) per mancanza di competenze specialistiche”. Il secondo punto riguarda l’Amministrazione condivisa. È necessario scommettere su istituti come la co-programmazione, la co-progettazione e l'accreditamento, implementando in modo adeguato le scarne indicazioni del testo unico nazionale per dare risposte concrete ai cittadini. Infine, ma non meno importante, il tema della partecipazione e della rappresentanza. “Il terzo settore deve poter partecipare attivamente sia alla fase decisionale che alla "messa a terra" delle politiche regionali – ha detto D’Orlando -, attraverso forme di rappresentanza che tengano conto della diversità dei soggetti (dalle fondazioni alle realtà più semplici), bilanciando in modo adeguato istanze di partecipazione, semplificazione e celerità dei procedimenti.
Una missione storica: formare cittadini, non solo professionisti
L’impegno dell’Università di Udine nel Terzo settore affonda le radici nella sua stessa genesi. L’Ateneo è nato infatti da una scelta coraggiosa della comunità friulana che, nel momento della massima vulnerabilità dopo il sisma del 1976, decise di investire sul sapere per la ricostruzione. “Questo mandato storico viene rinnovato quotidianamente attraverso una missione che non si limita al semplice trasferimento di conoscenze, ma mira a formare cittadini attivi e consapevoli del valore della solidarietà – ha detto D’Orlando -. Se la scuola rappresenta la porta d'ingresso al volontariato, l’università è lo strumento che consolida questo percorso, sviluppando un capitale umano fatto di competenze relazionali e manageriali spendibili in diversi contesti”.
I numeri dell'impegno: oltre 300 tirocini nell’ultimo anno
La sinergia tra studio e impegno sociale trova riscontro in dati concreti: nell'ultimo anno, oltre 300 studenti di Uniud hanno svolto tirocini presso enti del Terzo settore. “Si tratta di un’interazione proficua – ha evidenziato D’Orlando - che non riguarda solo le discipline socio-educative, ma coinvolge studenti di ogni area, dimostrando come il volontariato possa intercettare trasversalmente tutti i campi del sapere”. A queste esperienze esterne si affiancano i tutorati interni tra pari (oltre 100 all’anno), le collaborazioni degli studenti nella gestione dell’Ateneo (oltre 200 all’anno) e il dinamismo dell’associazionismo studentesco (oltre 10 associazione che contano più di 200 soci), piccoli laboratori di cittadinanza attiva e strumenti fondamentali per sperimentare forme di volontariato strutturato. "Siamo sulla strada giusta per un’università deputata a formare cittadini prima ancora che professionisti", ha concluso la professoressa, illustrando la visione che guida l'Ateneo in questo percorso di accompagnamento dei giovani dalla formazione alla piena assunzione di responsabilità sociale,