Si arricchisce la collezione di “Teche.Uniud”, la biblioteca digitale dell’Ateneo
Le antichità di Aquileia, mostra virtuale sull’antiquario friulano del ‘700 Gian Domenico Bertoli
Presentazione giovedì 7 maggio, alle 17, a Palazzo Florio a Udine
Si arricchisce la collezione di mostre virtuali di “Teche.Uniud”, la biblioteca digitale dell’Università di Udine. Nel 350° anniversario della nascita di Gian Domenico Bertoli, fondatore, nei primi del 1700, del Museo lapidario aquileiese, l’Ateneo dedica una esposizione virtuale all’erudito, antiquario e canonico friulano.
Intitolata “«Tempus colligendi lapides». Le antichità d’Aquileja di Gian Domenico Bertoli (1676-1763)”, l’iniziativa sarà presentata giovedì 7 maggio, alle 17, a Palazzo Florio a Udine (via Palladio 8). Prima nel salone al primo piano del palazzo e poi con la visita nella contigua Biblioteca Florio.
Interverranno i curatori del progetto: Pier Giorgio Sclippa, responsabile dell’Area biblioteche dell’Università di Udine che ha promosso il progetto, e i bibliotecari Greta Bertolini e Sandro Themel.
Accanto alla mostra virtuale, nella Biblioteca Florio è allestita una esposizione in presenza in cui saranno visibili i volumi presentati nella rassegna. La mostra sarà visitabile fino al 10 giugno, su prenotazione, al link, negli orari di apertura della biblioteca: lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 13.15, e mercoledì dalle 9 alle 17.
Protagonista del ‘700 friulano
Bertoli, nato a Mereto di Tomba e morto ad Aquileia, è stato un protagonista della cultura antiquaria settecentesca in Friuli. Attraverso una selezione di materiali e percorsi tematici, il progetto intende restituire il contesto in cui maturò la sua attività e il contributo offerto alla conoscenza del passato. I libri e le carte esposte nella mostra sono conservati nella Biblioteca Florio e nelle altre biblioteche dell’Università di Udine.
La mostra e l’ambiente intellettuale
Al centro dell’esposizione si colloca l’opera maggiore di Bertoli, “Le antichità di Aquileia”, pubblicata nel 1739 a Venezia. Il volume infatti rappresenta un momento fondamentale nella costruzione dell’immagine storica di Aquileia, tra raccolta di testimonianze, interpretazione delle fonti e organizzazione del sapere. Accanto a essa, emerge il ruolo delle relazioni intellettuali e degli ambienti di studio. In particolare il legame con Francesco Florio e con la Biblioteca Florio di Udine, luogo di conservazione e produzione culturale. La mostra propone così un percorso che, dalla biografia dell’erudito, conduce alla genesi della sua opera, alle collaborazioni che ne hanno sostenuto la realizzazione e alla sua fortuna nel tempo. È quindi il ritratto di un sapere in costruzione, fondato sul dialogo tra studiosi e sulla continua rielaborazione delle fonti.
La mostra rientra nelle attività del festival "Aspettando la Notte dei lettori" e della “Setemane de culture furlane”. (sg)

