Martedì 7 dicembre aula 4 di Palazzo Antonini e on line

Letteratura e cinema. Stefan Zweig e la novella degli scacchi

Presentazione di Arturo Larcati di uno degli autori più tradotti e apprezzati della letteratura austriaca

Il Dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società (DILL) dell’Università di Udine, l’Associazione Biblioteca Austriaca e il Forum Austriaco di Cultura presentano il secondo appuntamento del ciclo di conferenze invernale, dal titolo Letteratura e cinema. Stefan Zweig e la Novella degli scacchi. L’incontro è per martedì 7 dicembre alle ore 17.45 nell’aula 4 di Palazzo Antonini oppure online all’indirizzo  https://tinyurl.com/yrcxpn47. L’ingresso è consentito con green pass e autodichiarazione fino a esaurimento dei posti disponibili. La conferenza è dedicata alla nuova trasposizione cinematografica della fortunatissima Novella degli scacchi di Stefan Zweig (1881-1942), presentata da Arturo Larcati, direttore dello Stefan Zweig Zentrum di Salisburgo. Il ciclo di incontri si concluderà martedì 14 dicembre con la conferenza di Stefano Apostolo su Thomas Bernhard.

«Il viennese Stefan Zweig – spiega Elena Polledri, docente di letteratura tedesca e austriaca del DILL –  è stato non solo uno degli autori più tradotti e apprezzati della letteratura austriaca, ma anche una delle personalità intellettuali maggiormente rilevanti del panorama europeo novecentesco: scrittore, poeta, giornalista, storico, traduttore e mediatore fra culture, mecenate per i giovani artisti, Zweig fu da sempre sostenitore di un umanesimo pacifista e cosmopolita che funge da cifra indistinguibile di tutta la sua produzione letteraria. Con la sua celebre opera autobiografica si è fatto cantore di quel ‘mondo di ieri’ della Vienna asburgica fin de siècle che, pur scomparso dalle cartine, rimane vivo nella geografia dei ricordi; con le sue apprezzatissime novelle dalle decise tinte psicologiche è diventato espressione del mutato contesto culturale della Jahrhundertwende, portavoce indiretto delle riflessioni freudiane che inaugurano una nuova epoca; con le sue numerose biografie dedicate a personaggi storici e letterari ha avvicinato il pubblico a una particolare concezione della storia che vede al centro il singolo e il suo contributo per una società ‘più umana’; con i suoi saggi e interventi ha reso evidente l’urgenza di costruire un’ “Europa dello spirito”, dove tutti i particolarismi nazionalistici si fondono in un’unica anima europea, fondata sulla cultura, la solidarietà e la reciproca comprensione.»

Nella conferenza, Arturo Larcati, uno dei massimi studiosi dello scrittore austriaco, cercherà di mostrare, partendo dagli assi portanti della novella di Zweig, come la recente interpretazione di Stölzl trasporti un approccio del tutto nuovo al testo letterario rispetto al noto capolavoro del regista Gerd Oswald, del 1960. A distanza di sessant’anni, i due interpreti del protagonista della novella – un indimenticabile Curd Jürgens nel caso di Oswald e un Oliver Masucci oggi osannato dalla critica – offrono due volti totalmente diversi ma egualmente affascinanti della lotta per la sopravvivenza del Dottor B e delle devastanti conseguenze dei traumi derivanti dalla tortura.

«Anche in virtù dei loro spunti profondamente attuali, le opere di Zweig – sottolinea Arturo Larcati – sono state soggette a continue riletture, nonché a diverse trasposizioni musicali e cinematografiche che hanno contribuito alla loro circolazione, come conferma emblematicamente il caso della Novella degli scacchi. La nuova versione cinematografica della popolare novella di Zweig, per la regia di Philipp Stölzl, che ha esordito nelle sale nel settembre di quest’anno, non ha solo reso evidente, una volta di più, quanto il cinema sia determinante per la fortuna europea e internazionale di Stefan Zweig, ma ha anche riaperto il dibattito su uno dei suoi più grandi capolavori.»

Arturo Larcati è professore di letteratura tedesca e austriaca presso l’Università di Verona e, dal 2019, direttore dello Stefan Zweig Zentrum di Salisburgo. Dopo il dottorato di ricerca conseguito all’Università di Salisburgo con una tesi su Ingeborg Bachmann, ha tenuto corsi di letteratura di lingua tedesca, lingua e cultura italiana e traduzione italo-tedesca presso sedi universitarie italiane (Perugia, Parma, Verona), tedesche (Mainz), austriache (Innsbruck, Salisburgo) e statunitensi (Minneapolis). Nel 2002 è stato insignito del premio Theodor Körner della città di Vienna per la ricerca scientifica e per l’arte. I suoi interessi di ricerca comprendono la letteratura austriaca (Stefan Zweig, Ingeborg Bachmann), l’espressionismo tedesco, il transfer culturale italo-tedesco-austriaco e la teoria della metafora dal punto di vista della poetica degli autori. Tra le sue pubblicazioni più recenti, numerose delle quali dedicate a Stefan Zweig, figurano la co-curatela dello Stefan Zweig Handbuch (con Klemens Renoldner e Martina Wörgötter, 2018), Otto Neurath liest Stefan Zweigs “Die Welt von Gestern”. Zwei Intellektuelle der Wiener Moderne im Exil (con Friedrich Stadler, 2021) e Stefan Zweig. Weltautor (con Bernhard Fetz e Arnhilt Inguglia-Höfle, 2021), risultato dell’omonima esposizione temporanea attualmente ospitata dal Literaturmuseum della Österreichische Nationalbibliothek e allestita dal Literaturarchiv di Salisburgo in collaborazione con lo Stefan Zweig Zentrum.

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