Frutto del progetto triennale iConnect

L’impatto dei metodi creativi sulle persone con demenza

I risultati della sperimentazione coordinata dal Dame verranno illustrati in un webinar martedì 28 luglio dalle 15.30

In che misura strumenti quali disegno, teatro, musica e poesia possono migliorare la qualità di vita delle persone con demenza? Quale il valore aggiunto dell’utilizzo dei metodi creativi nella pratica assistenziale? Saranno proprio i risultati a parlare e a rispondere senza indugi nel webinar in programma martedì 28 luglio alle ore 15.30; gli stessi risultati raccolti attraverso il progetto Erasmus+ iConnect- Modulo di interazione creativa con le persone che vivono con la demenza coordinato dal Dipartimento di Area Medica dell’Università di Udine. 

Avviato tre anni fa in partnership con Olanda (National Ouderenfonds e Università di Utrecht), Grecia (Università di Ioannina e Associazione Nazionale Alzheimer) e Finlandia (Università di Lahti) il Progetto si avvia dunque alla chiusura dopo essersi rivelato un’ottima opportunità per dare risposte concrete a necessità reali e cogenti. Stimolare infermieri, studenti di infermieristica e di altre professioni sanitarie a scegliere l'assistenza agli anziani come possibile indirizzo di studio e futuro lavoro professionale, per ovviare alla carenza sempre più forte di operatori nei servizi socio-assistenziali; formare gli studenti all’uso di metodi creativi per interagire in modo efficace con le persone che vivono con la demenza, rinforzandone il senso di benessere, di identità e di inclusione sociale. Inglobati in uno specifico modulo di apprendimento, affiancato alla formazione nel contesto clinico, i metodi creativi hanno coinvolto otto studenti, di cui sette iscritti al Corso di Laurea in Infermieristica ed uno in Educazione Professionale. 

«Attraverso questo percorso gli studenti hanno potuto sviluppare e sperimentare una diversa abilità comunicativa nel contesto dell’assistenza e supportare gli anziani con empatia e creatività – spiega Cristina Tommasini, delegata Erasmus per il Corso di Laurea in Infermieristica, sede di Pordenone e che durante il webinar illustrerà le caratteristiche del progetto e del modello formativo utilizzato - Dopo le prime sette settimane, svolte attraverso lezioni con metodi creativi e online, hanno infine avuto la possibilità di entrare in scena e applicare davvero i metodi appresi interagendo con gli anziani residenti presso l’Azienda pubblica dei Servizi alla Persona Umberto Primo “Casa Serena” di Pordenone».  

Ottimi i risultati ottenuti che fanno dell’esperienza un percorso stimolante e di comprovata efficacia sia dal punto di vista formativo che pratico. «Le aspettative che nutrivano gli studenti sono state pienamente soddisfatte grazie alla forte motivazione all’apprendimento e allo sviluppo di un percorso formativo creativo – spiega Lucia Cadorin, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Area Medica, che interverrà con una relazione sulla terapeuticità degli ambienti nelle case di riposo - Il progetto ha fatto inoltre emergere preziosi suggerimenti per sviluppare metodi creativi nei curricula universitari e la loro applicazione per migliorare il benessere del paziente con demenza». 

Ad aprire i lavori sarà il dott. Michele Picogna, Direzione centrale salute, politiche sociali, disabilità, servizio integrazione socio-sanitario Regione FVG, con un intervento sulle criticità, sfide e opportunità per i servizi sanitari e assistenziali rispetto alle persone con demenza. Presenti durante il webinar, che si chiuderà alle 17.30 dopo un dibattito, studenti e operatori dei Centri di assistenza.

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