Agritech Revolution, l’Ateneo tra i protagonisti dell’innovazione agricola
Dai vigneti smart ai Living Lab: ricerca, giovani talenti e tecnologie per affrontare la sfida climatica
L’Università di Udine si conferma tra gli attori di primo piano nella transizione verso un’agricoltura sostenibile e ad alta innovazione. In occasione dell’evento conclusivo “Agritech Revolution” (Napoli, 9-10 aprile), l’Ateneo ha presentato risultati e prospettive di tre anni di ricerca nell’ambito del progetto Agritech Center.
Un appuntamento di rilievo nazionale, alla presenza dei ministri dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida, e dell’università e della ricerca, Anna Maria Bernini. L’evento ha riunito università, centri di ricerca e imprese per fare il punto sulle soluzioni tecnologiche più avanzate per il settore primario.
Tra i momenti più significativi, l’iniziativa “Green Minds”, dedicata ai giovani ricercatori, che ha visto distinguersi tre docenti dell’Ateneo friulano. Mirko Sodini ha illustrato una rete di monitoraggio innovativa per i vigneti italiani: stazioni automatiche e robot a guida autonoma per raccogliere dati su larga scala e lungo periodo. Un’infrastruttura che promette di rivoluzionare lo studio della fisiologia della vite in relazione ai cambiamenti climatici, con ricadute concrete per le aziende vitivinicole e già al centro di future progettualità europee.
Non meno rilevanti le “flagship solutions” sviluppate dai gruppi di ricerca udinesi. Tra queste, i Living Lab coordinati da Elisa Marraccini, che hanno coinvolto agricoltori e attori locali in sperimentazioni su colture resilienti, come mais e quinoa. E anche nell’applicazione di tecnologie di intelligenza artificiale per il monitoraggio delle infestanti e l’uso efficiente delle risorse idriche.
Sguardo al futuro anche con “PhenoSpace”, la piattaforma di fenotipizzazione progettata da Laura Zanin. Un’infrastruttura avanzata capace di analizzare automaticamente le caratteristiche delle piante, integrata con camere climatiche e serre automatizzate nella sede del polo scientifico. Uno strumento strategico per lo sviluppo di nuove varietà più adattabili e performanti.
«La partecipazione dell’Università di Udine – spiega Alessandro Peressotti, coordinatore scientifico del gruppo di ricerca dell’Ateneo impegnato in Agritech – con il contributo dei dipartimenti di Scienze agroalimentari, ambientali e animali, Politecnico di ingegneria e architettura e di Scienze matematiche, informatiche e fisiche, conferma il ruolo centrale dell’Ateneo nel panorama nazionale della ricerca agritech, tra innovazione tecnologica, sostenibilità e formazione delle nuove generazioni di ricercatori».