Con l’Ateneo, unico partner italiano, collaborano l’Aoud ‘Santa Maria della Misericordia’ e l’Ospedale Niguarda

Diagnosi precoce di depressione e disturbi psicotici: Udine nel progetto internazionale "Pronia" da 6 milioni di euro

Obiettivo: impedire, ritardare o attenuare l'insorgenza e il decorso delle patologie

Migliorare il riconoscimento precoce dei disturbi psicotici e della depressione per prevenire, ritardare o attenuare l'insorgenza e il decorso della malattia, sviluppando metodi e strumenti personalizzabili, anche con la telemedicina, basati su genetica, diagnostica cerebrale per immagini e dati neurofisiologici e clinici. È l’obiettivo del progetto di ricerca internazionale Pronia (www.pronia.eu), finanziato dall’Unione europea con 6 milioni di euro per 5 anni (grant agreement n. 602152), al quale partecipa, unico partner italiano, l’Università di Udine assieme ad altri 6 atenei europei e australiani e a 4 aziende del settore dell’ingegneria medica. Attualmente non esistono metodi diagnostici che garantiscano una precoce e attendibile valutazione per identificare i soggetti a rischio e Pronia vuole colmare questa carenza, che provoca gravi conseguenze sui malati e i loro familiari, con elevati costi sociali.

Al progetto Pronia (Personalized prognostic tools for early pschosis management - Strumenti prognostici personalizzati per l’identificazione precoce delle psicosi) partecipano le università di Monaco “Ludwig-Maximilian”, che lo coordina, e Colonia (Germania), Basilea (Svizzera), Birmingham (Regno unito), Melbourne (Australia) e Turku (Finlandia). La ricerca è sostenuta dall’Unione europea all’interno del VII programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico.

L’Ateneo friulano è impegnato con un gruppo di ricerca coordinato da Paolo Brambilla, docente di psichiatria e responsabile dell’unità di ricerca in Brain imaging e neuropsicologia, e docente all’Università del Texas (Houston). Al progetto collaborano anche la Clinica psichiatrica dell’Azienda ospedaliero universitaria “Santa Maria della Misericordia” di Udine diretta da Matteo Balestrieri e il “Programma 2000” dell’Azienda ospedaliera Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano.

«A oggi – spiega Brambilla – l’obiettivo terapeutico della diagnosi precoce delle psicosi e della depressione viene raggiunto raramente e possono passare molti anni dalla comparsa dei sintomi per ottenere la terapia adeguata. In questo periodo si sviluppano tensioni tra le persone colpite e famigliari, amici e l’ambiente scolastico e professionale. Si crea così un circolo vizioso in cui le tensioni peggiorano i sintomi fino a quando le persone a rischio sviluppano una malattia conclamata».

Solo in Europa si spendono circa 207 milioni di euro per curare le psicosi e la depressione, cifra seconda solo a quella relative alla malattie cardio vascolari. Il 75-90 per cento dei pazienti soffre di sintomi psicotici attenuati e cognitivi prima dell'insorgenza conclamata della malattia. I disturbi psicotici colpiscono prevalentemente adolescenti e giovani adulti di età compresa tra 15 e i 35 anni. Si considera che fino al 20 per cento della popolazione possa soffrire di depressione nella vita e che circa l’uno per cento soffra di schizofrenia.

Il termine psicosi comprende disturbi mentali (allucinazioni, deliri, depressione acuta, episodi maniacali, schizofrenia, sindrome bipolare, ecc.) che possono essere collegati a diverse cause: malattie fisiche, uso di droghe, depressione o manie, predisposizione familiare, disturbo dello sviluppo, esposizione a sostanze tossiche, assunzione di farmaci, stress. I sintomi principali sono disturbi dei processi cognitivi e gravi disturbi riguardanti energia e motivazione, sentimenti e interessi.

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