Meeting dell’Università di Udine nell’ambito del consorzio triveneto

iNEST, 18 progetti innovativi sulla transizione verde e digitale per la manifattura avanzata

Sono i vincitori di due bandi da tre milioni di euro. Presentazione il 4 febbraio, alle 9.15, all’auditorium Sgorlon

Diciotto progetti innovativi dedicati alla transizione verde e digitale per la manifattura avanzata. Sono i vincitori dei due bandi (2023 e 2024), per complessivi tre milioni di euro circa, gestiti dall’Università di Udine nell’ambito del consorzio triveneto iNEST per il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). I progetti, 12 per il Triveneto e sei per il Mezzogiorno, riguardano: sette l’energia, cinque l’intelligenza artificiale e la scienza dei dati; tre la manifattura intelligente, la meccatronica e la robotica e tre i materiali.

I progetti saranno presentati martedì 4 febbraio, dalle 9.15, nell’auditorium Sgorlon del polo della formazione dell’Ateneo (via Margreth 3, Udine).

Al meeting, intitolato “Green and digital transition for advanced manufacturing technology”, porteranno i saluti di apertura: il rettore dell’Ateneo friulano, Roberto Pinton; l’assessore a lavoro, formazione, ricerca, università e famiglia della Regione Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen; il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni; il presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo; il responsabile dello spoke (“raggio”) 8 di iNEST, coordinato dall’Università di Trieste, Pierluigi Barbieri. Prenderanno quindi la parola Franco Bonollo, Luca Fabbri e Angelo Montanari, rispettivamente presidente, direttore e coordinatore scientifico di iNEST, che illustreranno lo stato di avanzamento delle attività del consorzio.

Saranno poi presentati i temi caratterizzanti il terzo spoke di iNEST, coordinato dall’Università di Udine, gli otto progetti vincitori del primo bando e, dalle 14, i dieci progetti vincitori del secondo.

«Il progetto iNEST rappresenta un’opportunità unica per rafforzare la collaborazione fra l’Università, le aziende e i centri di innovazione del territorio, attraverso iniziative congiunte di ricerca industriale che vedranno coinvolti anche i laboratori dell’Uniud Lab Village» spiega il rettore Roberto Pinton.

«iNEST ha scelto di destinare 43 milioni di euro ai bandi per le aziende – sottolinea il professor Montanari –. Circa 800 aziende hanno presentato dei progetti, da sole o in gruppo. Sono stati selezionati complessivamente 200 progetti che coinvolgono 458 aziende. Si tratta di numeri che parlano da soli e rappresentano un’opportunità di conoscenza e collaborazione in attività di ricerca e sviluppo senza precedenti».

L’Università di Udine e iNEST

Il baricentro delle attività dell’Ateneo friulano è la transizione verde e digitale a favore della manifattura avanzata. In particolare, promuove l’interazione tra le università trivenete e incubatori, acceleratori, parchi tecnologici e imprese del nord-est in settori chiave quali: energia, materiali, robotica, meccatronica, intelligenza artificiale, scienza dei dati. L’Ateneo friulano coordina le attività dei sette affiliati al terzo spoke, composto da: quattro università (Iuav e Ca’ Foscari di Venezia, Libera Università di Bolzano e Università di Trento), un centro di ricerca (Fondazione Bruno Kessler) e due enti di trasferimento tecnologico (Friuli Innovazione e Polo Tecnologico Alto Adriatico). Inoltre, coordina l’attività trasversale dei “lab village”, cioè laboratori congiunti per la ricerca avanzata dove ricercatori universitari e di aziende lavorano insieme condividendo conoscenze, esperienze e strutture di ricerca. L’obiettivo di iNEST è mettere in rete questi laboratori per rendere più stretto ed efficace il rapporto tra le università del Triveneto e le imprese.

iNEST

L’Università di Udine è stata, nel 2022, tra i soci fondatori del consorzio Triveneto iNEST che punta a diffondere nel nord est i benefici delle tecnologie digitali. I soci fondatori sono: le università di Padova (proponente), Verona, Ca’ Foscari e Iuav di Venezia, Trento, Bolzano, Udine, Trieste, Sissa, il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs). iNEST è finanziato dal Pnrr con 110 milioni di euro.

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