Nell’ambito del corso di dottorato interateneo Udine–Trieste
Vecchie e nuove declinazioni della responsabilità
Nuovi contributi di ricerca dei dottorandi in Diritto per l’innovazione nello spazio giuridico europeo
La fattispecie tradizionale della “responsabilità” ritorna di grande attualità. Alla luce delle sfide del mondo globalizzato e tecnologico, delle evoluzioni normative e giurisprudenziali, il tema è al centro di una serie di studi dei dottorandi del corso di dottorato interateneo Udine–Trieste in Diritto per l’innovazione nello spazio giuridico europeo. Questi contributi di ricerca sono stati raccolti nel volume “Vecchie e nuove declinazioni della responsabilità: fra teoria e prassi” (Cacucci, Bari). La collettanea dei lavori dei giovani studiosi è stata curata dalla coordinatrice del corso, Marina Brollo, e coordinata dai dottorandi, Leonardo Luca Pastore e Cristian Tulissi. Il volume è pubblicato con il sostegno del Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Ateneo friulano.
Si tratta di un lavoro multidisciplinare e trasversale che interroga, con rigore scientifico, le grandi trasformazioni che investono la realtà. L’elemento giuridico della responsabilità indica, infatti, le diverse ipotesi in cui un soggetto, per un danno da lui causato, è tenuto a rispondere, a seconda delle circostanze, in sede civile, penale e amministrativa.
Il volume raccoglie una selezione dei migliori contributi sul tema della “responsabilità” presentati nel corso della VII Conferenza dottorale tenutasi all’Università di Udine nel giugno 2024. In particolare, nella prima sezione si trovano gli studi dedicati all’analisi di alcuni nodi problematici della “responsabilità” nell’ambito del diritto pubblico. La seconda sezione riunisce contributi che toccano le emergenti configurazioni della “responsabilità” nella variegata sfera del diritto privato.
«L’iniziativa – spiega la professoressa Brollo – si inserisce nella tradizione convegnistica inaugurata nel 2017, ormai divenuta un punto di riferimento stabile per il dialogo tra dottorandi, dottori di ricerca e assegnisti di numerosi atenei italiani. L’obiettivo è valorizzare e rendere più visibile il contributo di ricerca dei giovani studiosi, nella convinzione che le nuove generazioni accademiche possano offrire impulsi decisivi all’innovazione degli studi giuridici».
«Questa pubblicazione rappresenta un risultato di grande valore per il Dipartimento di Scienze Giuridiche – sottolinea la direttrice Silvia Bolognini – in quanto testimonia, da un lato, la qualità della ricerca condotta nel nostro corso di dottorato, che si conferma un luogo di crescita scientifica e di confronto interdisciplinare, dall’altro, la capacità dei nostri giovani studiosi di contribuire in modo innovativo al dibattito giuridico contemporaneo». (sg)