Da aprile a settembre, terzo anno del progetto guidato dall’Università di Udine

A Barcis quattro corsi della Scuola della montagna

Iscrizioni fino al 23 marzo al primo corso su “Energia per la montagna”

È tutto pronto a Barcis per il terzo anno della “Scuola della Montagna – Dolomiti friulane”. Sono previsti quattro corsi residenziali gratuiti, da aprile a settembre, di una settimana ciascuno, ospitati nella foresteria del comune della Valcellina. La Scuola è organizzata dall’Università di Udine, nell’ambito della Strategia nazionale aree interne, in collaborazione con: Regione Friuli Venezia Giulia; il Gruppo di azione locale (Gal) Montagna leader; la Magnifica Comunità di montagna Dolomiti friulane, Cavallo e Cansiglio; la Comunità di montagna delle Prealpi friulane orientali. Rientra inoltre nelle attività promosse dal progetto Cantiere Friuli dell’Ateneo. Ulteriori informazioni sono disponibili online

Obiettivo della Scuola, diretta da Andrea Guaran, è investire sulla formazione del capitale umano per incentivare la ripresa sociale ed economica dell’area montana. I corsi permettono di acquisire competenze mirate a sostenere, soprattutto, una nuova imprenditorialità giovanile per contribuire a mantenere vivo il tessuto sociale ed economico delle Dolomiti Friulane. È previsto un massimo di 20 partecipanti. Al termine è rilasciato un attesto di partecipazione utile anche alla convalida di tre crediti formativi per gli studenti universitari.

Il primo corso, su “Energia per la montagna”, iscrizioni entro il 23 marzo, si terrà dal 27 aprile al 2 maggio. È dedicato all’analisi dei sistemi energetici in montagna, considerando le specificità ambientali, sociali e territoriali. Approfondirà inoltre il ruolo delle comunità energetiche, delle principali fonti rinnovabili applicabili in montagna, degli impatti sul paesaggio e i modelli di governance e gestione dell’energia a scala locale.

Il secondo, “La montagna come luogo formativo ed educativo” è in programma dal 31 agosto al 5 settembre. La montagna sarà esplorata come spazio di apprendimento, esperienza e produzione di conoscenza proponendo una riflessione sui contesti montani come ambienti educativi complessi, in cui territorio, pratiche formative e comunità locali si intrecciano.

“Rigenerazione urbana e socioculturale in montagna” è il tema del terzo corso, dal 14 al 19 settembre. Indagherà i processi di rigenerazione dei territori montani mettendo al centro le trasformazioni insediative, sociali e culturali. La rigenerazione è letta come un insieme di pratiche e dinamiche che coinvolgono spazi, comunità e forme di organizzazione locale.

Infine, “Small e big data per il turismo in montagna” è il titolo dell’ultimo che si terrà dal 21 al 26 settembre. Introdurrà all’uso dei dati territoriali applicati ai sistemi turistici delle aree montane. Si tratta di strumenti di lettura e interpretazione dei fenomeni turistici locali esplorando il potenziale informativo di dati quantitativi e qualitativi e mettendone in luce il ruolo nei processi di analisi e supporto alle decisioni.

Destinatari e organizzazione

La Scuola si rivolge, in particolare, ai giovani delle aree montane, ma anche a tutti gli interessati, in possesso del diploma di scuola secondaria superiore. Ogni corso sviluppa e consolida una originale e forte “coscienza di montagna”. Combina attività didattiche frontali, laboratori pratici sulle peculiarità del contesto montano, incontri con operatori locali ed escursioni formative sul territorio.

«La proposta della Scuola per il 2026 – spiega il direttore, Andrea Guaran –, articolata nei quattro corsi tematici, desidera porre i giovani destinatari davanti ad alcune importanti sfide, centrali per il futuro delle aree montane, al fine di disegnare nuove traiettorie in riferimento alle relazioni tra montagna e pianura, tra montagna e contesti metropolitani, relazioni non più asimmetriche ma paritarie e che valorizzino adeguatamente il ruolo dei contesti di montagna». (sg)

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