Tre film per riflettere sull’uso del linguaggio paternalistico negli squilibri di genere
“Mansplaining: non spiegarmi chi sono” è il titolo della rassegna, che esplora il fenomeno del Man explain things to me (dal nome dell’omonimo saggio di Rebecca Solnit, Haymarket Books, 2014) attraverso la sua rappresentazione cinematografica. Si tratta di un neologismo, diffusosi negli anni recenti, che indica un atteggiamento paternalistico con cui alcuni uomini spiegano alle donne questioni che queste già conoscono o padroneggiano, presupponendo una maggiore autorevolezza maschile. Il termine “mansplaining” descrive quindi una dinamica comunicativa in cui una persona spiega qualcosa a un’altra in modo condiscendente, spesso ignorandone le competenze.
La rassegna si apre con la proiezione del film Il diritto di contare di Theodore Melfi del 2016 con i saluti di Laura Zanin, presidente del Comitato unico di garanzia e delegata alle Pari opportunità dell’Ateneo, e l’introduzione di Martina Zanco, Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale. A seguire mercoledì successivo sarà proiettato La battaglia dei sessi di Valerie Faris e Jonathan Dayton del 2017 con l'introduzione di Steven Stergar, Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale. A concludere il ciclo sarà il film Joy di David O. Russell del 2015 con l'introduzione di Chiara Roccatello, Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale.
Proiezioni sono gratuite e aperte alla comunità universitaria.