Immatricolazioni a +10 per cento rispetto al 2022, +140 per cento negli ultimi 5 anni

Architettura, una giornata per celebrare 20 anni di attività

Mercoledì 18 ottobre, dalle 9.30, nell’auditorium della Biblioteca scientifica

Architettura all’Università di Udine celebra i 20 anni con una giornata dedicata all’accoglienza delle matricole, cresciute del 10 per cento rispetto al 2022, all’inaugurazione di una mostra fotografica e alla presentazione dei progetti realizzati degli studenti. L’appuntamento è per mercoledì 18 ottobre, dalle 9.30, nell’auditorium della Biblioteca scientifica dell’Ateneo (via Schiavi 44, Udine). L’incontro è promosso dal Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura cui fanno riferimento i corsi di laurea in Scienze dell’architettura e di laurea magistrale in Architettura.

L’incontro “Venti anni di Architettura all’Università di Udine” si aprirà con i saluti di: Alberto Sdegno, coordinatore dei corsi di laurea in Scienze dell’architettura e di laurea magistrale in Architettura; Andrea Cafarelli, prorettore dell’Ateneo friulano; Alessandro Gasparetto, direttore del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura.

Seguirà la consegna del Premio D’Aronco al laureato Matteo Specogna vincitore per la tesi di laurea magistrale in Architettura dal titolo “Gli stavoli in Friuli e nella vicina Slovenia. Progetto di riconversione dei “seniki”. A consegnare il premio sarà Paolo Bon, presidente dell’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori di Udine che ha finanziato l’iniziativa. Il premio consiste in un budget di 1000 euro da spendere in viaggi di architettura.

Mauro Bertagnin, professore di architettura tecnica, pronuncerà quindi la lectio magistralis intitolata “Preservare la misteriosa. Ricerche, progetti e cantieri per salvare Timbuktu”.

La mattinata continuerà con l’illustrazione delle attività per il ventennale. Claudia Pirina parlerà dell’internazionalizzazione per la formazione, Giulia Fini dei workshop per il territorio, Veronica Riavis della divulgazione e delle mostre di architettura, Matteo Iannello delle lezioni itineranti di storia dell’architettura, Alberto Cervesato di città e architettura nei viaggi studio.

La prima parte della giornata si concluderà nello spazio espositivo della Biblioteca scientifica dove verrà inaugurata la mostra fotografica “Fotografare Le Corbusier”. A realizzarla sono stati 21 studenti che hanno partecipato a un recente viaggio a Parigi dedicato allo studio delle architetture di Le Corbusier. A ogni studente erano richieste tre fotografie che dovevano rappresentare alcuni aspetti significativi dell’opera dell’architetto. A tutti i partecipanti verrà consegnato in premio un libro su Le Corbusier.

Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 17.30, spazio ai laboratori di progettazione di architettura con la presentazione delle attività svolte dagli studenti.

«Un grande interesse si sta riscontrando tra i giovani che vogliono dedicarsi ai temi dell’architettura all’Università di Udine – spiega il coordinatore dei corsi di studio in Architettura, Alberto Sdegno –. Lo si può notare dal forte incremento delle immatricolazioni, in costante aumento negli ultimi cinque anni che ha portato ad avere un più 140 per cento di iscrizioni al primo anno in questo anno accademico in termini assoluti dal 2019. Un aumento dettato da vari fattori, ma che sicuramente è stato aiutato dal forte impegno dell’Ateneo e del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura che ha investito molte energie sul piano dell’orientamento nelle scuole e sul territorio».

Architettura ha aderito alle possibilità offerte: l’attivazione di percorsi di Alternanza scuola–lavoro, le lezioni didattiche nelle scuole, le visite nei laboratori come l’Uniud Lab Village nonché con un aggiornamento dell’offerta formativa con il reclutamento di giovani docenti. Anche il ruolo della digitalizzazione e dell’impiego delle nuove tecnologie ha ricevuto un’attenzione particolare. Gli studenti hanno potuto sperimentare strumentazioni avanzate, quali stampanti e scanner 3D, e le più sofisticate tecnologie di esplorazione di modelli digitali grazie all’impiego della realtà virtuale e aumentata. Oltre alle nuove metodologie di modellazione offerte dal Building information modeling.

«Il tema della simulazione interattiva costituisce sicuramente il valore aggiunto offerto dai nostri corsi di studio in Architettura – sottolinea Sdegno –. Tali dispositivi, di solito usati negli altri atenei solo dai ricercatori e dai docenti, sono invece a disposizione degli studenti che vogliono dedicarsi a temi che richiedono costose apparecchiature scientifiche. I risultati sono sicuramente di grande utilità sia per gli studenti, che possono offrire un loro know-how specifico agli studi di architettura e alle aziende, anche durante l’attività di tirocinio, con una ricaduta sulla ricerca che riesce a coinvolgere i giovani alle attività solitamente svolte solo dal personale accademico. Il ventennale è stata un’occasione di forte rilancio di questo settore, anche grazie ai fondi del Piano strategico del Dipartimento che prevede il finanziamento di attività di didattica, ricerca e divulgazione».

Workshop specifici su cinema, accessibilità, stampa 3D, temi di carattere territoriale e prossimamente su design e fotografia, possono costituire un’occasione per gli studenti per approfondire temi di solito non previsti nei piani di studio previsti dall’ordinamento. A ciò si aggiunge l’attività di didattica itinerante nella forma di viaggi studio, percorsi tematici e visite ai cantieri.

«Queste attività – evidenza il professor Sdegno – permettono di uscire dalle aule e fare esperienza diretta dell’architettura, come sempre hanno fatto in passato coloro che si volevano dedicare all’architettura, con la differenza che in questo caso gran parte delle iniziative sono cofinanziate dall’Ateneo o dal Dipartimento, cosa che di rado avviene nella maggior parte degli altri atenei italiani. Una riprova è data anche dalla grande adesione degli studenti al seminario che Udine organizza negli spazi della Biennale di Architettura di Venezia, che ha portato alla partecipazione di 60 studenti alla Biennale post Covid del 2021 e che quest’anno ne porterà 150, così da poterli mettere in contatto con architetti e relatori italiani e stranieri e visitare assieme gli spazi della Mostra internazionale».

Altri progetti sono in corso di definizione con soggetti del territorio, quali l’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori di Udine, il Cluster legno arredo, il Comune di Udine, la Regione Friuli Venezia Giulia e molti altri.

«Questi – conclude Sdegno – permetteranno di costruire, assieme agli studenti, quella figura di architetto che un domani dovrà essere ben conscio di tutte le potenzialità necessarie per lavorare nel campo della progettazione, del restauro, della costruzione».

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