Evento del Dipartimento di Medicina dell’Ateneo e dell'Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale

Creare valore per la salute con i Point of care testing, i test diagnostici rapidi eseguiti vicino al paziente

Venerdì 16 gennaio, dalle 8.45, all’hotel “Là Di Moret” a Udine

I benefici derivanti dall’utilizzo dei Point of care testing (Poct), i test diagnostici rapidi eseguiti vicino al paziente, al di fuori cioè dei laboratori, a vantaggio di una medicina territoriale più avanzata. È il tema che sarà sviluppato nel convegno “Come creare valore per la salute” che si terrà venerdì 16 gennaio, dalle 8.45, all’hotel “Là Di Moret” a Udine (via Tricesimo 276). L’evento, alla quarta edizione, è organizzato dal Dipartimento di Medicina dell’Università di Udine e dall’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale.

I Poct

L’attività di questi centri per test rapidi può essere determinante per ridurre tempi e costi del processo decisionale clinico visto che il 70-80% delle diagnosi deriva dai risultati degli esami di laboratorio. La diffusione di questi test “a portata di mano” può essere decisiva, per esempio, nella gestione del diabete, delle sepsi (infezioni gravi potenzialmente letali) e nel ridurre l’antibiotico resistenza. I dispositivi utilizzati nei Point of care testing offrono un rilevamento rapido di svariati marcatori clinici mediante campioni, come sangue periferico e urina, facilmente ottenibili e impiegando strumenti portatili. Con i Poct si punta a migliorare la qualità delle cure, minimizzando i rischi, a un costo ragionevole, consentendo una diagnosi più tempestiva. Questo sistema inoltre facilita il monitoraggio e la gestione della malattia, anche da remoto.

Di tutti questi argomenti si parlerà durante le tre sessioni dei lavori che analizzeranno approcci organizzativi e clinici innovativi: sepsi e antibiotico resistenza, il contributo dei Point of care testing; “value based care” e il contributo del Poct; le esperienze pratiche di gestione ed uso dei Poct. Il convegno nasce come momento celebrativo della fine della quarta edizione del master in Point of care testing che ha finora formato oltre 100 professionisti provenienti da tutta Italia.

Secondo i responsabili scientifici, Francesco Curcio professore di Patologia clinica dell’Ateneo friulano, e Daniele Nigris, referente del Processo integrato di gestione delle tecnologie, dei sistemi informativi e informatici del Centro servizi e laboratori dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, «la crescente necessità di ottenere informazioni diagnostiche precoci e rapide, assieme al monitoraggio continuo dello stato di salute del paziente in diversi ambiti di cura, come le case della salute, le cure a domicilio e le Rsa, impone lo sviluppo di tecnologie e competenze che possano supportare tale esigenza al di fuori del laboratorio e vicino al sito di cura del paziente». (sg)

Il contesto

L'assistenza sanitaria sta cambiando con lo sviluppo della tecnologia e con l’emergere di modelli di assistenza più virtuali e remoti rispetto al contesto sanitario tradizionale. Questi modelli stanno modificando la domanda dei servizi tradizionali e una chiara richiesta è quella di fornire più diagnosi nel punto di necessità e bisogno. Lo scopo di un servizio Point of care testing è consentire l’erogazione di diagnosi di alta qualità e accessibili nel punto di bisogno per i servizi, migliorando i risultati clinici e l'esperienza sanitaria dei pazienti.

Esempi di impiego

Inoltre, il Poct offre anche vantaggi pratici in specifiche popolazioni di pazienti. Ad esempio, in ambito neonatale e pediatrico, dove un prelievo di sangue eccessivo comporta rischi come l’anemia, il volume minimo di campione richiesto per il Poct riduce l’entità della perdita di sangue. Nei pazienti geriatrici e critici, riduce al minimo lo stress fisico associato alla venipuntura, migliorando il comfort e la compliance del paziente. Un altro vantaggio significativo del Poct è il suo ruolo nella gestione delle malattie croniche. Può gestire, a domicilio o in clinica, patologie come il diabete, consente un monitoraggio più frequente dei livelli di glucosio, facilitando un migliore controllo glicemico e riducendo le complicanze. Allo stesso modo, i dispositivi portatili per il monitoraggio della coagulazione consentono ai pazienti in terapia anticoagulante di monitorare i propri livelli di Inr, migliorando la precisione terapeutica e riducendo la probabilità di eventi avversi. Inoltre migliora tutti quegli aspetti di economia sociale legati alla diminuzione di necessità di trasporto di pazienti anziani da parte di parenti/caregiver favorendo le attività nelle vicinanze dell'abitazione del paziente.

La formazione dei professionisti per i Poct

La tutela della sicurezza e dall’affidabilità del risultato finale dell’esame, non dipende solo dalla certificazione di qualità del sistema diagnostico garantita dal produttore e correlata alla marcatura CE. L’utilizzatore è deputato ad utilizzare correttamente i sistemi diagnostici all’interno di un sistema di procedure e processi che tutelino la qualità del dato analitico e dell’informazione finale che associa ai risultati grezzi e le informazioni necessarie alla corretta interpretazione clinica. Garante di tutto questo è il Laboratorio di Patologia clinica che, grazie ai suoi professionisti, alle tecnologie e alla informatizzazione riesce a governare tutte le attività e a garantire che il dato analitico è sicuro ed affidabile che può fare la differenza sullo stato di salute del paziente ovunque esso sia. Per questo motivo percorsi specializzati come i master che favoriscono l’acquisizione di competenze avanzate e la condivisione di esperienze sono fondamentali per i professionisti sanitari di laboratorio e non solo. (sg)

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