Il 22 e 23 novembre nell’aula Magna
in p.le Kolbe a Udine

La prevenzione sismica a trent'anni dal terremoto in Friuli

I primi risultati di un progetto
di ricerca nazionale

        Contribuire a sviluppare la prevenzione sismica attraverso: il miglioramento delle normative, dei criteri e dei metodi di progettazione, con particolare riferimento all’uso delle tecnologie innovative; il miglioramento delle conoscenze sulla vulnerabilità e sul rischio del patrimonio edilizio e infrastrutturale; la messa a punto di tecniche di monitoraggio e di valutazione del danno ai fini preventivi o comunque tempestivi. Sono alcuni degli obiettivi di un progetto di ricerca triennale promosso dal Dipartimento della Protezione civile (Dpc) e dalla Rete dei laboratori universitari italiani di ingegneria sismica (Reluis). Il progetto terminerà nel 2008 e coinvolge 137 unità di ricerca di 40 atenei italiani, fra i quali l’Università di Udine che partecipa con due unità di ricerca del dipartimento di Ingegneria civile. 

        Per illustrare il lavoro svolto nel primo anno di attività e discutere le linee di sviluppo degli studi in atto mercoledì 22, con inizio alle 15, e giovedì 23 novembre, dalle 8.30, nell’aula magna dell’ateneo friulano, in p.le Kolbe 4, a Udine, si terrà l’assemblea annuale del progetto dedicata agli “Sviluppi dell’ingegneria sismica a trent’anni dal terremoto del Friuli”. In apertura sono previsti gli interventi del rettore, Furio Honsell, del preside della facoltà di Ingegneria, Alberto Felice De Toni, del capo del Dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, del direttore regionale della Protezione civile, Guglielmo Berlasso, e del rettore del Centro internazionale di Scienze meccaniche (Cism) di Udine, Giulio Maier. L’assemblea è stata organizzata dal dipartimento di Ingegneria civile dell’Università di Udine, dal Dipartimento della Protezione civile, dalla Rete dei laboratori universitari italiani di ingegneria sismica e dal Cism. 

        Il progetto privilegia le attività sperimentali e si articola in quattro diverse aree coprendo, in tal modo, pressoché tutti i temi della moderna ingegneria sismica: vulnerabilità delle strutture esistenti, criteri di progettazione innovativi, nuove tecnologie per la mitigazione del rischio, gestione delle emergenze. «A trent’anni dal terremoto in Friuli – spiegano i coordinatori dell’iniziativa, Gaetano Russo e Stefano Sorace, docenti del settore di Tecnica delle costruzioni alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Udine – la ricerca italiana nel settore dell’Ingegneria sismica ha compiuto passi da gigante nella comprensione del comportamento delle strutture e nella messa a punto di strategie e tecniche per la mitigazione del rischio sismico». Per informazioni: 0432 558065, margherita.pauletta@uniud.it, denis.mitri@uniud.it, cristina.fumo@uniud.it.

Sullo stesso tema

Mercoledì 11 Febbraio

Oltre 100 studiosi di terremoti in visita ai luoghi del rischio sismico in Friuli

Venerdì 13 febbraio partenza dal polo scientifico e tappe a Budoia, Braulins e Venzone per spiegare nei luoghi dei terremoti le ricerche dell’Università di Udine. Montanari: «La ricostruzione ha saputo affiancare alla rinascita materiale una politica di sviluppo, culminata nella realizzazione di nuove infrastrutture e nella nascita dell’Ateneo»

Lunedì 9 Febbraio

Ateneo friulano: al via la Scuola sulla Resilienza

Come affrontare crisi ed emergenze, un corso per gli operatori del settore e della Protezione civile. Montanari: “Sarà un anno speciale anche per noi. Il Friuli da epicentro del sisma con l’università è diventato epicentro dei saperi e della conoscenza"

Martedì 6 Maggio

A 49 anni dal terremoto che distrusse il Friuli

La riflessione del rettore Roberto Pinton sul 6 maggio 1976