Incontri sulla storia dell’Olocausto e sul crimine di genocidio nel diritto internazionale
Giorno della Memoria, il messaggio dell’Ateneo
La riflessione del rettore, Angelo Montanari, e del delegato per l’educazione alla pace e alla nonviolenza, Tommaso Piffer
Il 27 gennaio non è solo una ricorrenza civile, è il momento in cui l’Europa si ferma davanti allo specchio della propria storia. Come ha scritto lo storico inglese Tony Judt, il riconoscimento della Shoah è diventato il vero “biglietto d’ingresso” nell'identità europea moderna: non esiste Europa, non esiste cittadinanza consapevole, senza la piena accettazione di ciò che accadde nel cuore del nostro continente.
La centralità della memoria dell’Olocausto nell’identità europea si è affermata nei decenni del dopoguerra non senza ostacoli e non senza dover superare le amnesie di chi preferiva dimenticare le complicità e l’indifferenza che avevano reso possibile il progetto di sterminio nazista. Ma proprio oggi che questa memoria ha trovato ampio spazio nelle celebrazioni e nel discorso pubblico dobbiamo guardarci da un altro pericolo: che la memoria diventi un mero rito di passaggio, una cerimonia rassicurante che impedisce di guardare con occhio critico alle ingiustizie e alle derive dei nostri giorni. In un momento in cui l’antisemitismo ritorna ad affacciarsi con prepotenza sulle piazze europee, questo rischio è più concreto che mai.
Per questo motivo, l’Università degli Studi di Udine riafferma l'importanza che la memoria sia sorretta da una solida consapevolezza storica. La memoria può sbiadire o essere manipolata. La Storia, invece, analizza i meccanismi, rintraccia le cause e ci costringe a capire come l’orrore sia stato possibile. Capire non significa giustificare, ma dotarsi degli strumenti intellettuali per impedire che quegli stessi ingranaggi tornino a muoversi.
In questo spirito, la nostra comunità accademica partecipa alle celebrazioni del Giorno della Memoria con due momenti pubblici di approfondimento. Mercoledì 28, lezione di Tommaso Piffer, docente di Storia contemporanea, su “L'Olocausto, un’introduzione storica”; giovedì 29, lezione di Claudia Candelmo, docente di Diritto internazionale, su “Il crimine di genocidio nel diritto internazionale”. Entrambe nell’aula Pasolini di Palazzo di Toppo Wassermann, con inizio alle 18.
Coltivare la Storia è il nostro modo di onorare le vittime con l'impegno costante dell'intelligenza e della verità.
Il rettore, Angelo Montanari
Il delegato per l’educazione alla pace e alla nonviolenza, Tommaso Piffer