La cerimonia nella sede di viale Ungheria a Udine

Infermieristica: un'aula informatica in ricordo di Nicola Kandutsch

Scoperta una targa in memoria del giovane infermiere laureatosi all’Ateneo friulano e scomparso nel 2006

Il prorettore dell'Ateneo friulano, i docenti e la mamma di Nicola Kandutsch nell'aula a lui dedicata

Generoso, altruista, tenace e orgoglioso del suo lavoro: così viene descritto da chi lo ricorda Nicola Kandutsch, giovane infermiere di Malborghetto laureatosi nel 2004 all’Ateneo friulano, prematuramente scomparso nel 2006. Il corso di laurea in Infermieristica, accogliendo la richiesta avanzata dagli studenti, gli ha dedicato l’aula informatica del primo piano nella sede del corso, in viale Ungheria 18 (ex seminario) a Udine, l’aula da Nicola tanto frequentata e dove ha scritto la sua tesi di laurea.

Accanto alla famiglia di Nicola, agli studenti, ai colleghi e ai docenti che lo hanno conosciuto, erano presenti il prorettore dell’università di Udine, Maria Amalia D’Aronco; il preside vicario della facoltà di Medicina e chirurgia Irene Mavelli; il presidente del corso di laurea in Infermieristica Francesco Saverio Ambesi Impiombato e il suo predecessore Alfonso Colombati; il coordinatore del corso di laurea Carlo Vidotti; il presidente del collegio Ipasvi (l’organismo che ha la rappresentanza nazionale degli infermieri italiani) di Udine Fabia Bassan. Per l’occasione l’attore Fabiano Fantini ha dato lettura di poesie di Herman Hesse, Kahil Gibran e Pier Paolo Pasolini dedicate alla memoria di Nicola.

«È un momento particolarmente commovente perché c’è qui presente una famiglia che piange un figlio straordinario, ma c’è anche un Ateneo che piange uno studente straordinario - ha detto il prorettore dell’università di Udine Maria Amalia D’Aronco -: Nicola è stato capace di convivere con la sua malattia e di portare a termine un percorso, umano e professionale, con coraggio sublime».

«Vorrei risentire i sassi sotto gli scarponi»: amava incamminarsi lungo i sentieri di montagna che la malattia a un certo punto gli aveva impedito di percorrere, così come amava profondamente la professione che aveva scelto, l’infermiere.

«Ricordare uno studente così ci onora e onora tutti gli studenti e i docenti - ha concluso D’Aronco -: Nicola ha saputo incarnare il senso profondo dell’apprendere e del dedicarsi, allo studio prima e alla professione poi. Nicola è una fiaccola per tutti noi, per la famiglia e per l’Ateneo udinese».

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