I risultati della Valutazione della qualità della ricerca del periodo 2020–2024
Qualità della ricerca, confermata la solidità dell’Ateneo: lo certifica l’Anvur
Il rettore Montanari: «Premiate le politiche di reclutamento, l’attenzione alla formazione
dei giovani ricercatori, la capacità di valorizzare le conoscenze trasformandole in valore per il territorio»
L’Università di Udine continua a essere solida sulla ricerca di base, cioè le pubblicazioni dei ricercatori sono in linea con la media nazionale. È quanto emerge dai primi esiti della Valutazione della qualità della ricerca (Vqr) del periodo 2020-2024 dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur). Inoltre, alcuni elementi qualificanti dimostrano il raggiungimento di risultati importanti rispetto alle scelte fatte dall’Ateneo.
Tra le note positive spicca la qualità della ricerca dei neoassunti e dei promossi, che vede l’Ateneo al 21° posto su 61 a livello nazionale, 5° su 18 tra gli atenei di media dimensione (Censis 2025). Un dato in crescita rispetto alla precedente valutazione che conferma l’efficacia delle politiche di reclutamento adottate.
Risultano eccellenti anche la qualità delle pubblicazioni dei dottorandi, 12° posto su 61, significativamente migliore della media nazionale, e la valutazione sulla valorizzazione della conoscenza e dell’impatto, 14° posto su 61. Investire sui giovani per l’Università di Udine significa anche essere una ottima scuola di formazione per giovani ricercatori, 4° posto su 18 tra gli atenei di media dimensione (Censis 2025).
Fedele alla sua vocazione e missione statutaria, l’Ateneo conferma una fra le più alte valutazioni a livello nazionale, 13° posto su 61, per impatto e qualità della valorizzazione della conoscenza, 6° posto su 18 fra gli Atenei di media dimensione (Censis 2025).
«La valutazione della ricerca fatta dall’Anvur – commenta il rettore Angelo Montanari –, oltre a restituire l’immagine di un Ateneo solido dal punto di vista della ricerca, sostanzialmente in linea con la media nazionale come già nella precedente indagine, premia le politiche di reclutamento della nostra università, la sua attenzione alla formazione dei giovani ricercatori e la sua capacità di valorizzare le conoscenze trasformandole in valore per il territorio, con valutazioni che collocano l’Ateneo nei tre ambiti tra la decima e la quindicesima posizione a livello nazionale, in linea con i migliori atenei italiani, su 61 università, e tra il quarto e sesto posto, su 18, se consideriamo gli atenei di media dimensione. La sfida è ora quella di migliorare la nostra capacità di attrarre fondi da bandi internazionali».
In ogni caso, andrà poi verificato l’impatto sul Fondo di finanziamento ordinario (Ffo). Esso dipende, infatti, anche da una logica dimensionale e da come il Ministero dell’università e della ricerca (Mur) deciderà di utilizzare questi risultati per l’attribuzione della quota premiale. (sg)