Dolomiti Mountain School, a Venzone una giornata di riflessione a cinquant’anni dal terremoto

Venerdì 19 giugno, incontro dedicato agli insegnamenti del sisma per il futuro delle terre alte

Martinuzzi, Venzone, 7 maggio 1976

Prosegue la X edizione della Dolomiti Mountain School con il secondo appuntamento sul territorio. Venerdì 19 giugno 2026, dalle 9.30 alle 18.00, il Salone del Palazzo Comunale di Venzone (UD) ospiterà l’incontro “Gli insegnamenti del terremoto per difendere meglio le terre alte”.

A quasi cinquant’anni dal terremoto del Friuli, la giornata proporrà una riflessione sulle conoscenze, le esperienze e le pratiche maturate a partire da quel drammatico evento, mettendole in relazione con le sfide che oggi interessano le aree montane: dalla prevenzione dei rischi naturali alla pianificazione territoriale, dalla gestione delle emergenze alla capacità delle comunità di affrontare i cambiamenti.

Ad aprire i lavori sarà Pierpaolo Zanchetta del Servizio biodiversità della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, con il saluto del Sindaco di Venzone Mauro Valent. Seguirà la presentazione del programma con l’intervento “In piedi all’epicentro”, a cura di Gianpaolo Carbonetto, giornalista, studioso di culture della montagna e coordinatore della Scuola.

La mattinata prenderà avvio con un approfondimento sul ruolo dei geologi nelle prime ore successive a un terremoto, attraverso un’intervista a Franco Vaia, già docente di Geografia fisica e Geologia applicata all’Università degli Studi di Trieste. Giuseppe Muscio, responsabile scientifico del Geoparco delle Alpi Carniche, affronterà invece il tema della convivenza con il rischio sismico, mettendo a confronto l’esperienza del passato con quella odierna.

Marcello Riuscetti, già docente di Sismologia applicata all’Università degli Studi di Udine, analizzerà gli insegnamenti lasciati dal terremoto del Friuli e il modo in cui sono stati recepiti nel tempo, mentre l’architetto Pierluigi Grandinetti proporrà una riflessione sui processi di pianificazione territoriale e urbanistica prima e dopo il sisma del 1976.

Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà sugli strumenti necessari per costruire territori più sicuri e resilienti. Fabrizio Gerd Kranitz, coordinatore della struttura stabile dissesto geologico del Servizio geologico regionale, illustrerà il ruolo della conoscenza del territorio e della pianificazione nella prevenzione dei rischi.

Franceschino Barazzutti, già sindaco di Cavazzo Carnico, ripercorrerà l’esperienza della partecipazione popolare e del decentramento amministrativo che hanno caratterizzato la ricostruzione post-sisma, mentre Diego Carpenedo, già membro del Gruppo multidisciplinare centrale per la ricostruzione del Friuli Venezia Giulia, approfondirà il contributo fornito dai piccoli comuni a uno dei processi di ricostruzione più studiati a livello nazionale.

L’organizzazione territoriale della Protezione civile sarà al centro dell’intervento di Cristina Trocca, direttrice del Servizio volontariato e sala operativa regionale, mentre Stefano Grimaz, professore associato di Geofisica applicata all’Università degli Studi di Udine e titolare della Cattedra UNESCO in Sicurezza intersettoriale per la riduzione dei rischi di disastro e la resilienza, analizzerà l’attualità dell’esperienza friulana come modello per la resilienza territoriale.

A chiudere la giornata sarà Giorgio Osti, professore associato di Sociologia dell’ambiente e del territorio all’Università degli Studi di Padova, con una riflessione sulle trasformazioni delle comunità e delle relazioni sociali che emergono in seguito ai disastri.

L’incontro è organizzato dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, la Comunità di montagna della Carnia, l’ASCA / Leggimontagna-Cortomontagna, la Magnifica Comunità di montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio, il Comune di Venzone e il Parco Naturale Dolomiti Friulane.

La partecipazione è gratuita e aperta ad amministratori, tecnici, professionisti, operatori del territorio, studenti e cittadini interessati ai temi delle Dolomiti UNESCO e delle aree montane. Sono inoltre previsti crediti formativi per gli iscritti agli Ordini degli Architetti PPC e dei Geologi. È richiesta l’iscrizione online entro giovedì 18 giugno.

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