Multiverso, Uniud Inclusiva e Uniud Sostenibile insieme a vicino/lontano

Sabato 14 maggio, alle 10 e alle 16, auditorium Sgorlon, polo di via Margreth

Impronta (foto di Luigi Gaudino)

Multiverso, in collaborazione con Uniud Inclusiva e Uniud Sostenibile, organizza due appuntamenti nell’ambito del festival vicino/lontano, in programma a Udine dall’11 al 15 maggio 2002. ‘Sfide’ è la parola-chiave che attraversa gli eventi di questa edizione: cinque intense giornate che coinvolgono i protagonisti del mondo della cultura e dell’informazione in pubblici dibattiti nel centro storico della città. 

Gli incontri, che saranno introdotti dai saluti del Magnifico Rettore dell’Università di Udine professor Roberto Pinton, si terranno sabato 14 maggio presso l’auditorium Sgorlon, in via Margreth 3 a Udine.

Alle ore 10.00, ‘Le sfide dell’inclusione’ con Sergia Adamo, Luca Chittaro, Francesco Pitassio moderati da Valeria Filì a cui seguirà la proiezione del cortometraggio Vivere oltre i cliché. Le rappresentazioni di genere tra cinema d’animazione, videogiochi e teatro, per la regia di Paolo Comuzzi. A partire dalle rappresentazioni di genere nel cinema d’animazione, nei videogiochi e nel teatro, Multiverso si apre a un confronto per immaginare altre prospettive e altre possibilità. Infatti le questioni di genere e le tematiche dell’inclusione sono sempre più presenti nelle nostre vite, nella rappresentazione mediatica e nel dibattito pubblico. Eppure, a prescindere dalle nostre convinzioni, siamo spesso condizionati da modelli che possono indurci a comportamenti non rispettosi delle differenze e della dignità. Sarebbe bene imparare a riconoscerli.

Alle ore 16.00 sarà la volta di ‘Le nostre impronte sulla terra’ con Massimo Bernardi, Roberta Farina, Mauro Varotto moderati da Francesco Marangon.

L’incontro prende spunto dai temi affrontati nel nuovo numero di Multiverso, IMPRONTA. Sono passati cinquant’anni da quando il Club di Roma, associazione non governativa composta da scienziati, imprenditori e attivisti per i diritti civili, diffuse un allarmante rapporto sul futuro dell’ambiente e del nostro pianeta.

Questo scenario, descritto allora come catastrofico, non solo non è stato affrontato come si sarebbe dovuto, ma è peggiorato. Continuiamo a lasciare impronte dalle conseguenze devastanti sul clima e in grado di modificare la stessa superficie terrestre. Non mancano buone pratiche di conservazione del territorio ed esperienze di resilienza in luoghi marginali: testimonianza di un nuovo modo, sempre più necessario, di pensarci come ospiti di questo pianeta.

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