Ottava conferenza nel cinquantesimo del terremoto del 1976
Scuotere la storia, Public History e ricostruzione
Dall’8 al 12 giugno, a Udine, conferenza nazionale organizzata dalla Deputazione di Storia Patria per il Friuli e dall’Associazione Italiana Public History in collaborazione con l'Ateneo
Udine si appresa ad ospitare dall’8 al 12 giugno 2026, l’VIII conferenza nazionale di Public History. L’iniziativa viene organizzata congiuntamente dalla Deputazione di Storia Patria per il Friuli e dalla Associazione Italiana di Public History (AIPH) e avrà come tema "Scuotere la storia. Public History e ricostruzione".
Con la collaborazione del Comune di Udine, dell’Università di Udine e della Società Filologica Friulana e con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, la Conferenza intende discutere e condividere esperienze e pratiche italiane e internazionali di Public History: sarà un’occasione di confronto e di riflessione fra chi opera e lavora sui modi in cui la storia e la memoria sono presenti nella società, nelle associazioni e nelle istituzioni culturali, nel mondo della formazione e delle scuole, nelle università, nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale e nella vita quotidiana.
L’appuntamento è stato inquadrato nel cinquantenario del terremoto del 1976 in Friuli: l’anniversario sarà un’occasione per riflettere sui traumi provocati da eventi catastrofici sulle persone, sulle società e sul patrimonio culturale e ambientale, nonché sulle modalità di risposta, sia immediata, sia nel medio e lungo periodo.
«Si tratta di un’opportunità – precisa il presidente della Deputazione di storia patria per il Friuli, Andrea Tilatti – per collocare nel contesto friulano una riflessione sul ruolo che possono avere gli esperti di storia pubblica nei momenti drammatici di catastrofi naturali e soprattutto nel pensare e organizzare le politiche di ricostruzione materiale e morale della rete sociale, per ricucire i fili che legano il passato al presente e al futuro».
Notevoli i numeri della manifestazione: saranno oltre 40 i panel suddivisi in 9 sessioni con la partecipazione di oltre 120 studiosi o ricercatori di public history provenienti da tutta Italia che si confronteranno nel polo universitario di Via Margreth 3 a Udine.
Come anteprima alla conferenza, lunedì 8 giugno, dalle 18 nella ludoteca comunale di Via del Sale, si svolgerà l’incontro “Giocare con la Storia” a cura del gruppo di lavoro AIPH “Storia e gioco”.
Nella mattinata di martedì 9 giugno, il polo di Via Margreth ospiterà anche i panel in cui saranno presentati i migliori progetti e attività per le scuole “Fare storia insieme!”.
Non mancheranno iniziative aperte alla cittadinanza: sempre martedì 9 in sala Ajace alle ore 17, è in programma la tavola rotonda “Dopo i terremoti. Ricostruzioni culturali, morali e civili a confronto” con l’intervento di Francesca Corrao, Presidente Fondazione Orestiadi di Gibellina, Paolo Pastres, Deputazione di storia patria per il Friuli, Luca Basilico, progetto L’Aquila capitale italiana della cultura 2026, coordinati da Maria Antonella Fusco.
Il 10 giugno, alle ore 16.15, all’Auditorium “Sgorlon” del Polo universitario di Via Margreth, 3, si svolgerà l’incontro “Attraverso altri sguardi tra fotografia e storia. Il caso Tina Modotti” con la partecipazione di Arianna Facchini, Assessora alle Pari Opportunità e alle Politiche Giovanili del Comune di Udine, Uliano Lucas, Fotoreporter, Monica Di Barbora, Direttivo SIS, Michele Smargiassi, Direttivo SISF, Silvia Bianco, Museo Friulano della Fotografia di Udine, Paolo Ferrari, Comitato Tina Modotti Udinem coordinati da Raffaella Biscioni e Lucia Miodini.
Infine, sempre il 10 giugno alle ore 21 in Corte Morpurgo di Via Savorgnana a Udine, è in programma “Un cane da catena”, lettura scenica di e con Martina Delpiccolo e Fabiano Fantini ispirata al primo romanzo sul terremoto di Bruna Sibille-Sizia.