Martedì 21 aprile in Ateneo e al Conservatorio Tomadini
Convegno internazionale sull'influsso di grandi maestri ungheresi in Italia
L’eredità di Bartók, Kodály e Ligeti in un incontro aperto a tutti
Un ponte culturale che unisce le sponde del Danubio a quelle dell'Italia, nel segno della grande musica d'avanguardia e delle radici popolari. Martedì 21 aprile Udine ospiterà il convegno internazionale “Magia della musica tra Italia e Ungheria: Bartók, Kodály e Ligeti”. L’iniziativa, organizzata dal dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società dell’Ateneo friulano in collaborazione con il Conservatorio “Jacopo Tomadini”, si propone di indagare l’impatto di tre giganti del Novecento musicale sulla storia e sull’identità culturale europea.
I responsabili scientifici del progetto, i professori Roberto Calabretto e Paolo Driussi, hanno strutturato una giornata di studi che metterà in relazione il mondo ungherese con quello italiano, mostrando come l’eredità di questi compositori continui a vibrare nel nuovo millennio.
I lavori si apriranno alle ore 9.30 nella Sala Florio di via Palladio 8. La sessione mattutina sarà dedicata a delineare il contesto storico e le radici della musica ungherese. Ad inaugurare gli interventi sarà Katalin Barát, con una riflessione sulla storia e la cultura dell'Ungheria all'inizio del XX secolo. Successivamente, Corrado Vitale approfondirà il monito bartókiano di "suonare come un contadino", esplorando il legame tra Béla Bartók e la musica popolare, mentre Nicolò Palazzetti analizzerà il rapporto tra il compositore e l'Italia, tracciando un percorso che va dal Ventennio fascista all'età repubblicana. La mattinata proseguirà con l'intervento a quattro mani di Edit Ács e Tamás Tóth, focalizzato sulla ricerca di radici autentiche della musica nel folclore, per concludersi con una relazione di Paolo Driussi sul frizzante clima della fin de siècle ungherese.
Nel pomeriggio, a partire dalle ore 15, i lavori si sposteranno presso il Conservatorio “Jacopo Tomadini” in piazza Primo Maggio. Questa seconda parte del convegno si concentrerà sui modernismi e sulle avanguardie del secondo Novecento. Maria Grazia Sità aprirà il confronto sulla musica di Bartók nel quadro dei modernismi internazionale, seguita nuovamente da Edit Ács e Tamás Tóth, che illustreranno la figura di Zoltán Kodály come musicista e didatta. Dopo un intermezzo musicale a cura degli allievi del Conservatorio, il dibattito riprenderà con Gábor Dobó e la sua analisi della "musica nuova" nelle avanguardie ungheresi. L'ultima parte della giornata sarà dedicata a György Ligeti: Luca Cossettini ne esaminerà il ruolo nel rinnovamento musicale del secondo Novecento, mentre Roberto Calabretto chiuderà il convegno esplorando l'affascinante dimensione cinematografica della produzione ligetiana, prima della conclusione ufficiale dei lavori prevista per le 18.30.
L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza, offrendo un’occasione preziosa per approfondire come la musica sia stata, ed è tuttora, un linguaggio universale capace di abbattere le frontiere geografiche e politiche.